Vertical Jigging e Inchiku: tecnica, attrezzatura, artificiali e recuperi
Vertical Jigging e Inchiku permettono di cercare predatori marini lungo il fondo e nella colonna d’acqua usando artificiali zavorrati calati sotto la barca. La differenza principale è nell’azione: il jig tradizionale lavora con accelerazioni e cambi di ritmo più marcati, mentre l’Inchiku propone un movimento lento e naturale grazie al polipetto in silicone.
Vertical Jigging o Inchiku: quale tecnica scegliere?
La scelta dipende meno dal nome della tecnica e più da quattro variabili concrete: quota dei pesci, velocità della corrente, attività dei predatori e capacità di mantenere l’artificiale nella zona utile. Prima di cambiare spot, prova a modificare ritmo, peso e profilo dell’esca.
Vertical Jigging
Jig affusolato, salita energica e variazioni di velocità per stimolare ricciole, palamite e altri predatori in caccia.
Inchiku
Salite corte, pause e ricadute controllate per mantenere il polipetto vicino al fondo e prolungare il tempo di attacco.
Lavora la quota
Conta i giri di manovella o usa i colori del trecciato per fermare l’artificiale all’altezza indicata dall’ecoscandaglio.
Correggi l’assetto
Aumenta il peso, scegli un profilo più compatto oppure riposiziona la barca prima che la lenza lavori troppo inclinata.
Principio fondamentale: non esiste una grammatura valida in assoluto. A parità di profondità, un jig stretto può scendere e restare in pesca meglio di un artificiale largo dello stesso peso. Corrente, scarroccio, diametro del trecciato e forma dell’esca contano quanto i grammi dichiarati.
Differenze tra Vertical Jigging, Inchiku e Slow Pitch
Vertical Jigging, Inchiku e Slow Pitch sono tecniche verticali, ma non sono sinonimi. Il Vertical Jigging classico genera inseguimento e reazione; l’Inchiku lavora soprattutto con il polipetto e con una presentazione prossima al fondo; lo Slow Pitch sfrutta la planata laterale del jig e molte abboccate in caduta. Separare bene questi approcci aiuta a scegliere canna e artificiale senza creare un setup generico che non lavora correttamente.
| Aspetto | Vertical Jigging | Inchiku | Slow Pitch |
|---|---|---|---|
| Azione principale | Salite ritmate, accelerazioni, stop e cambi di velocità. | Recupero lento, salite corte e pause che fanno lavorare il polipetto. | Impulsi controllati e cadute laterali del jig. |
| Zona d’acqua | Dal fondo fino alle marcature sospese. | Soprattutto fondo e primi metri sopra la struttura. | Fondo e colonna d’acqua, con attenzione alla fase di caduta. |
| Quando provarlo | Pesci attivi, foraggio presente, necessità di esplorare velocemente. | Pesci diffidenti, attività intermittente, passate lente sulla struttura. | Predatori opportunisti e pesci che reagiscono a un’esca in difficoltà. |
| Affaticamento | Generalmente più elevato, soprattutto con jig pesanti e recuperi rapidi. | Più contenuto se il setup è bilanciato e il recupero resta regolare. | Moderato, ma richiede sensibilità e una canna progettata per caricare e rilasciare il jig. |
Per approfondire l’azione dei jig in caduta senza sovrapporre le tecniche, consulta la guida dedicata alla pesca Slow Pitch Jigging.
Come funziona il Vertical Jigging
Nel Vertical Jigging il jig metallico viene calato fino al fondo o alla quota in cui sono presenti i pesci e poi animato con una sequenza coordinata di canna e mulinello. Lo scopo non è muovere l’esca il più velocemente possibile, ma farle cambiare direzione, accelerare, fermarsi e ripartire in modo credibile.
Fasi essenziali
- Calata controllata: accompagna la discesa senza lasciare anse eccessive. Un arresto improvviso, un’accelerazione anomala o uno spostamento laterale del filo possono indicare un attacco in caduta.
- Contatto con il fondo: recupera subito il filo in eccesso per evitare incagli e inizia a lavorare nella fascia utile.
- Sequenza di recupero: alterna mezzi giri o giri completi di manovella a colpi di canna, senza ripetere lo stesso ritmo per tutta la passata.
- Controllo della quota: se le marcature sono sospese, interrompi la risalita poco sopra il branco e ripeti il tratto produttivo.
- Nuova calata o riposizionamento: quando l’angolo della lenza aumenta troppo o la barca supera lo spot, recupera e prepara una nuova passata.
Jig adatti al Vertical Jigging
- Jig slim e compatti: raggiungono rapidamente la profondità e mantengono meglio la verticale con corrente sostenuta.
- Jig centrati: hanno un comportamento equilibrato e sono versatili nei recuperi alternati.
- Jig asimmetrici: producono deviazioni e lampi più irregolari, utili quando i pesci seguono senza attaccare.
Errore comune: usare una canna troppo rigida e muovere solo il braccio. Il risultato è un’azione poco fluida, maggiore affaticamento e perdita di controllo. Il movimento deve coinvolgere mulinello, polso e ritorno elastico della canna.
Come pescare a Inchiku
L’Inchiku è formato da un corpo metallico attraversato dal collegamento e da un polipetto in silicone che nasconde o accompagna gli assist hook. Il corpo porta rapidamente l’esca in profondità; il polipetto continua a muoversi durante le salite brevi, le soste e le ricadute.
Recupero base dell’Inchiku
- Raggiungi il fondo e solleva l’artificiale di poco per evitare che resti appoggiato tra rocce e ostacoli.
- Esegui da tre a sei giri lenti di manovella, con piccoli richiami della canna.
- Inserisci una pausa breve mantenendo il contatto, poi lascia ricadere l’Inchiku in modo controllato.
- Ripeti la sequenza nei primi metri sopra il fondo oppure fino alla quota delle marcature.
- Se arrivano tocche senza ferrata, non accelerare subito: continua il recupero con regolarità per permettere al pesce di completare l’attacco.
Quando l’Inchiku può essere più efficace
- Predatori presenti sul fondo ma poco propensi a inseguire un jig veloce.
- Passate su secche, relitti, cigli e fondali misti in cui serve restare a lungo nella zona utile.
- Acqua fredda, pressione di pesca elevata o attività alimentare irregolare.
- Situazioni in cui dentici, cernie, pagri e altri pesci di fondo reagiscono a una presentazione morbida.
Dettaglio decisivo: controlla che il polipetto non sia irrigidito, strappato o incastrato sugli ami. Se la parte morbida non lavora libera, l’Inchiku perde gran parte della sua attrattiva.

Attrezzatura per Vertical Jigging e Inchiku
Un buon setup non è semplicemente “potente”: deve animare correttamente gli artificiali che userai più spesso. Parti dal peso reale del jig, dalla profondità abituale e dalla taglia delle prede; scegli poi canna, mulinello, trecciato e terminale come un sistema unico.
| Componente | Vertical Jigging classico | Inchiku | Cosa verificare |
|---|---|---|---|
| Canna | Corta, reattiva e progressiva, con jig rating coerente con le grammature impiegate. | Sensibile sul cimino e progressiva, capace di lavorare salite lente senza irrigidire l’esca. | Peso massimo del jig, curva sotto carico, comfort dell’impugnatura e compatibilità con il mulinello. |
| Mulinello | Spinning robusto o rotante con recupero fluido e frizione progressiva. | Spinning o rotante compatto, ben bilanciato e preciso nella gestione della discesa. | Capacità di trecciato, rigidità del corpo, manovella comoda e manutenzione in ambiente salino. |
| Trecciato | Indicativamente PE 1.5–3.0, in funzione di profondità, corrente e prede. | Indicativamente PE 1.2–2.5, aumentando la sezione su ostacoli e pesci potenti. | Carico reale, diametro, abrasione e quantità sufficiente per la profondità di pesca. |
| Terminale | Fluorocarbon o nylon resistente all’abrasione, spesso tra 0,40 e 0,70 mm. | Diametro proporzionato al fondo e alla specie, senza irrigidire eccessivamente la presentazione. | Abrasioni, qualità del nodo, lunghezza utile e compatibilità con gli anelli. |
Canna: potenza nominale e peso del jig
La dicitura in grammi sulla canna indica l’intervallo di artificiali per cui è progettata, ma non tutte le canne con lo stesso valore lavorano allo stesso modo. Un modello da jigging classico tende a essere più reattivo; una canna per Inchiku privilegia sensibilità e progressività. Prima dell’acquisto controlla sempre la curva, il tipo di mulinello previsto e il peso dell’artificiale più usato, non soltanto il limite massimo.
Mulinello e frizione
La frizione deve partire in modo regolare, senza scatti. Impostarla troppo chiusa aumenta il rischio di rottura del terminale o apertura degli ami; troppo morbida permette a dentici e cernie di raggiungere subito il fondo. La regolazione va eseguita sul setup completo e ricontrollata durante la battuta.
Trecciato e terminale
Per scegliere canna e mulinello in modo più ampio puoi consultare la guida alla scelta della canna da pesca e l’approfondimento su scelta e manutenzione dei mulinelli.

Come scegliere peso, forma e colore di jig e Inchiku
Il peso corretto è quello che permette di raggiungere la fascia di pesca, percepire il fondo e controllare l’esca durante lo scarroccio. Usare più grammi del necessario può affaticare e rendere l’azione innaturale; usarne troppo pochi allontana l’artificiale dalla verticale e riduce la sensibilità.
| Scenario orientativo | Grammatura da cui partire | Profilo utile | Segnale per cambiare |
|---|---|---|---|
| Fondale basso o medio, corrente debole | Circa 40–100 g | Compatto o leggermente largo per aumentare movimento e permanenza. | Scendi di peso se l’esca cade troppo velocemente e lavora rigida. |
| Fondale medio, corrente moderata | Circa 80–160 g | Centrato o semi-affusolato, versatile nei cambi di ritmo. | Sali di peso se perdi il fondo o la lenza si inclina rapidamente. |
| Fondale profondo o corrente sostenuta | Circa 150–300 g e oltre | Slim, denso e poco resistente all’acqua. | Riduci superficie o diametro del trecciato prima di aumentare eccessivamente i grammi. |
Le fasce hanno valore pratico, non prescrittivo. Profondità, velocità della deriva, diametro della lenza, forma del jig, posizione della barca e capacità della canna possono cambiare completamente la scelta.
Forma prima del colore
Un profilo slim scende rapido e lavora bene in corrente. Un jig più largo o asimmetrico offre maggior planata e deviazione, ma può allontanarsi più facilmente dalla verticale.
Corpo e polipetto devono collaborare
Il corpo deve raggiungere il fondo senza trascinare il polipetto in modo rigido. Dimensione, morbidezza e integrità del silicone sono importanti quanto il colore.
Colori: una rotazione semplice
- Argento, blu, verde e sardina: prima scelta con acqua limpida e foraggio naturale ben identificabile.
- Rosa, arancio, chartreuse e dettagli luminosi: utili in profondità, con luce ridotta o acqua meno trasparente.
- Toni scuri e contrastati: possono creare una sagoma leggibile con cielo coperto o luce laterale.
Metodo pratico: porta lo stesso artificiale in due o tre colori e in almeno due pesi. In questo modo puoi capire se la differenza dipende dal profilo, dalla visibilità o dalla capacità di mantenere la quota.

Montature, assist hook, anelli e nodi
La montatura deve lasciare libertà all’artificiale senza aggiungere componenti inutili. Ogni elemento va dimensionato sul carico reale del setup, non soltanto sul peso del jig.
Assist hook
- Scegli ami molto affilati, resistenti alla corrosione e proporzionati al profilo dell’artificiale.
- Su molti jig gli assist in testa riducono gli incagli sul fondo e intercettano gli attacchi diretti alla parte anteriore.
- Sull’Inchiku gli assist devono restare liberi nel polipetto senza aggrovigliarsi o irrigidire il silicone.
- Controlla cordino, legature e punta dell’amo dopo ogni contatto con rocce, relitti o pesci importanti.
Solid ring e split ring
Il terminale si collega normalmente a un solid ring; lo split ring unisce poi l’artificiale e, secondo la montatura, gli assist. Questa configurazione facilita la sostituzione del jig e distribuisce meglio le sollecitazioni. Evita anelli deformati, sottodimensionati o difficili da aprire con la pinza.
Nodo tra trecciato e terminale
FG Knot e PR Knot sono collegamenti sottili e adatti a passare negli anelli quando eseguiti correttamente. Anche altri nodi possono essere validi, purché siano compatibili con i diametri usati e vengano provati sotto carico prima della pesca. Trovi passaggi e alternative nella guida Demon ai migliori nodi da pesca.
Controllo prima di ogni calata: passa le dita sul terminale, verifica il nodo, osserva gli anelli e prova la punta degli ami. Un’abrasione quasi invisibile può cedere proprio nei primi secondi del combattimento.
Dalla marcatura alla calata: come impostare una passata
Una passata efficace inizia prima della calata. Osserva direzione del vento, corrente e scarroccio; individua la struttura con ecoscandaglio e cartografia; entra sul punto da monte della deriva in modo che l’artificiale attraversi la zona utile senza trascinarsi sul fondo.
- Segna il bersaglio: waypoint, ciglio, sommità della secca, relitto o branco sospeso.
- Valuta la deriva: esegui una prima passata di prova per capire velocità e direzione reale della barca.
- Calcola l’anticipo: inizia la calata prima del punto, considerando il tempo necessario all’artificiale per raggiungere la profondità.
- Lavora la fascia produttiva: non recuperare sempre fino alla superficie; concentra più passaggi tra fondo e marcature.
- Registra il dato: quota, artificiale, colore, ritmo, ora e lato della struttura aiutano a replicare la cattura.
Come riconoscere una mangiata in discesa
- Il filo smette di uscire prima della profondità attesa.
- La lenza accelera, si sposta lateralmente o perde tensione in modo improvviso.
- Il jig sembra più leggero o non restituisce più il contatto previsto.
In questi casi recupera rapidamente il filo in eccesso e porta il sistema in tensione. Una ferrata violenta con molta pancia nella lenza è meno efficace di una presa di contatto pronta e controllata.
Recuperi efficaci per Vertical Jigging e Inchiku
Non esiste una sequenza sempre vincente. Il recupero deve cambiare quando cambiano specie, quota, corrente e risposta dei pesci. Costruisci una routine breve, ripetibile e facile da modificare.
Rapido e reattivo
Serie di accelerazioni e brevi stop per pelagici e predatori attivi. Non perdere il controllo della canna nel tentativo di aumentare la velocità.
Cambi di ritmo
Tre o quattro movimenti rapidi, pausa, poi una risalita più lenta. È una buona base per capire se il pesce reagisce all’inseguimento o all’arresto.
Lento e regolare
Giri di manovella costanti, piccoli richiami e pause controllate nei primi metri sopra il fondo.
Come adattare il recupero ai segnali
- Inseguimenti senza attacco: inserisci una pausa, cambia ampiezza o passa a un artificiale più naturale.
- Tocche brevi vicino al fondo: riduci la velocità e mantieni l’esca nella zona più a lungo.
- Attacchi in caduta: cura il controllo del filo e ripeti più spesso la fase di discesa.
- Pesci sospesi: limita il tratto di recupero alla quota indicata, evitando calate inutilmente lunghe fino al fondo.

Spot, ecoscandaglio, corrente e condizioni ideali
Le strutture più interessanti sono secche, cigliate, relitti, franate, salti batimetrici e passaggi tra roccia, sabbia e posidonia. La parte produttiva non coincide sempre con l’intera struttura: spesso gli attacchi si concentrano sul lato investito dalla corrente, sul bordo sottocorrente o alla quota del foraggio.

Cosa cercare
- Foraggio compatto vicino al fondo o sospeso.
- Marcature separate dalla struttura.
- Cambi netti di profondità e durezza del fondale.
- Ripetizione delle marcature sullo stesso lato della passata.
Come reagire
- Aumenta peso o riduci la superficie del jig.
- Usa trecciati adeguati senza sovradimensionare inutilmente.
- Riposiziona la barca quando la lenza lavora troppo inclinata.
- Interrompi la pesca se mare e vento rendono la manovra insicura.
Orari e luce
Alba, tramonto e cambi di luce possono coincidere con una maggiore attività, ma non sostituiscono la lettura dello spot. Nelle ore centrali, la presenza di corrente, foraggio e marcature coerenti è spesso più utile di una regola rigida sull’orario.
Quali pesci si pescano a Vertical Jigging e Inchiku?
Le tecniche verticali permettono di insidiare predatori di fondo e pelagici. La specie target determina quota, ritmo, robustezza del terminale e strategia nei primi secondi del combattimento.
Dentice
Lavora vicino a secche, cigli e relitti. Inchiku, jig compatti e recuperi con pause sono utili quando il pesce non insegue.
Ricciola
Può attaccare sul fondo o a mezz’acqua. Jig slim, cambi di velocità e controllo della quota sono spesso determinanti.
Cernia
Richiede un setup affidabile e una reazione pronta per allontanare il pesce dal riparo senza forzare oltre la tenuta del sistema.
Pagro
Può reagire a Inchiku e jig compatti lavorati nei primi metri sopra il fondo con ritmo controllato.
Palamita e alletterato
Seguono il foraggio e rispondono spesso a jig affusolati, recuperi sostenuti e rapidi cambi di quota.
Lampuga e pesce serra
Possono attaccare artificiali più leggeri nelle fasce superficiali o intermedie, soprattutto in presenza di mangianze.
Errori da evitare nel Vertical Jigging e nell’Inchiku
Pescare fuori verticale
Quando la lenza si inclina troppo, l’esca lavora lontano dalla barca, perde sensibilità e aumenta il rischio di incaglio. Cambia peso o riposiziona la passata.
Recuperare sempre allo stesso ritmo
Una sequenza identica per minuti non offre informazioni. Varia velocità, ampiezza e pause in modo ordinato, osservando quale fase produce tocche.
Guardare solo il fondo
Ricciole, palamite e altri pelagici possono essere sospesi. Usa i colori del trecciato, i giri di manovella o il contametri per lavorare la quota corretta.
Sovradimensionare tutto
Attrezzatura eccessivamente pesante riduce sensibilità e aumenta la fatica. Mantieni un margine di sicurezza, ma proporziona il setup alla situazione reale.
Trascurare la caduta
Molte mangiate avvengono mentre l’esca scende. Controlla il filo e riconosci arresti, accelerazioni e spostamenti laterali.
Non controllare la montatura
Ami smussati, split ring deformati e terminali abrasi compromettono la battuta. Fai una verifica rapida dopo ogni incaglio o combattimento.
Sicurezza in barca, normativa e gestione delle catture
La tecnica viene spesso praticata su fondali impegnativi e lontano dalla costa. Prima dell’uscita controlla previsioni marine, carburante, comunicazioni, dotazioni di sicurezza e possibilità di rientro. Sul ponte mantieni artificiali e ami in ordine, usa pinze adatte e proteggi le mani durante slamatura e sostituzione degli assist.
- Verifica sempre regole locali, limiti, specie protette, periodi, misure e obblighi applicabili alla zona di pesca.
- Trattieni soltanto esemplari consentiti e realmente utilizzabili, rispettando le condizioni di conservazione a bordo.
- Per il rilascio riduci i tempi fuori dall’acqua, usa attrezzatura di slamatura adeguata e valuta i problemi legati alla cattura in profondità.
- Non continuare a pescare su una struttura se vento, onda o scarroccio impediscono un controllo sicuro della barca.
Per un controllo aggiornato consulta la guida alle normative della pesca in mare in Italia e l’approfondimento sulla pesca sportiva responsabile.
Perché le lenti polarizzate sono utili durante la pesca dalla barca
In mare aperto il riverbero può affaticare la vista e rendere meno leggibili superficie, scie, lenze e attività del foraggio. Una lente polarizzata riduce parte della luce riflessa orizzontalmente e migliora il comfort nelle ore luminose. La scelta deve considerare copertura, stabilità della montatura, protezione dai raggi ultravioletti e tonalità adatta alle condizioni abituali.
Per un approfondimento specifico puoi leggere la guida agli occhiali per la pesca con canna da natante.
FAQ su Vertical Jigging e Inchiku
È più semplice iniziare con il Vertical Jigging o con l’Inchiku?
L’Inchiku richiede in genere un recupero meno fisico e può essere più immediato da animare. Resta però fondamentale controllare fondo, deriva e quota. Il Vertical Jigging richiede più coordinazione e un ritmo coerente con il jig usato.
Quanti grammi deve pesare un jig per 100 metri?
Non esiste un rapporto fisso tra profondità e peso. Su 100 metri possono bastare grammature medie con poca corrente e trecciato sottile, mentre con scarroccio sostenuto può servire molto più peso. Scegli il minimo che consente di raggiungere il fondo e mantenere il controllo.
Il Vertical Jigging si pratica solo sul fondo?
No. Dentici, cernie e pagri vengono spesso cercati vicino alla struttura, ma ricciole, palamite, alletterati e lampughe possono trovarsi a mezz’acqua. Le marcature dell’ecoscandaglio devono guidare il tratto di recupero.
Quando conviene usare l’Inchiku?
È una buona scelta quando i pesci restano vicini al fondo, seguono senza attaccare o reagiscono meglio a movimenti lenti. Funziona bene anche quando vuoi prolungare la permanenza dell’esca nella zona utile.
Meglio mulinello spinning o rotante?
Entrambi possono funzionare. Lo spinning è intuitivo e versatile; il rotante offre controllo diretto della discesa e grande continuità nei recuperi. La scelta dipende da ergonomia, canna e familiarità del pescatore.
Quanto deve essere lungo il terminale?
Una lunghezza indicativa di 2–5 metri copre molte situazioni. Fondali abrasivi, acqua limpida, passaggio del nodo negli anelli e dimensione delle prede possono richiedere adattamenti.
Serve ferrare con forza?
Prima bisogna eliminare il filo in eccesso e portare il sistema in tensione. Con assist hook molto affilati, una presa di contatto decisa e progressiva è spesso più efficace di una ferrata violenta eseguita con lenza in bando.
Quali artificiali portare per iniziare?
Prepara pochi modelli affidabili: jig slim e compatti in due o tre pesi, alcuni Inchiku con polipetti di ricambio e colori naturali più una variante ad alta visibilità. È più utile conoscere bene cinque artificiali che portarne decine senza una logica.
Approfondimenti consigliati
Queste guide completano la preparazione tecnica senza ripetere gli stessi argomenti.
La strategia più efficace è adattare peso, quota e ritmo
Vertical Jigging e Inchiku diventano davvero efficaci quando l’artificiale lavora nella fascia d’acqua corretta. Il jig tradizionale permette di esplorare velocemente e provocare predatori attivi; l’Inchiku prolunga la presentazione vicino al fondo e valorizza pause e movimenti naturali.
Parti da un setup bilanciato, usa il peso minimo che mantiene il controllo, osserva ecoscandaglio e deriva, varia il recupero con metodo e verifica la montatura dopo ogni contatto. Questi dettagli incidono più della ricerca di un colore o di un artificiale considerato infallibile.
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