Ciclismo · Vuelta a España 2026
Salite Vuelta 2026: arrivi in quota, risultati e tappa regina
Le montagne della Vuelta 2026 hanno già cambiato più volte il volto della corsa: Font Romeu è stata annullata per il maltempo, Tadej Pogačar ha dominato la tappa corta di Andorra, Enric Mas ha imposto la propria legge sull'Alto de Aitana e le fughe hanno conquistato Valdelinares, Calar Alto e Sierra de La Pandera. La corsa, però, non è ancora conclusa: Peñas Blancas e il Collado del Alguacil restano gli ultimi due grandi esami prima dell'arrivo finale di Granada.
Risposta rapida
Finora la salita che ha inciso di più sulla classifica è stata l'Alto de Aitana, dove Enric Mas ha vinto in maglia rossa e ha consolidato la leadership dopo l'abbandono di Tadej Pogačar. La sorpresa più netta è arrivata però già ad Andorra, con il lungo attacco solitario di Pogačar. Font Romeu, previsto come primo arrivo in quota, non è stato disputato fino al traguardo perché la tappa 3 è stata annullata per grandine e condizioni meteorologiche estreme. Restano da correre Peñas Blancas, oggi 11 settembre, e il Collado del Alguacil, tappa regina del 12 settembre con 8,3 km finali al 9,8%.
Per il quadro generale della corsa consulta la guida completa alla Vuelta 2026; per date, partenza, arrivo e tipologia di tutte le frazioni è disponibile anche il calendario completo delle 21 tappe.
Salite Vuelta 2026: cosa è successo e cosa resta da decidere
Il disegno originario della Vuelta 2026 prevedeva un test in salita già alla terza tappa, ma la realtà della corsa ha modificato subito la lettura del percorso. Il 24 agosto la frazione verso Font Romeu è stata annullata completamente dopo che pioggia intensa e grandine hanno costretto i corridori a fermarsi e cercare riparo. Il primo vero arrivo in quota portato a termine è diventato così Aramón Valdelinares alla tappa 7.
Prima ancora, Andorra aveva già prodotto uno dei momenti più importanti della corsa: Tadej Pogačar ha attaccato sulla Collada de Beixalis a oltre 50 chilometri dal traguardo e ha vinto in solitaria. Dopo il suo successivo abbandono per una caduta nella tappa 8, l'Alto de Aitana ha segnato il passaggio di consegne: Enric Mas ha vinto la nona tappa in maglia rossa e ha aperto 1'18" su Primož Roglič nella generale. Nella seconda settimana, Calar Alto e Sierra de La Pandera hanno confermato la solidità di Mas, pur premiando rispettivamente Jakob Omrzel e Marco Brenner dalle fughe.
Alla mattina dell'11 settembre restano due arrivi in quota: Peñas Blancas, 210,8 km con 18,7 km finali al 6,5%, e il Collado del Alguacil, ultimo grande appuntamento di montagna con 8,3 km finali al 9,8%. Dopo la cronometro di Jerez, Mas conserva 1'37" su Roglič e 3'01" su Felix Gall: il margine è importante, ma le caratteristiche delle ultime due tappe lasciano ancora spazio ad attacchi e crisi.
| Salita o tappa | Giorno | Distanza tappa | Salita decisiva | Pendenza media | Posizione | Esito / stato |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Font Romeu | Tappa 3 · 24 agosto | 174 km previsti | 9,8 km | 5% | Arrivo previsto in salita | Tappa annullata per grandine e meteo estremo prima del finale |
| Andorra | Tappa 4 · 25 agosto | 104,8 km | Quattro GPM | Beixalis 8,5% | La Comella a 4,8 km dalla meta | Vince Pogačar dopo un attacco a 50,5 km dall'arrivo |
| Aramón Valdelinares | Tappa 7 · 28 agosto | 149,8 km | 9,8 km | 5,9% | Arrivo in salita | Vince Andreas Leknessund dalla fuga; Pogačar guadagna ancora nella generale |
| Alto de Aitana | Tappa 9 · 30 agosto | 187,4 km | 22 km | 5,8% | Arrivo in salita | Vince Enric Mas in maglia rossa e consolida la leadership |
| Calar Alto | Tappa 12 · 3 settembre | 166,6 km | 16,9 km | 5,6% | Dopo l'Alto de Velefique | Vince Jakob Omrzel; Mas guadagna 27" sui principali rivali diretti |
| Sierra de La Pandera | Tappa 14 · 5 settembre | 154,5 km | 11,9 km | 7,2% | Arrivo in salita | Vince Marco Brenner; Mas e Gall guadagnano 25" su Roglič |
| Peñas Blancas | Tappa 19 · 11 settembre | 210,8 km | 18,7 km | 6,5% | Arrivo in salita | Da disputare al momento di questo aggiornamento |
| Collado del Alguacil | Tappa 20 · 12 settembre | 186,8 km | 8,3 km finali | 9,8% | Arrivo HC | Da disputare: ultima grande montagna della Vuelta 2026 |
Su smartphone ogni riga viene mostrata come una scheda completa. I risultati indicati sono aggiornati alla mattina dell'11 settembre 2026; Peñas Blancas e Collado del Alguacil non erano ancora stati disputati.
Come capire quanto può essere decisiva una salita
La sola pendenza media non basta per stabilire la difficoltà di un arrivo in quota. Una salita di venti chilometri al 6% può produrre più differenze di una rampa molto ripida ma breve, soprattutto quando viene affrontata dopo quattro o cinque ore di corsa. Allo stesso modo, una pendenza media apparentemente moderata può nascondere tratti più duri, falsopiani o brevi discese che abbassano il valore complessivo.
Per valutare le salite della Vuelta 2026 bisogna considerare almeno cinque elementi: la lunghezza, il dislivello superato, le pendenze dei settori decisivi, la quantità di salite già affrontate e la posizione della tappa all'interno delle tre settimane.
- Lunghezza: determina per quanto tempo i corridori devono sostenere una potenza elevata e limita la possibilità di recuperare dopo un'accelerazione.
- Pendenza: sui tratti più ripidi diminuiscono velocità e beneficio della scia, rendendo più evidente la forza individuale.
- Salite precedenti: un arrivo al 6% può diventare molto selettivo quando è preceduto da altri passi di prima categoria.
- Collocazione nel percorso: una salita nella prima settimana misura la condizione, mentre un arrivo negli ultimi giorni premia soprattutto recupero e resistenza alla fatica.
- Discesa dopo il GPM: se il traguardo non coincide con la cima, capacità di guida e collaborazione tra compagni possono modificare i distacchi creati in salita.
È proprio quest'ultimo punto a distinguere Andorra dagli altri appuntamenti analizzati. Il percorso andorrano presenta una successione severa di salite, ma dopo La Comella restano 4,8 chilometri prima della linea d'arrivo. Un corridore isolato potrebbe quindi guadagnare in salita e perdere parte del vantaggio nel tratto conclusivo.
Come si affrontano le tappe di montagna della Vuelta
Le grandi salite non vengono decise soltanto dal talento dello scalatore più forte. La prestazione finale nasce dall'equilibrio fra ritmo, alimentazione, temperatura, supporto della squadra e capacità di distribuire lo sforzo. Nella Vuelta 2026 questi fattori avranno un peso ancora maggiore perché le montagne sono presenti dalla prima settimana e tornano in sequenza negli ultimi giorni.
Ritmo, watt/kg e variazioni di pendenza
Sulle salite lunghe conta la capacità di mantenere una potenza elevata per molti minuti; sulle rampe più ripide aumenta invece il peso dei watt per chilogrammo e della capacità di cambiare ritmo. Per comprendere i valori utilizzati nel ciclismo professionistico è utile l'approfondimento su potenza e watt/kg dei professionisti.
Il lavoro dei gregari prima dell'attacco
I compagni servono a controllare la fuga, proteggere il capitano dal vento, recuperare borracce e imporre un ritmo capace di ridurre il gruppo. Sulle tappe corte come Andorra, perdere presto gli ultimi gregari può rendere impossibile rispondere a più attacchi consecutivi. La composizione dei team andrà letta insieme alla startlist provvisoria della Vuelta 2026.
Carboidrati, borracce e recupero
Una tappa di montagna richiede un rifornimento regolare prima che compaiano fame o calo energetico. Gel, rice cake, bevande con carboidrati e alimenti facili da masticare vengono distribuiti durante la giornata; il recupero comincia subito dopo l'arrivo. La gestione pratica è spiegata nella guida su cosa mangia un corridore in una tappa di montagna.
Caldo, quota e raffreddamento
Nelle tappe andaluse il caldo può aumentare disidratazione e costo fisiologico dello sforzo, mentre ad alta quota cambiano temperatura e disponibilità di ossigeno. Le squadre preparano ghiaccio, borracce fredde e strategie di acclimatazione: tecniche approfondite nell'articolo sulla gestione del caldo nel ciclismo professionistico.
Perché la velocità media non racconta tutta la difficoltà
In salita la velocità dipende da pendenza, vento, quota, fondo stradale e tattica. Un tratto percorso a velocità relativamente bassa può corrispondere a uno sforzo massimo, mentre una discesa veloce può consentire un recupero soltanto parziale per la concentrazione necessaria. Il confronto fra pianura, salita e discesa è disponibile nella guida alla velocità media dei ciclisti professionisti.
Font Romeu: l'arrivo in quota che non si è potuto disputare
Font Romeu doveva essere il primo arrivo in quota della Vuelta 2026, ma la terza tappa non ha prodotto né un vincitore né distacchi di classifica. Il 24 agosto, mentre la corsa si avvicinava al finale pirenaico, una violenta fase di pioggia e grandine ha costretto i corridori a fermarsi e cercare riparo. La direzione di gara ha quindi deciso l'annullamento completo della frazione per ragioni di sicurezza.
Il percorso previsto restava comunque interessante dal punto di vista tecnico: prima dei 9,8 chilometri finali al 5% verso Font Romeu, il gruppo avrebbe affrontato il lungo Col de Mont-Louis. La combinazione fra quota, durata dello sforzo e continuità della fase ascendente avrebbe potuto creare una prima selezione, ma qualsiasi analisi sul possibile impatto resta oggi soltanto teorica.
Perché l'annullamento cambia la lettura delle salite della Vuelta
L'annullamento ha spostato in avanti il primo confronto realmente misurabile su un arrivo in quota. La tappa di Andorra del giorno successivo era montuosa ma terminava dopo la discesa da La Comella; il primo arrivo in salita portato regolarmente al traguardo è quindi diventato Aramón Valdelinares alla settima tappa.
Andorra: Pogačar trasforma una tappa corta in un attacco da 50 chilometri
La quarta tappa partiva e terminava ad Andorra la Vella senza un vero arrivo in quota, ma si è rivelata molto più selettiva di quanto suggerisse il finale in discesa. Port d'Envalira, Collada de Beixalis, Coll d'Ordino e Alto de La Comella erano compressi in appena 104,8 chilometri: una struttura ideale per una corsa aggressiva fin dalle prime salite.
| Salita | Lunghezza | Pendenza media | Categoria | Posizione della cima |
|---|---|---|---|---|
| Port d'Envalira | 23,3 km | 5,1% | 1ª categoria | Km 25,1 |
| Collada de Beixalis | 6,5 km | 8,5% | 1ª categoria | Km 59,3 |
| Coll d'Ordino | 9,9 km | 7% | 1ª categoria | Km 78,7 |
| La Comella | 3,9 km | 5,9% | 3ª categoria | A 4,8 km dall'arrivo |
Il punto decisivo non è stato l'ultimo GPM
La corsa è esplosa sulla Collada de Beixalis. Pogačar ha attaccato a circa 50,5 chilometri dal traguardo e ha proseguito da solo fino ad Andorra la Vella, ottenendo la vittoria con 2'39" sui primi inseguitori. Dopo la tappa il suo vantaggio in classifica generale era salito a 3'21".
È un esempio utile per leggere una tappa di montagna: la salita decisiva non coincide necessariamente con l'ultima. La combinazione fra distanza ridotta, forte pendenza e poche possibilità di riorganizzazione ha reso Beixalis il punto perfetto per un attacco molto lontano dalla meta.
Aramón Valdelinares: la fuga vince, la generale si muove alle spalle
Dopo l'annullamento di Font Romeu, Valdelinares è diventato il primo arrivo in quota completato della Vuelta 2026. La tappa attraversava Puerto El Remolcador, Alto de Zucaina, Fuente de Rubielos e Puerto de San Rafael prima dei 9,8 chilometri finali al 5,9%.
La vittoria è arrivata dalla fuga. Andreas Leknessund ha attaccato a 7,5 chilometri dal traguardo e ha resistito fino alla cima, regalando a Uno-X Mobility il primo successo alla Vuelta. Tobias Halland Johannessen ha completato la doppietta della squadra a 34", mentre Wout van Aert ha chiuso terzo a 47".
Tra i favoriti Pogačar guadagna ancora
Nel gruppo della classifica, Felix Gall ha provato a muoversi negli ultimi due chilometri. Pogačar ed Enric Mas hanno risposto, poi lo sloveno ha aumentato il ritmo e ha raccolto ancora qualche secondo. Dopo sette tappe Pogačar comandava con 3'50" su Mas e 4'50" su Roglič.
La previsione pre-gara di una selezione progressiva si è quindi verificata solo in parte: il successo di tappa è stato deciso dalla fuga, mentre i distacchi tra gli uomini di classifica sono rimasti più contenuti rispetto a quelli prodotti ad Andorra.
Alto de Aitana: la salita che ha ridisegnato la Vuelta 2026
L'Alto de Aitana era stato indicato fin dalla presentazione come il primo grande esame di fondo della Vuelta. La previsione si è rivelata corretta, ma con un contesto completamente diverso da quello immaginato prima del via. Il giorno precedente Tadej Pogačar, fino a quel momento leader e dominatore della corsa, aveva abbandonato dopo una caduta. Enric Mas ha quindi affrontato Aitana per la prima volta con la maglia rossa.
La tappa superava oltre 5.000 metri di dislivello positivo e terminava con 22 chilometri al 5,8%. Felix Gall ha provato ad attaccare a circa otto chilometri dalla cima, ma senza creare un distacco definitivo. Nel finale Mas ha accelerato a tre chilometri dal traguardo: soltanto Oscar Onley è riuscito a seguirlo, senza però superarlo allo sprint in cima.
Il primo vero punto di riferimento della nuova generale
Mas ha conquistato la tappa in maglia rossa e ha chiuso la prima settimana con 1'18" su Primož Roglič e 1'39" su Felix Gall. Aitana ha quindi trasformato la corsa dopo l'uscita di scena di Pogačar: da quel momento la Vuelta è diventata soprattutto un confronto tra Mas, Roglič, Gall e gli altri candidati rimasti.
Dal punto di vista tecnico, Aitana ha confermato che una salita lunga con pendenza media non estrema può fare più differenza di una rampa breve e durissima quando arriva dopo una giornata con molto dislivello. La durata dello sforzo e la fatica accumulata hanno contato almeno quanto la pendenza.
Calar Alto: Omrzel vince dalla fuga, Mas allunga sui rivali
La dodicesima tappa ha confermato il valore dell'accoppiata Alto de Velefique–Calar Alto. Una fuga molto numerosa ha caratterizzato la giornata, mentre alle spalle gli uomini di classifica hanno iniziato a muoversi già prima dell'ultima salita.
Jakob Omrzel, appena 20 anni, ha attaccato a 12 chilometri dal traguardo e ha vinto in solitaria a Calar Alto, diventando il più giovane sloveno a conquistare una tappa di un Grande Giro. La vittoria di giornata è quindi sfuggita ai favoriti, ma la salita ha prodotto comunque differenze importanti nella generale.
Mas non aspetta gli ultimi chilometri
Felix Gall ha accelerato a circa 15 chilometri dall'arrivo; Enric Mas e Primož Roglič hanno risposto. Mas ha poi contrattaccato e ha chiuso sesto, guadagnando 27 secondi su Gall, Roglič e Richard Carapaz. Dopo Calar Alto il vantaggio dello spagnolo era salito a 1'45" su Roglič e 2'06" su Gall.
La tappa ha mostrato bene la differenza tra risultato di giornata e battaglia per la generale: Omrzel ha costruito la vittoria dalla fuga, mentre pochi minuti più tardi Mas ha sfruttato la stessa salita per consolidare la maglia rossa.
Sierra de La Pandera: Brenner vince, Mas e Gall staccano Roglič
La Sierra de La Pandera ha confermato la propria capacità di creare selezione diretta. La giornata contava 4.338 metri di dislivello positivo e una fuga di 44 corridori ha occupato gran parte della scena. Nel finale Marco Brenner ha battuto gli altri superstiti dell'avanguardia e ha conquistato la prima vittoria di Tudor in un Grande Giro.
Dietro, la battaglia per la generale è esplosa sulla salita finale. Enric Mas ha attaccato a cinque chilometri dalla cima; Felix Gall è riuscito a seguirlo e i due hanno guadagnato 25 secondi su Primož Roglič e 31 su Richard Carapaz.
La pendenza ha ridotto il valore della scia
La Pandera ha prodotto esattamente il tipo di confronto che ci si aspetta da una salita più ripida e relativamente compatta. Una volta selezionato il gruppo, la possibilità di nascondere una giornata meno brillante si riduce. Gall ha sfruttato il finale per salire al secondo posto della generale, a 2'06" da Mas e con appena quattro secondi su Roglič.
Peñas Blancas: il primo assalto dopo la cronometro
Peñas Blancas è la prima delle due salite che possono ancora modificare la Vuelta 2026. La tappa arriva il giorno dopo la cronometro individuale di 32,1 chilometri tra El Puerto de Santa María e Jerez de la Frontera. In quella prova Primož Roglič ha recuperato 33 secondi a Enric Mas, che conserva però la maglia rossa con 1'37" di vantaggio. Felix Gall è terzo a 3'01".
La frazione da Vélez-Málaga a Peñas Blancas misura 210,8 chilometri. Prima dell'arrivo vengono superati Puerto de las Abejas, 14,5 chilometri al 4,3%, e Puerto del Viento, 13,1 chilometri al 3,7%. Dopo Estepona comincia l'ascesa finale: 18,7 chilometri al 6,5%, per 1.216 metri di dislivello.
Perché la tappa può essere più pericolosa della pendenza media
Il valore di Peñas Blancas è nella combinazione tra lunghezza della tappa, cronometro del giorno precedente e tappa regina del giorno successivo. Roglič ha appena ridotto il distacco, Mas deve difendere la leadership e Gall ha bisogno di recuperare oltre tre minuti. Questo quadro può favorire una corsa aggressiva molto prima degli ultimi due o tre chilometri.
La pendenza media del 6,5% consente ancora una certa efficacia della scia, ma quasi diciannove chilometri di salita dopo oltre 190 chilometri di corsa espongono maggiormente a crisi di alimentazione, recupero o gestione dello sforzo.
Collado del Alguacil: l'ultima grande montagna della Vuelta 2026
La ventesima tappa, da La Calahorra al Collado del Alguacil, resta la giornata indicata come tappa regina della Vuelta 2026. Il tracciato definitivo misura 186,8 chilometri e concentra quattro salite importanti prima e durante il finale: due passaggi sul Puerto de El Purche, il Puerto de El Duque e gli 8,3 chilometri conclusivi del Collado del Alguacil.
La versione originaria prevedeva un doppio passaggio sull'Alto de Hazallanas. Il 7 agosto l'organizzazione ha modificato ufficialmente il percorso a causa dei danni provocati dal maltempo alla strada di accesso. Nel roadbook aggiornato, El Purche misura 8,2 chilometri all'8,1% ed è affrontato due volte; El Duque misura 7,4 chilometri all'8,3%; il Collado del Alguacil chiude la giornata con 8,3 chilometri al 9,8%.
Perché resta la tappa regina anche dopo la modifica
Il peso della giornata non dipende da un singolo muro. Prima del tratto finale, la doppia ascesa a El Purche e il passaggio su El Duque possono ridurre drasticamente il numero di gregari disponibili. In una ventesima tappa, con tre settimane di fatica e Peñas Blancas affrontata il giorno precedente, la capacità di recuperare conta quanto la potenza pura.
Gli ultimi 8,3 chilometri presentano una pendenza media del 9,8%: a queste inclinazioni la scia conta poco e un corridore in difficoltà rischia di perdere secondi rapidamente. Per chi deve recuperare nella generale sarà anche l'ultima occasione realistica per ribaltare la corsa prima della conclusione di Granada.
Un arrivo inedito e difficile da interpretare
Il Collado del Alguacil debutta come arrivo della Vuelta. L'assenza di precedenti recenti riduce il valore dei confronti storici e rende più importante leggere ciò che sarà successo il giorno prima a Peñas Blancas: energie residue, squadra disponibile e distacchi in classifica definiranno la strategia.

Cosa hanno già detto le salite della Vuelta 2026
Prima della corsa era possibile soltanto stimare quali salite avrebbero creato più differenze. Dopo diciotto tappe il quadro è molto più interessante: alcune previsioni sono state confermate, altre sono state smentite dagli eventi e una delle salite attese non è stata nemmeno disputata.
Alto de Aitana
Enric Mas ha vinto in maglia rossa e ha costruito il primo vantaggio davvero consistente sui rivali dopo l'abbandono di Pogačar.
Andorra
Pogačar ha attaccato sulla Beixalis a oltre 50 km dall'arrivo e ha vinto da solo, dimostrando che il punto decisivo può essere lontano dal traguardo.
Calar Alto
Omrzel ha conquistato la tappa dalla fuga; alle spalle Mas ha guadagnato 27 secondi sui principali rivali diretti.
Sierra de La Pandera
Mas e Gall hanno staccato Roglič nel finale. La maggiore pendenza ha ridotto il valore della scia e premiato la forza individuale.
Font Romeu
La tappa è stata annullata per condizioni meteorologiche estreme. Il primo arrivo in salita effettivo è quindi slittato a Valdelinares.
Aramón Valdelinares
Leknessund ha vinto dopo un attacco a 7,5 km dalla cima, mentre Pogačar ha raccolto qualche secondo tra gli uomini di classifica.
Peñas Blancas
Arriva subito dopo la cronometro e con 210,8 km complessivi: è il primo banco di prova del nuovo distacco di 1'37" tra Mas e Roglič.
Collado del Alguacil
Con 8,3 km al 9,8% e tre salite importanti prima del finale, resta la montagna con il maggiore potenziale per un ribaltamento tardivo.
La sequenza decisiva dell'ultima settimana
La cronometro di Jerez ha già ridotto il margine di Mas su Roglič. Peñas Blancas e Collado del Alguacil arrivano senza una vera giornata di recupero tra loro: per questo il risultato della tappa 19 condizionerà direttamente la tattica della tappa regina. Chi perderà terreno oggi sarà costretto ad assumersi più rischi domani.
Salite lunghe e salite ripide: cosa ha premiato davvero la corsa
Finora non esiste un unico modello vincente. Andorra ha premiato un attacco lunghissimo su una tappa corta; Valdelinares e Calar Alto hanno premiato corridori in fuga; Aitana ha favorito il confronto tra uomini di classifica; La Pandera ha prodotto distacchi diretti grazie a pendenze più severe. È la combinazione fra posizione nel percorso, fatica accumulata e situazione tattica a determinare il peso reale di una salita.
Non solo classifica generale: il peso dei GPM
Le salite assegnano anche punti per la classifica degli scalatori, ma il valore sportivo di un GPM e la sua capacità di creare distacchi nella generale non coincidono sempre. Un colle lontano dal traguardo può essere decisivo per la maglia a pois e meno importante per la maglia rossa; un arrivo finale può invece incidere su entrambe. Colori e criteri principali sono spiegati nella guida alle maglie della Vuelta.
Approfondimenti sulla Vuelta 2026
Questa pagina resta focalizzata sulle salite e sul loro impatto reale. Per evitare sovrapposizioni con altri intenti di ricerca, calendario, pronostici pre-gara, squadre e copertura TV rimangono negli approfondimenti dedicati.
Le 21 frazioni con chilometraggio, tipologia e struttura del percorso.
L'analisi pubblicata prima della corsa, utile per confrontare aspettative e andamento reale.
Maglia rossa, verde, a pois, bianca e classifica a squadre.
Canali, streaming e indicazioni per seguire le tappe ancora in programma.
Fonti e criteri di aggiornamento
I dati tecnici e i risultati di questa guida sono stati verificati sulle pagine ufficiali di La Vuelta. Per le tappe già disputate vengono riportati soltanto esiti confermati dall'organizzazione; Peñas Blancas e Collado del Alguacil sono indicati come ancora da disputare perché l'aggiornamento è stato effettuato la mattina dell'11 settembre 2026.
- Percorso generale ufficiale della Vuelta 2026
- Comunicato ufficiale: annullamento della tappa 3 verso Font Romeu
- Tappa 4: Andorra la Vella–Andorra la Vella
- Tappa 7: Vall d'Alba–Aramón Valdelinares
- Tappa 9: La Vila Joiosa–Alto de Aitana
- Tappa 12: Vera–Calar Alto
- Tappa 14: Jaén–Sierra de La Pandera
- Tappa 19: Vélez-Málaga–Peñas Blancas
- Tappa 20: La Calahorra–Collado del Alguacil
- Comunicato ufficiale sulla modifica della tappa 20
Ultima verifica: 11 settembre 2026, ore 10:46. Il roadbook della tappa 20 è ora disponibile con distanza di 186,8 km e passaggi su El Purche, El Duque e Collado del Alguacil. Questo sostituisce la precedente indicazione secondo cui la tabella di marcia dettagliata non era ancora pubblicata.
Domande frequenti sulle salite della Vuelta 2026
La Vuelta 2026 è già finita?
No. Al momento di questo aggiornamento, 11 settembre 2026, restano da disputare Peñas Blancas nella tappa 19, il Collado del Alguacil nella tappa 20 e la frazione conclusiva di Granada il 13 settembre.
Che cosa è successo nella tappa di Font Romeu?
La tappa 3 è stata annullata completamente a causa di grandine e condizioni meteorologiche estreme. Non c'è quindi stato un vincitore a Font Romeu e l'arrivo in salita previsto non ha prodotto distacchi di classifica.
Qual è stato il primo arrivo in salita completato della Vuelta 2026?
Dopo l'annullamento di Font Romeu, il primo arrivo in quota effettivamente completato è stato Aramón Valdelinares nella tappa 7 del 28 agosto, vinta da Andreas Leknessund.
Quale salita ha inciso di più sulla classifica finora?
L'Alto de Aitana è stato il punto più importante della nuova generale dopo l'abbandono di Tadej Pogačar. Enric Mas ha vinto la tappa in maglia rossa e ha portato il proprio vantaggio a 1'18" su Primož Roglič.
Qual è la tappa regina della Vuelta 2026?
La tappa regina è la ventesima, La Calahorra–Collado del Alguacil, in programma il 12 settembre. Il percorso definitivo misura 186,8 km e comprende due passaggi sul Puerto de El Purche, il Puerto de El Duque e l'arrivo finale di 8,3 km al 9,8% sul Collado del Alguacil.
Quanto misura la salita di Peñas Blancas?
La salita finale ufficiale di Peñas Blancas misura 18,7 km al 6,5% medio, con 1.216 metri di dislivello. La tappa 19 misura complessivamente 210,8 km.
Chi ha vinto a Calar Alto?
Jakob Omrzel ha vinto la tappa 12 a Calar Alto dopo un attacco solitario a 12 km dall'arrivo. Enric Mas, alle sue spalle, ha guadagnato 27 secondi su Gall, Roglič e Carapaz.
Chi ha vinto sulla Sierra de La Pandera?
Marco Brenner ha vinto la tappa 14 sulla Sierra de La Pandera. Nella battaglia per la generale Enric Mas e Felix Gall hanno guadagnato 25 secondi su Primož Roglič.
Qual è l'arrivo in salita più lungo tra quelli analizzati?
L'Alto de Aitana misura 22 km al 5,8% ed è il finale più lungo tra le salite principali analizzate in questa guida.
Qual è l'arrivo più ripido?
Il Collado del Alguacil è il finale con la pendenza media più elevata: 8,3 km al 9,8%. È l'ultimo grande arrivo in salita prima della conclusione della Vuelta a Granada.