🚵♂️ Le Salite Più Famose del Tour de France
Leggende, fatica e gloria sulle montagne francesi: dalle Alpi ai Pirenei, un viaggio tra le ascese che hanno trasformato il Tour de France in un mito senza tempo.

Leggende, fatica e gloria sulle montagne francesi
Il Tour de France non è solo una corsa ciclistica: è un rito estivo, una sfida epica che ogni anno porta i migliori atleti del mondo a confrontarsi con la vera essenza del ciclismo, la montagna.
Tra Alpi e Pirenei, salite come l’Alpe d’Huez, il Mont Ventoux, il Galibier e il Tourmalet sono diventate simboli di coraggio, resistenza e gloria. Qui ogni tornante ha una storia, ogni vetta una leggenda, ogni metro una sfida contro se stessi.
In breve: perché queste salite sono leggendarie?
Le grandi montagne del Tour non sono semplici strade in salita: sono luoghi in cui la corsa cambia volto. Qui la tattica incontra la sofferenza, la resistenza diventa spettacolo e la folla trasforma ogni tornante in un’arena naturale.
| Salita | Altitudine | Lunghezza | Pendenza media | Carattere |
|---|---|---|---|---|
| Alpe d’Huez | 1.850 m | 13,8 km | 8,1% | Spettacolare, intensa, carica di pubblico |
| Mont Ventoux | 1.909 m | 21,5 km | 7,5% | Ventoso, lunare, psicologicamente durissimo |
| Col du Tourmalet | 2.115 m | 17,2 km | 7,4% | Storico, regolare, simbolico |
| Col du Galibier | 2.642 m | 18,1 km | 6,9% | Maestoso, alpino, severo |
| Col d’Aubisque | 1.709 m | 16,6 km | 7,2% | Panoramico, tecnico, spettacolare |
| Plateau de Beille | 1.780 m | 15,8 km | 7,9% | Regolare, selettivo, moderno |
| Hautacam | 1.520 m | 13,6 km | 7,8% | Irregolare, nervoso, imprevedibile |
🏔️ Alpe d’Huez
Una delle salite più amate e riconoscibili del ciclismo mondiale: 21 tornanti, pendenze dure fin dall’inizio e un’atmosfera che nei giorni del Tour diventa pura leggenda.
🚴 Descrizione
L’Alpe d’Huez è molto più di una semplice salita: è un’icona. La strada parte da Le Bourg-d’Oisans e si arrampica verso la stazione sciistica dell’Alpe attraverso 21 tornanti numerati, ognuno legato alla memoria dei grandi protagonisti del Tour.
Il tratto iniziale è tra i più impegnativi: le pendenze mordono subito le gambe e costringono ogni ciclista a trovare il proprio ritmo. Salendo, il panorama si apre progressivamente e la strada diventa un anfiteatro naturale, soprattutto nei giorni della Grande Boucle, quando la folla crea un corridoio di bandiere, voci e colori.
🏆 Storia
Il debutto dell’Alpe d’Huez al Tour risale al 1952, con la vittoria di Fausto Coppi. Da quel momento questa salita è diventata uno dei simboli assoluti della corsa. Qui hanno scritto pagine memorabili campioni come Marco Pantani, Bernard Hinault, Laurent Fignon e molti altri protagonisti della storia moderna.
🌟 Curiosità
- I 21 tornanti sono il marchio più famoso dell’Alpe d’Huez e trasformano la salita in un museo a cielo aperto.
- Il pubblico è parte integrante del mito: nei giorni del Tour la montagna diventa uno stadio naturale.
- È una meta ambita da cicloturisti di tutto il mondo, desiderosi di misurarsi con una delle salite più celebri del pianeta.
🧭 Consiglio per i cicloturisti
Parti presto da Bourg-d’Oisans, quando la strada è più tranquilla e l’aria è fresca. I primi chilometri sono i più severi: evita di spingere troppo, trova una cadenza regolare e usa ogni tornante come piccolo traguardo intermedio.
🏞️ Mont Ventoux
Una montagna solitaria, severa e magnetica: dal bosco al paesaggio lunare della vetta, il Ventoux è una prova fisica e mentale che ogni ciclista ricorda per sempre.
🚴 Descrizione
Il Mont Ventoux, chiamato anche Le Géant de Provence, domina la Provenza con la sua cima chiara e spoglia. La salita da Bédoin è la più iconica: oltre 21 chilometri che cambiano volto più volte, dai campi e vigneti iniziali al bosco fitto, fino agli ultimi chilometri esposti al vento.
Dal Chalet Reynard in poi l’ambiente diventa quasi lunare: il verde scompare, la strada si apre tra pietre bianche e raffiche improvvise, e la torre meteorologica in vetta sembra vicina ma non arriva mai.
🏆 Storia
Il Ventoux è sinonimo di gloria e tragedia. Tra i ricordi più forti resta quello di Tom Simpson, morto durante il Tour del 1967. Da allora ogni passaggio su questa montagna porta con sé un senso di rispetto profondo.
Negli anni, il Gigante della Provenza ha incoronato scalatori come Eddy Merckx, Bernard Thévenet, Marco Pantani, Richard Virenque, Chris Froome e Jonas Vingegaard.
🌟 Curiosità
- Il nome “Ventoux” richiama il vento, elemento che rende la salita ancora più imprevedibile.
- Oltre al versante di Bédoin, sono molto noti anche gli accessi da Malaucène e da Sault.
- La cima, bianca e spoglia, crea uno scenario unico nel ciclismo europeo.
🧭 Consiglio per i cicloturisti
Gestisci bene idratazione e abbigliamento: alla base può fare caldo, mentre in vetta vento e temperatura possono cambiare rapidamente. Porta sempre un capo antivento per la discesa e non sottovalutare gli ultimi 6 chilometri.
🏔️ Col du Tourmalet
Il Tourmalet è una delle montagne più rappresentative del Tour: un valico storico, duro e carico di memoria, dove la corsa ritrova ogni volta la propria anima eroica.
🚴 Descrizione
Situato nel cuore degli Hautes-Pyrénées, il Col du Tourmalet è una salita regolare e imponente. Dal versante di Luz-Saint-Sauveur, l’ascesa attraversa villaggi, pascoli e tratti sempre più aperti, fino alla parte finale, dove la pendenza e l’altitudine diventano protagoniste.
La cima sembra allontanarsi a ogni curva: il vento, la rarefazione dell’aria e il paesaggio spoglio creano un’atmosfera solenne, quasi sacra per chi ama il ciclismo.
🏆 Storia
Il Tourmalet entrò nella storia nel 1910, quando il Tour de France inserì per la prima volta le grandi montagne nel percorso. Da allora è diventato una delle salite più amate e temute della corsa.
Nel corso degli anni hanno scritto qui pagine memorabili campioni come Fausto Coppi, Federico Bahamontes, Miguel Indurain, Andy Schleck e Tadej Pogačar.
🌟 Curiosità
- In vetta si trova il celebre Géant du Tourmalet, statua simbolo della fatica ciclistica.
- Ogni estate molti ciclisti amatori raggiungono il passo per scattare la foto sotto il cartello del colle.
- Il nome richiama l’idea di “cattivo passaggio”, perfetta per descrivere il suo carattere severo.
🧭 Consiglio per i cicloturisti
Affrontalo con rispetto: il meteo può cambiare rapidamente e la cima è spesso esposta. Porta un antivento, mantieni una cadenza regolare e conserva energie per gli ultimi chilometri, dove la salita mostra il suo volto più duro.
🏔️ Col du Galibier
Maestoso, freddo, immenso: il Galibier è una delle grandi cattedrali alpine del Tour, una salita dove il ciclismo incontra l’alta montagna nella sua forma più pura.
🚴 Descrizione
Il Col du Galibier si trova tra la Savoia e le Hautes-Alpes e rappresenta spesso uno dei punti più alti della Grande Boucle. L’ascesa da Valloire attraversa pascoli, roccia e tornanti spettacolari, con un finale che diventa sempre più severo.
Negli ultimi chilometri l’ambiente cambia radicalmente: aria rarefatta, silenzio, pareti nude e una strada che sembra salire verso il cielo. Il tratto finale oltre il tunnel è uno dei passaggi più emozionanti dell’intero Tour.
🏆 Storia
Il Galibier apparve per la prima volta al Tour nel 1911. Da allora è diventato simbolo di sacrificio e grandezza, teatro di imprese memorabili: da Fausto Coppi nel 1952 a Marco Pantani nel 1998, fino alle azioni spettacolari degli scalatori moderni.
🌟 Curiosità
- Il tunnel del Galibier è un elemento storico della salita, ma il Tour spesso privilegia il passaggio panoramico più alto.
- Il Souvenir Henri Desgrange premia spesso il corridore che transita per primo sul punto più alto della corsa.
- Molti cicloturisti lo affrontano dopo il Col du Télégraphe, creando una combinazione durissima.
🧭 Consiglio per i cicloturisti
Preparati all’alta montagna: anche in estate possono esserci freddo, vento e cambi improvvisi di temperatura. Porta abbigliamento adeguato e conserva energie per il finale, dove la pendenza cresce e la quota pesa sulle gambe.
🏔️ Col d’Aubisque
Una salita spettacolare dei Pirenei, famosa per i suoi tratti panoramici, le strade scavate nella montagna e il legame profondo con le grandi tappe storiche del Tour.
🚴 Descrizione
Il Col d’Aubisque è una delle salite più scenografiche del Tour. Dal versante di Laruns, la strada sale tra boschi, località termali e tratti più aperti, fino a raggiungere paesaggi tipicamente pirenaici.
Spesso l’Aubisque viene affrontato insieme al vicino Col du Soulor, creando una combinazione affascinante e impegnativa. La strada sospesa tra roccia e vallate regala alcuni degli scorci più fotogenici del ciclismo francese.
🏆 Storia
Inserito nel Tour già nel 1910, l’Aubisque appartiene alla memoria più antica della corsa. Da allora è stato teatro di tappe dure, discese tecniche, giornate di pioggia e imprese che hanno esaltato il coraggio dei grandi scalatori.
🌟 Curiosità
- In vetta si trovano grandi sculture di biciclette colorate, diventate un simbolo fotografico per i ciclisti.
- Il collegamento con il Soulor è uno dei passaggi più spettacolari dei Pirenei.
- In estate diventa un vero santuario per cicloturisti e appassionati di montagna.
🧭 Consiglio per i cicloturisti
La combinazione Laruns → Soulor → Aubisque è tra le più belle da vivere in bici. Gestisci le energie nella parte centrale e presta attenzione alla discesa: alcuni tratti sono stretti, tecnici e molto panoramici.
🏔️ Plateau de Beille
Una salita giovane rispetto ai grandi miti storici, ma già entrata nel cuore degli appassionati: regolare, dura, senza vere pause e perfetta per fare selezione.
🚴 Descrizione
Il Plateau de Beille si trova nell’Ariège, nei Pirenei centrali. La salita parte da Les Cabannes e sale con pendenza costante verso la stazione sciistica, mettendo alla prova potenza, regolarità e capacità di gestione.
Non ha strappi estremi, ma proprio la continuità dello sforzo la rende durissima. I chilometri si assomigliano, la pendenza resta alta e chi sbaglia ritmo all’inizio rischia di pagare caro nel finale.
🏆 Storia
Il debutto al Tour arrivò nel 1998, con una prestazione memorabile di Marco Pantani. Da allora il Plateau de Beille è stato considerato una salita “verità”: qui emergono i corridori più forti e chi non ha le gambe difficilmente riesce a nascondersi.
🌟 Curiosità
- Viene spesso definita una sorta di “Alpe d’Huez dei Pirenei” per durezza e importanza sportiva.
- La vetta ospita una stazione sciistica, ma in estate diventa un luogo silenzioso e suggestivo.
- Durante il Tour i tornanti si riempiono di camper, bandiere e tifosi già dal giorno precedente.
🧭 Consiglio per i cicloturisti
Mantieni un ritmo regolare fin dai primi chilometri. La pendenza costante non lascia molto spazio al recupero: idratati bene, usa rapporti agili e conserva energie per il tratto finale, più aperto e panoramico.
🏔️ Hautacam
Non è la più alta né la più lunga, ma è una delle salite più difficili da interpretare: nervosa, irregolare e capace di ribaltare una tappa in pochi chilometri.
🚴 Descrizione
L’Hautacam si trova sopra Argelès-Gazost, nei Pirenei centrali. È una salita dal carattere imprevedibile: alterna tratti ripidi, brevi falsopiani e cambi di ritmo che rendono difficile trovare una cadenza stabile.
A differenza di ascese più regolari, l’Hautacam obbliga a continui adattamenti. La fatica non arriva solo dalla pendenza media, ma dalla sua irregolarità: ogni curva può cambiare la sensazione della salita.
🏆 Storia
L’Hautacam comparve al Tour nel 1994 e divenne rapidamente un arrivo capace di creare grandi distacchi. Nel 2014, Vincenzo Nibali vinse qui in maglia gialla, consolidando il suo trionfo finale e trasformando la salita in un ricordo speciale per il ciclismo italiano.
🌟 Curiosità
- È famosa per la sua irregolarità altimetrica: non lascia mai davvero respirare.
- Il nome richiama l’idea di “alta vetta” ed è legato alla piccola stazione sciistica in cima.
- La vista finale sui Pirenei è una delle ricompense più belle dopo la fatica.
🧭 Consiglio per i cicloturisti
Non farti ingannare dalla lunghezza contenuta: gestisci lo sforzo e approfitta dei brevi tratti meno duri per recuperare. Gli ultimi chilometri possono diventare decisivi, soprattutto se hai spinto troppo nella prima parte.
🚴♀️ Il fascino eterno delle montagne del Tour
Le salite del Tour de France non sono semplici tratti di strada: sono palcoscenici di epopea sportiva, luoghi dove la fatica diventa arte e il coraggio si misura metro dopo metro.
Dall’asfalto bollente del Mont Ventoux ai 21 tornanti dell’Alpe d’Huez, dalla maestosità del Galibier alla storia del Tourmalet, ogni montagna custodisce un frammento dell’anima del ciclismo.
Qui non contano soltanto watt, strategie o tecnologie moderne: conta la capacità di resistere, di superare i propri limiti e di trasformare la sofferenza in un ricordo destinato a durare. Le montagne come il Tourmalet, l’Aubisque e l’Hautacam sono vere cattedrali del ciclismo, simboli di libertà, determinazione e passione.
Ogni luglio, quando il Tour torna a salire verso il cielo, milioni di appassionati ritrovano quella magia che unisce generazioni di tifosi: il rumore della folla, i volti segnati dalla fatica, l’attacco improvviso, la vetta che si avvicina e la leggenda che si rinnova.
Ricevi il Coupon Premio 15%
Se ami il ciclismo, le grandi salite e le uscite in bici con massima protezione visiva, scopri la collezione Demon dedicata a strada, mountain bike, gravel e triathlon.
Usa il codice coupon qui sotto e ricevi il 15% di sconto sul tuo acquisto.
Valido sulla collezione di occhiali da ciclismo Demon per accompagnarti nelle tue prossime salite, dalle uscite quotidiane alle sfide più leggendarie.