Vuelta a España 2026 · Protagonisti

Pogačar alla Vuelta 2026: può completare il tris dei Grandi Giri?

Tadej Pogačar torna alla Vuelta a España sette anni dopo il sorprendente debutto del 2019. Non deve conquistare la Tripla Corona, impresa già realizzata nel 2024: in Spagna cercherà l’unico Grande Giro che manca ancora al suo palmarès.

Pubblicato: Ultimo aggiornamento:

Risposta rapida

Tadej Pogačar parteciperà ufficialmente alla Vuelta a España 2026. UAE Team Emirates-XRG ha annunciato il suo ritorno alla corsa spagnola il 3 agosto 2026. Vincendo la classifica generale non completerebbe la Tripla Corona, perché l’ha già conquistata nel 2024 vincendo Giro d’Italia, Tour de France e Campionato mondiale su strada nella stessa stagione.

La Vuelta gli permetterebbe invece di completare il tris dei Grandi Giri nell’arco della carriera. Pogačar ha già vinto Giro e Tour, mentre nella sua unica partecipazione alla Vuelta, nel 2019, arrivò terzo con tre vittorie di tappa e la maglia bianca di miglior giovane. Per il quadro generale della corsa, consulta anche la guida completa alla Vuelta 2026.

Partecipazione Confermata ufficialmente
Date della corsa 22 agosto–13 settembre 2026
Precedente alla Vuelta 3º posto e tre tappe nel 2019
Obiettivo storico Vincere Giro, Tour e Vuelta in carriera
Pogačar alla Vuelta 2026: tris dei Grandi Giri
Tadej Pogačar torna alla Vuelta nel 2026 con l’obiettivo di vincere l’unico Grande Giro ancora assente dal suo palmarès.
Precisazione fondamentale

La Vuelta non serve a Pogačar per completare la Tripla Corona

Nel ciclismo la Tripla Corona indica normalmente la vittoria, nella stessa stagione, del Giro d’Italia, del Tour de France e del Campionato mondiale su strada.

Pogačar ha già realizzato questa impresa nel 2024, diventando il terzo uomo della storia dopo Eddy Merckx nel 1974 e Stephen Roche nel 1987. L’obiettivo della Vuelta 2026 è differente: vincere l’unico Grande Giro ancora assente dal suo palmarès.

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Pogačar alla Vuelta 2026: la partecipazione è ufficiale

Dopo settimane di attesa, UAE Team Emirates-XRG ha confermato il ritorno di Tadej Pogačar alla Vuelta a España. L’annuncio ufficiale è stato pubblicato il 3 agosto 2026, insieme ai nomi degli altri sette corridori scelti dalla formazione emiratina. La composizione completa è riportata anche nell’approfondimento dedicato a squadre, partecipanti e startlist della Vuelta 2026.

La conferma ha trasformato immediatamente Pogačar nel principale protagonista narrativo dell’edizione. La sua presenza non rappresenta una semplice aggiunta a una startlist già prestigiosa: lo sloveno torna nella corsa in cui disputò il primo Grande Giro della carriera e prova a conquistare l’unica maglia di leader finale che ancora gli manca tra Giro, Tour e Vuelta.

Nel comunicato della squadra, Pogačar ha spiegato di essere motivato dal ritorno in Spagna e di considerare la Vuelta un grande obiettivo per concludere nel modo migliore la stagione. La composizione della formazione conferma che UAE Team Emirates-XRG non affronterà la corsa soltanto per cercare vittorie di tappa.

Dato ufficiale

Sette anni tra la prima e la seconda partecipazione

La Vuelta 2019 fu il primo Grande Giro di Pogačar. La Vuelta 2026 sarà soltanto la sua seconda partecipazione alla corsa spagnola. Nonostante il ruolo centrale assunto nel ciclismo mondiale, lo sloveno non è più tornato al via dopo il podio conquistato a vent’anni.

L’annuncio resta naturalmente soggetto agli imprevisti che possono verificarsi prima della partenza, come problemi fisici o cambiamenti dell’ultimo momento. Alla data dell’aggiornamento, tuttavia, la partecipazione è ufficialmente confermata dalla squadra.

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Tripla Corona e tris dei Grandi Giri non sono la stessa cosa

Le due espressioni vengono talvolta utilizzate come sinonimi, ma descrivono imprese differenti. Per comprendere correttamente che cosa può ottenere Pogačar alla Vuelta 2026 bisogna separare tre concetti.

Impresa Vittorie necessarie Periodo Situazione di Pogačar
Tripla Corona classica Giro, Tour e Mondiale su strada Nella stessa stagione Già conquistata nel 2024
Tris dei Grandi Giri Giro, Tour e Vuelta Anche in stagioni differenti Gli manca la Vuelta
Tripletta stagionale dei Grandi Giri Giro, Tour e Vuelta Nello stesso anno Non possibile nel 2026 perché non ha corso il Giro
Doppietta Tour-Vuelta Tour e Vuelta Nella stessa stagione Possibile nel 2026

La Tripla Corona di Pogačar nel 2024

Nel 2024 Pogačar vinse prima il Giro d’Italia, poi il Tour de France e infine il Campionato mondiale su strada di Zurigo. Il successo iridato arrivò dopo un attacco a oltre cento chilometri dal traguardo e completò una stagione già storica.

L’UCI definì ufficialmente quel risultato una “Triple Crown” e ricordò che, prima dello sloveno, soltanto Eddy Merckx nel 1974 e Stephen Roche nel 1987 avevano vinto Giro, Tour e Mondiale nello stesso anno.

Scrivere che Pogačar potrebbe completare la Tripla Corona alla Vuelta sarebbe quindi inesatto per due motivi: la Vuelta non fa parte della definizione tradizionale dell’impresa e Pogačar l’ha già realizzata.

Pogačar alla Vuelta 2026: tris dei Grandi Giri
La vittoria alla Vuelta completerebbe il tris Giro–Tour–Vuelta in carriera, distinto dalla Tripla Corona già conquistata nel 2024.
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Che cosa può completare davvero Pogačar vincendo la Vuelta?

L’obiettivo reale è vincere almeno una volta tutti e tre i Grandi Giri maschili: Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España. Le tre corse durano tre settimane, ma presentano calendari, percorsi, condizioni ambientali e tradizioni tattiche differenti.

Pogačar ha conquistato il Giro d’Italia nel 2024. Ha inoltre vinto più volte il Tour de France, aggiungendo nel luglio 2026 il quinto successo finale della carriera. La Vuelta è quindi l’unico elemento mancante.

Un successo a Granada lo renderebbe il nono corridore uomo della storia capace di vincere tutti e tre i Grandi Giri . Sarebbe un traguardo legato all’intera carriera e non a una singola stagione.

La formulazione corretta

Pogačar cerca l’ultimo Grande Giro mancante, non una nuova Tripla Corona

Il filo narrativo dell’articolo deve concentrarsi sul ritorno alla Vuelta, sul precedente del 2019 e sulla possibilità di entrare nel ristretto gruppo dei vincitori di Giro, Tour e Vuelta.

Il valore dell’impresa non diminuisce perché le vittorie vengono ottenute in stagioni differenti. Al contrario, riuscire ad adattarsi a tutti e tre i Grandi Giri dimostra continuità, versatilità e capacità di costruire programmi agonistici molto diversi nel corso degli anni.

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La Vuelta 2019: terzo posto e tre vittorie di tappa

Quando Pogačar partecipò alla Vuelta 2019 aveva vent’anni, era al primo anno nel WorldTour e non aveva mai disputato una corsa di tre settimane. Partì con l’obiettivo dichiarato di imparare a gestire il gruppo e la fatica di un Grande Giro.

La sua prestazione andò molto oltre le aspettative. Pogačar vinse tre tappe di montagna, concluse al terzo posto nella classifica generale e conquistò la maglia bianca di miglior giovane.

1 settembre 2019 · Tappa 9

Prima vittoria a Cortals d’Encamp

Pogačar ottenne il primo successo della carriera in un Grande Giro nella tappa andorrana, superando alcuni dei più forti uomini di classifica dell’edizione.

6 settembre 2019 · Tappa 13

Seconda vittoria a Los Machucos

Sulle pendenze durissime di Los Machucos batté Primož Roglič e consolidò la propria candidatura al podio finale.

14 settembre 2019 · Tappa 20

Attacco decisivo verso la Plataforma de Gredos

Entrato nella tappa in quinta posizione, attaccò a circa 38 chilometri dall’arrivo, vinse in solitaria e risalì fino al terzo posto della classifica generale.

15 settembre 2019 · Madrid

Terzo nella classifica finale

Pogačar terminò la Vuelta a 2 minuti e 38 secondi dal vincitore Primož Roglič, alle spalle anche di Alejandro Valverde.

Risultato Dato Significato
Classifica generale 3º posto a 2’38” Primo podio della carriera in un Grande Giro
Vittorie di tappa Tre Cortals d’Encamp, Los Machucos e Plataforma de Gredos
Classifica giovani 1º posto Maglia bianca finale
Età 20 anni Era il corridore più giovane della corsa

Quel precedente dimostra che le caratteristiche della Vuelta non sono incompatibili con Pogačar. Lo sloveno aveva già saputo interpretare pendenze estreme, tappe brevi e aggressive, condizioni variabili e arrivi in quota quando era ancora alla prima esperienza.

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Perché Pogačar non ha ancora vinto la Vuelta?

La risposta non riguarda un limite tecnico: Pogačar non ha ancora vinto la Vuelta soprattutto perché l’ha disputata una sola volta. Nel 2019 arrivò terzo da debuttante e non è più tornato alla partenza nelle stagioni successive.

Dal 2020 in avanti la sua programmazione è stata costruita principalmente attorno al Tour de France, alle Classiche Monumento, ai Mondiali e, nel 2024, al progetto Giro-Tour. Inserire anche la Vuelta significa affrontare un secondo Grande Giro a poche settimane dalla conclusione del Tour.

  • Ha partecipato una sola volta: il terzo posto del 2019 resta il suo unico risultato nella classifica generale della Vuelta.
  • Il Tour ha avuto la precedenza: per diverse stagioni il programma è stato orientato verso la maglia gialla e le principali Classiche.
  • La Vuelta condiziona l’autunno: una corsa di tre settimane tra agosto e settembre può incidere sulla preparazione di Europei, Mondiali e Classiche finali.
  • Nel 2026 la scelta è cambiata: squadra e corridore hanno indicato espressamente la corsa spagnola come uno degli obiettivi importanti della stagione.

Parlare di “maledizione” o di percorso inadatto non sarebbe quindi supportato dai risultati. L’unico precedente disponibile racconta esattamente il contrario.

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Il percorso della Vuelta 2026 è favorevole a Pogačar?

La Vuelta 2026 si disputerà dal 22 agosto al 13 settembre su 21 tappe e 3.275 chilometri. La gara partirà da Monaco con una cronometro individuale, attraverserà Francia e Andorra e terminerà a Granada.

Il programma ufficiale comprende sei tappe classificate di montagna, una frazione vallonata con arrivo in salita, quattro tappe di media montagna, quattro tappe vallonate, quattro tappe pianeggianti e due cronometro individuali.

L’organizzazione ha inoltre indicato oltre 58.000 metri di dislivello complessivo. È un dato che rende l’edizione particolarmente esigente e che può premiare Pogačar, ma soltanto se il recupero dal Tour sarà completo. Per il dettaglio tecnico degli arrivi in quota è utile consultare l’analisi delle salite decisive della Vuelta 2026.

Gli elementi adatti alle sue caratteristiche

  • Due cronometro individuali: 9,4 chilometri a Monaco e 32 chilometri tra El Puerto de Santa María e Jerez de la Frontera.
  • Arrivi esplosivi: diverse salite permettono di creare distacchi con accelerazioni brevi, uno dei punti di forza di Pogačar.
  • Montagna già nella prima settimana: Andorra, Valdelinares e Alto de Aitana possono definire rapidamente le gerarchie.
  • Tappe lunghe e selettive: la capacità di reggere grandi dislivelli può diventare decisiva soprattutto nella seconda metà della corsa.

I passaggi più importanti

Tappa Data Percorso Perché conta
1 22 agosto Monaco–Monaco, cronometro di 9,4 km Prima verifica della condizione dopo il Tour
4 25 agosto Andorra la Vella–Andorra la Vella, 104,8 km Frazione corta e intensa con più salite
7 28 agosto Vall d’Alba–Aramón Valdelinares, 149,8 km Primo arrivo in montagna capace di creare distacchi importanti
9 30 agosto Villajoyosa–Alto de Aitana, 187,4 km Oltre 5.000 metri di dislivello prima del riposo
12 3 settembre Vera–Calar Alto, 166,6 km Alto de Velefique prima dell’ascesa finale
14 5 settembre Jaén–Sierra de La Pandera, 154,5 km Finale severo adatto agli attacchi degli scalatori
18 10 settembre El Puerto de Santa María–Jerez, cronometro di 32 km Ultima grande occasione contro il tempo
19 11 settembre Vélez-Málaga–Peñas Blancas, 210 km Tappa più lunga con arrivo in salita
20 12 settembre La Calahorra–Collado del Alguacil, 187 km Ultima tappa di montagna e possibile giornata decisiva; percorso modificato il 7 agosto con doppio Puerto de El Purche e Puerto de El Duque

Distanze e classificazioni sono quelle pubblicate nel percorso ufficiale della Vuelta 2026 alla data dell’ultimo aggiornamento.

La ventesima tappa può ribaltare la classifica

Il Collado del Alguacil sarà una salita inedita per la Vuelta. L’organizzazione indica 8,3 chilometri di ascesa con una pendenza media del 9,8% e tratti che possono raggiungere il 20%. Il 7 agosto 2026 La Vuelta ha però modificato ufficialmente il percorso della tappa 20: le frane provocate dal forte maltempo dello scorso febbraio hanno danneggiato la strada di accesso all’Alto de Hazallanas, che non presenta le condizioni di sicurezza necessarie per il passaggio della corsa. La doppia ascensione originariamente prevista a Hazallanas viene quindi sostituita da due passaggi sul Puerto de El Purche e da una salita al Puerto de El Duque, prima dell’ascesa finale al Collado del Alguacil.

Secondo l’organizzazione, il Puerto de El Duque condivide il tratto finale con la salita prevista inizialmente e il nuovo profilo resta molto simile a quello originale. Il chilometraggio della tappa rimane praticamente invariato — 187 km nel percorso ufficiale — e La Vuelta indica che il livello complessivo di durezza ed esigenza resta in linea con il tracciato presentato a dicembre.

È una frazione adatta a un corridore completo come Pogačar, ma arriva alla fine della terza settimana. In quel momento conteranno meno i valori teorici e molto di più la capacità di assorbire la fatica accumulata dal Tour e dalle tappe precedenti.

Vuelta 2026: Pogačar e il tris dei Grandi Giri
Il percorso della Vuelta 2026 unisce cronometro, arrivi esplosivi e grandi giornate di montagna.
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Quale strategia può adottare Pogačar alla Vuelta 2026?

Il percorso offre molte occasioni per guadagnare tempo, ma non obbliga Pogačar ad attaccare ogni volta che la strada sale. Dopo il Tour, la gestione delle energie può essere importante quanto la superiorità teorica. La strategia più razionale consiste nel separare la corsa in tre fasi e scegliere con attenzione quando trasformare la forza della squadra in distacchi reali.

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Monaco e prima settimana

La cronometro iniziale permette di prendere secondi senza spendere la squadra. Nelle prime montagne l’obiettivo può essere definire le gerarchie, evitando però di trasformare ogni arrivo in una battaglia totale.

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Fase centrale di controllo

Se la classifica sarà favorevole, UAE potrà lasciare spazio alle fughe non pericolose, proteggere Pogačar dal vento e utilizzare Almeida come seconda minaccia tattica anziché consumare uomini per inseguire ogni movimento.

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Jerez e montagne finali

La cronometro della tappa 18 e gli arrivi di Peñas Blancas e Collado del Alguacil formano un blocco decisivo. Qui il margine conservato e la profondità della squadra possono contare più delle vittorie parziali ottenute in precedenza.

Prendere subito la maglia rossa conviene?

Indossare la maglia di leader nelle prime giornate offre controllo psicologico e riduce il rischio di dover recuperare terreno, ma impone anche responsabilità: presenza nelle premiazioni, maggiore pressione mediatica e soprattutto l’obbligo tattico di decidere quali fughe lasciare andare. Per questo una buona cronometro iniziale non significa necessariamente che UAE debba difendere la maglia a ogni costo fin dalla seconda tappa.

Scelta tattica Vantaggio Rischio Quando ha senso
Attaccare presto Costringe i rivali a inseguire e crea subito margine Aumenta il costo energetico e il lavoro della squadra Se la condizione dopo il Tour è già molto alta
Controllare senza forzare Conserva gregari ed energie per la terza settimana Lascia più avversari vicini in classifica Se la corsa è selettiva ma non ancora decisiva
Usare Almeida in anticipo Obbliga le altre squadre a scegliere chi inseguire Richiede gerarchie chiare e comunicazione perfetta Quando entrambi i leader sono ben piazzati
Puntare sul blocco finale Concentra lo sforzo su cronometro e ultime montagne Riduce il margine di errore in caso di giornata negativa Se il recupero migliora con il passare delle tappe

La gestione della maglia rossa e dei punti nelle classifiche secondarie può cambiare durante la corsa. Per distinguere classifica generale, maglia verde, maglia a pois e maglia bianca, consulta la guida alle maglie della Vuelta e al loro significato.

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Il recupero dopo il Tour è la principale incognita

Pogačar arriverà alla Vuelta dopo aver vinto il Tour de France 2026, quinto successo finale della sua carriera nella corsa francese. Tra la conclusione del Tour e la partenza da Monaco ci sono circa quattro settimane.

Il problema non è soltanto recuperare dal punto di vista muscolare. Un Grande Giro produce fatica energetica, mentale e organizzativa: trasferimenti, caldo, stress della classifica, conferenze stampa e controlli quotidiani si sommano ai chilometri percorsi. La gestione quotidiana di liquidi, carboidrati e raffreddamento diventa quindi decisiva, soprattutto nelle giornate più calde: sul blog Demon sono disponibili gli approfondimenti su come i professionisti affrontano il caldo e su cosa mangia un corridore in una tappa di montagna.

La preparazione deve trovare un equilibrio difficile. Troppo riposo può ridurre la brillantezza; un ritorno troppo rapido agli allenamenti intensi può impedire il completo recupero.

I segnali da osservare nella prima settimana

  • La cronometro di Monaco: indicherà se Pogačar ha conservato potenza e reattività dopo il Tour, ma non basterà da sola a misurare la resistenza sulle tre settimane.
  • La tappa corta di Andorra: sarà uno dei primi test sulla capacità di ripetere sforzi intensi senza tempi morti.
  • L’Alto de Aitana: la lunga giornata di montagna prima del riposo offrirà indicazioni più attendibili sul recupero.
  • Il comportamento tattico: un Pogačar subito aggressivo comunicherebbe sensazioni differenti rispetto a una gestione prevalentemente difensiva.

Indicatori concreti per leggere la sua condizione

Potenza

Tenuta nelle accelerazioni ripetute

Un singolo scatto può essere brillante anche senza recupero completo. È più significativo osservare se Pogačar riesce a ripetere gli sforzi dopo salite precedenti e giornate con molto dislivello. Per capire i valori in gioco è utile l’approfondimento su potenza e watt/kg dei professionisti.

Squadra

Numero di compagni presenti nel finale

Se UAE arriva agli ultimi chilometri con più gregari, Pogačar può evitare inseguimenti personali. Se resta isolato troppo presto, ogni attacco rivale aumenta il costo della difesa.

Recupero

Prestazioni dopo giornate consecutive

Il segnale più attendibile non è la prima salita, ma la capacità di mantenere rendimento dopo tre o quattro tappe impegnative senza cali evidenti nella fase finale.

Gestione

Alimentazione, idratazione e raffreddamento

Un errore può non produrre un crollo immediato, ma presentare il conto nelle ore o nei giorni successivi. Le tappe andaluse renderanno particolarmente importante la continuità della strategia.

La prima settimana non assegnerà necessariamente la Vuelta, ma potrà rivelare se la condizione residua del Tour rappresenta un vantaggio o se lo sloveno avrà bisogno di correre con maggiore prudenza. Il calendario completo e la successione dei giorni decisivi sono disponibili nell’approfondimento sulle tappe della Vuelta 2026.

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La formazione UAE Team Emirates-XRG per la Vuelta 2026

UAE Team Emirates-XRG ha annunciato una formazione di otto corridori costruita per sostenere le ambizioni di classifica generale. Accanto a Pogačar sarà presente anche João Almeida, indicato dalla squadra come un’ulteriore opzione credibile per la classifica.

Corridore Funzione attesa
Tadej Pogačar Leader principale per la classifica generale
João Almeida Seconda opzione di classifica e supporto in montagna
Jay Vine Scalatore per le tappe più dure
Pavel Sivakov Supporto nelle grandi salite
Pablo Torres Debutto in un Grande Giro e lavoro sui terreni selettivi
Kevin Vermaerke Protezione dei leader nelle tappe mosse
Domen Novak Gregario esperto per la montagna
Ivo Oliveira Posizionamento e supporto nelle fasi veloci

La doppia presenza Pogačar-Almeida può condizionare le strategie degli avversari. Se entrambi resteranno vicini in classifica, le altre squadre dovranno controllare due corridori invece di concentrarsi esclusivamente sullo sloveno.

Vine, Sivakov e Novak garantiscono profondità in montagna, mentre Vermaerke e Oliveira possono diventare preziosi nelle giornate esposte al vento, nelle fasi di avvicinamento alle salite e nella protezione della posizione. Per comprendere il contesto sportivo in cui operano queste formazioni, è disponibile anche la guida su come funziona il WorldTour.

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Quali corridori possono contrastare Pogačar?

Pogačar parte come riferimento naturale, ma un Grande Giro non viene deciso soltanto dal confronto individuale tra i capitani. Strategia di squadra, cadute, vento, caldo, recupero e condizione nella terza settimana possono cambiare la corsa. L’elenco dei principali candidati, aggiornato in base alle conferme ufficiali, è sviluppato nell’articolo sui favoriti della Vuelta 2026.

Obiettivo dichiarato, startlist da confermare

Primož Roglič

Red Bull-BORA-hansgrohe ha indicato la ricerca della quinta vittoria alla Vuelta come uno degli obiettivi della sua stagione 2026. Roglič conosce la corsa meglio di quasi ogni altro corridore, è competitivo a cronometro e sa gestire gli arrivi ripidi. La formazione definitiva dovrà comunque essere confermata prima della partenza.

Confermato dalla UAE

João Almeida

Non è un avversario esterno, ma la seconda carta UAE. Può condizionare profondamente la gara: un Almeida ben posizionato obbligherebbe i rivali a rispondere anche ai suoi movimenti e offrirebbe alla squadra un’alternativa in caso di difficoltà di Pogačar.

Formazioni definitive attese

Gli scalatori delle altre WorldTeam

I percorsi di Andorra, Aitana, Calar Alto, La Pandera e Collado del Alguacil possono premiare corridori resistenti e squadre con più uomini da classifica. I nomi devono essere aggiornati dopo gli annunci ufficiali, evitando di presentare indiscrezioni come partecipazioni certe.

Fattore di corsa

La fatica accumulata

Il principale avversario di Pogačar potrebbe non essere un singolo corridore, ma il recupero dal Tour. Una riduzione della brillantezza nella terza settimana renderebbe più efficaci gli attacchi delle squadre rivali.

Come possono provare a metterlo in difficoltà?

  • Attaccare con più uomini: costringere la UAE a controllare movimenti differenti e consumare prima i gregari.
  • Rendere dure le tappe lunghe: aumentare il costo energetico delle giornate che precedono gli arrivi più importanti.
  • Sfruttare vento e posizionamento: non aspettare necessariamente la salita finale per creare problemi.
  • Limitare i danni nelle cronometro: restare abbastanza vicini da poter attaccare nelle ultime due tappe di montagna.
  • Portare la sfida alla terza settimana: il Collado del Alguacil potrebbe premiare chi avrà conservato più energie dopo quasi due mesi di corse estive.
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Chi ha già vinto Giro, Tour e Vuelta in carriera?

Dopo il successo di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia 2026, sono otto i corridori uomini capaci di vincere almeno una volta ciascuno dei tre Grandi Giri.

  1. Jacques Anquetil
  2. Felice Gimondi
  3. Eddy Merckx
  4. Bernard Hinault
  5. Alberto Contador
  6. Vincenzo Nibali
  7. Chris Froome
  8. Jonas Vingegaard

Pogačar possiede già le vittorie al Giro e al Tour. Se conquistasse la Vuelta 2026, diventerebbe il nono componente di questo gruppo.

L’impresa è rara perché richiede di vincere corse molto diverse. Il Giro si disputa in primavera e può presentare condizioni meteorologiche variabili; il Tour concentra una pressione mediatica e agonistica eccezionale; la Vuelta arriva alla fine dell’estate, spesso con caldo, salite ripide e una gestione della condizione diversa.

Perché la Vuelta avrebbe un valore speciale nel palmarès

La corsa spagnola non sarebbe soltanto un’altra vittoria importante. Chiuderebbe un percorso iniziato proprio alla Vuelta 2019, quando Pogačar si presentò come debuttante e lasciò la corsa con il primo podio in un Grande Giro.

Sette anni dopo tornerebbe da campione affermato, con la pressione di dover controllare la gara e con un obiettivo storico chiaramente identificabile.

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Tre scenari possibili per la Vuelta di Pogačar

Gli scenari seguenti non assegnano probabilità numeriche: servono a riconoscere i segnali che possono cambiare il modo in cui leggere la corsa.

Segnale Interpretazione favorevole Interpretazione prudente
Cronometro di Monaco Guadagno netto sui rivali diretti Prestazione controllata o sotto le attese
Andorra e Aitana Accelerazioni ripetute senza isolamento Squadra ridotta presto o gestione difensiva
Seconda settimana Recupero stabile e Almeida ancora vicino Perdita di brillantezza dopo tappe consecutive
Jerez e tappa 20 Margine sufficiente per controllare Classifica corta e necessità di attaccare

Scenario 1: sfrutta subito la condizione del Tour

Pogačar parte forte nella cronometro di Monaco, guadagna nelle prime montagne e arriva al riposo con un vantaggio già significativo. In questo caso la UAE può controllare la seconda settimana e conservare energie per le tappe decisive in Andalusia.

Scenario 2: la corsa resta aperta fino alla cronometro di Jerez

Gli avversari limitano le perdite, Pogačar evita attacchi troppo dispendiosi e la classifica rimane compatta. La cronometro della diciottesima tappa e le successive salite di Peñas Blancas e Collado del Alguacil diventano il vero blocco decisivo.

Scenario 3: la fatica del Tour emerge nella terza settimana

Lo sloveno appare brillante nei primi giorni, ma perde progressivamente capacità di recupero. La UAE deve ridurre l’aggressività, utilizzare Almeida come seconda carta e difendersi dagli attacchi multipli delle altre squadre.

Questi scenari non sono previsioni certe. Servono a leggere la corsa con maggiore attenzione e a evitare di considerare già assegnata una Vuelta che inizierà con molte variabili ancora aperte.

Valutazione finale: l’impresa possibile è il tris dei Grandi Giri

Pogačar arriva alla Vuelta 2026 con una squadra molto forte, un percorso compatibile con le proprie caratteristiche e un precedente eccellente nella corsa spagnola. Per questi motivi deve essere considerato il principale riferimento dell’edizione.

La principale incognita riguarda il recupero dal Tour de France. La Vuelta presenta montagna fin dalla prima settimana e concentra le giornate più dure nel momento in cui la fatica accumulata durante l’estate potrebbe pesare maggiormente.

La definizione storicamente ed editorialmente corretta è quindi questa: Pogačar non va alla Vuelta 2026 per completare la Tripla Corona, già conquistata nel 2024, ma per vincere l’unico Grande Giro che gli manca e completare il tris Giro-Tour-Vuelta nell’arco della carriera.

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Domande frequenti su Pogačar alla Vuelta 2026

Pogačar parteciperà ufficialmente alla Vuelta 2026?

Sì. UAE Team Emirates-XRG ha annunciato ufficialmente la sua partecipazione il 3 agosto 2026, insieme alla formazione completa di otto corridori.

Pogačar può completare la Tripla Corona alla Vuelta 2026?

No. La Tripla Corona classica è composta da Giro d’Italia, Tour de France e Mondiale su strada vinti nella stessa stagione. Pogačar l’ha già conquistata nel 2024.

Quale impresa può completare vincendo la Vuelta?

Può completare il tris dei Grandi Giri nell’arco della carriera. Ha già vinto Giro d’Italia e Tour de France, mentre gli manca la vittoria nella classifica generale della Vuelta.

Pogačar può vincere Giro, Tour e Vuelta nello stesso anno nel 2026?

No. Pogačar non ha partecipato al Giro d’Italia 2026. Può però vincere Tour e Vuelta nella stessa stagione e completare i tre Grandi Giri nel palmarès della carriera.

Come andò Pogačar alla Vuelta 2019?

Concluse al terzo posto nella classifica generale, a 2 minuti e 38 secondi da Primož Roglič. Vinse inoltre tre tappe di montagna e la maglia bianca di miglior giovane.

Perché Pogačar non ha ancora vinto la Vuelta?

Perché l’ha disputata una sola volta. Dopo il debutto del 2019, i suoi programmi sono stati concentrati soprattutto su Tour, Classiche, Mondiali e, nel 2024, sulla doppietta Giro-Tour.

Il percorso della Vuelta 2026 è adatto a Pogačar?

Sì, sulla carta. Le due cronometro, gli arrivi esplosivi e le numerose tappe di montagna sono compatibili con le sue caratteristiche. La durezza complessiva può però rendere più importante il recupero dal Tour.

Chi può contrastare Pogačar alla Vuelta?

La startlist definitiva non è ancora completa. Primož Roglič ha indicato la ricerca della quinta Vuelta come obiettivo stagionale, ma la sua presenza deve essere confermata nella formazione finale. Anche le strategie con più leader e l’eventuale fatica di Pogačar possono influenzare la corsa.

Quanti corridori hanno vinto Giro, Tour e Vuelta?

All’11 agosto 2026 sono otto: Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali, Chris Froome e Jonas Vingegaard.

Quando si disputa la Vuelta a España 2026?

La corsa inizierà sabato 22 agosto 2026 con una cronometro individuale a Monaco e terminerà domenica 13 settembre a Granada.