Guida aggiornata 2026 · Maratona Alpina di Schio

Maratona Alpina 2026: guida completa alla 50ª edizione tra Schio e Pasubio

La Maratona Alpina organizzata dal Gruppo Escursionisti Scledensi torna il 12 settembre 2026 per la 50ª edizione: 42 km, 3.150 metri di dislivello positivo e un itinerario storico attraverso Novegno, Pasubio, Strada delle 52 Gallerie e Pian delle Fugazze. Qui trovi percorso, punti chiave, preparazione, attrezzatura e consigli pratici per affrontarla con consapevolezza.

12 settembre 2026 50ª edizione 42 km 3.150 m D+ Schio → Pian delle Fugazze

Aggiornamento 12 agosto 2026. Il sito ufficiale del G.E.S. indica per l’edizione 2026 la data del 12 settembre, un tracciato di 42 km con 3.150 m di dislivello positivo e partenza dal Faber Box di Schio. Le iscrizioni risultano attualmente chiuse. La partecipazione è subordinata alla consegna di un certificato medico valido entro la data dell’evento.

Un chiarimento importante: la Maratona Alpina di Schio è una manifestazione escursionistica non competitiva. Il nome “maratona” descrive la distanza e l’impegno dell’itinerario, ma lo spirito storico dell’evento è quello della sfida personale, della montagna e della memoria, non della classifica.

Che cos’è la Maratona Alpina di Schio?

La Maratona Alpina di Schio è una storica manifestazione escursionistica non competitiva organizzata dal Gruppo Escursionisti Scledensi. Attraversa le Piccole Dolomiti e il massiccio del Pasubio su sentieri, mulattiere e strade militari della Prima Guerra Mondiale, unendo una distanza da maratona a un dislivello tipicamente alpino.

Chiamarla semplicemente “corsa in montagna” sarebbe riduttivo. La Maratona Alpina nasce come esperienza di resistenza e conoscenza del territorio: il partecipante deve gestire molte ore di movimento, lunghi tratti in salita, discese impegnative, fondo irregolare, cambi di quota e condizioni meteorologiche che possono cambiare rapidamente. Al tempo stesso attraversa uno dei paesaggi storici più importanti delle Prealpi vicentine, dove ogni mulattiera racconta un pezzo della Grande Guerra.

La manifestazione è legata a Schio e alla Val Leogra ed è organizzata dal G.E.S. – Gruppo Escursionisti Scledensi. Nel 2026 raggiunge la 50ª edizione, un traguardo che racconta la continuità di un evento nato quando il concetto moderno di trail running era ancora lontano dall’essere diffuso come oggi.

È importante anche distinguere la Maratona Alpina di Schio da altri eventi italiani con nomi simili. Qui parliamo della manifestazione che parte da Schio, in provincia di Vicenza, attraversa Novegno e Pasubio e termina a Pian delle Fugazze.

Tipologia Manifestazione escursionistica non competitiva
Scenario Piccole Dolomiti e Pasubio
Terreno Sentieri, mulattiere e strade militari
Elemento distintivo Sport, storia e ambiente alpino
La distanza di 42 km non deve ingannare: qui il parametro decisivo non è soltanto il chilometraggio, ma la combinazione tra dislivello, durata, tecnicità del terreno, quota e capacità di alimentarsi e restare lucidi per molte ore.
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Maratona Alpina 2026: data, distanza, dislivello e informazioni ufficiali

La 50ª Maratona Alpina è in programma sabato 12 settembre 2026. L’organizzazione indica un percorso di 42 km e 3.150 metri di dislivello positivo, con partenza dal Faber Box di Schio e arrivo a Pian delle Fugazze.
Dato Informazione 2026 Cosa significa per il partecipante
Edizione 50ª Un’edizione simbolica per una manifestazione nata nel 1975.
Data 12 settembre 2026 Periodo alpino di fine estate: luce, temperatura e meteo vanno valutati con attenzione.
Distanza 42 km La distanza va letta insieme al grande dislivello e al terreno tecnico.
Dislivello positivo 3.150 m D+ Richiede forza resistente, capacità di camminare efficacemente in salita e buona gestione dello sforzo.
Partenza Faber Box, Via Tito Livio 23, Schio È il riferimento logistico indicato dall’organizzazione.
Arrivo Pian delle Fugazze Il Rifugio Achille Papa è un passaggio importante, non il traguardo finale.
Certificato medico Richiesto valido entro il 12 settembre 2026 Verifica sempre le condizioni pubblicate dall’organizzazione prima dell’evento.
Iscrizioni Chiuse al 12 agosto 2026 Dato temporale: controllare il sito G.E.S. per eventuali comunicazioni successive.

La pagina del regolamento 2026 indica inoltre la consegna dei pettorali venerdì 11 settembre dalle 19:00 alle 20:00 presso il Faber Box. Per orari definitivi, materiale obbligatorio, modalità di ritiro, trasporti e disposizioni dell’ultima ora è sempre corretto fare riferimento al libretto e alle comunicazioni del G.E.S., perché sono gli unici documenti che possono prevalere in caso di modifica.

Per una pagina evergreen come questa è utile distinguere i dati stabili — percorso storico, luoghi attraversati, caratteristiche del terreno — dalle informazioni che cambiano ogni anno, come data, iscrizioni, certificati, orari e logistica. Prima della partenza controlla sempre l’ultima versione del regolamento ufficiale.
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Percorso della Maratona Alpina: 42 km da Schio a Pian delle Fugazze

Il percorso della Maratona Alpina 2026 parte da Schio, attraversa il sistema montuoso del Novegno e del Pasubio, raggiunge la Strada delle 52 Gallerie e il Rifugio Achille Papa, quindi scende lungo la Strada degli Eroi e la Val di Fieno fino a Pian delle Fugazze.

Il tracciato è costruito attorno a una caratteristica che lo rende diverso da una normale maratona su strada: la continuità del dislivello. Non si tratta di correre 42 chilometri con qualche salita, ma di affrontare una lunga traversata alpina in cui ritmo, terreno e pendenza cambiano più volte. Molti tratti invitano naturalmente a passare dalla corsa alla camminata veloce; altri richiedono attenzione agli appoggi, soprattutto quando la stanchezza aumenta.

L’itinerario si sviluppa in larga parte su sentieri e mulattiere militari realizzati durante la Prima Guerra Mondiale. Il risultato è un percorso fisicamente esigente ma anche leggibile come un viaggio geografico: dalla città si sale progressivamente verso ambienti più aperti, si attraversano fortificazioni e punti di passaggio storici, si raggiunge il Pasubio e infine si scende verso Pian delle Fugazze.

Distanza 42 km
Dislivello 3.150 m positivi
Partenza Schio · Faber Box
Arrivo Pian delle Fugazze
Percorso della Maratona Alpina di Schio
Dislivello del percorso della Maratona Alpina

La sequenza dei luoghi più importanti

La descrizione ufficiale del G.E.S. permette di ricostruire una sequenza molto più precisa rispetto a una generica definizione di “percorso sulle Piccole Dolomiti”. I punti citati dall’organizzazione sono utili sia per capire la storia sia per immaginare la progressione della giornata.

Zona / passaggio Perché è importante Come leggerlo in chiave pratica
Schio – Faber Box Partenza ufficiale È il punto in cui inizia la lunga progressione verso l’ambiente alpino.
Coletto di Velo e Monte Brazome Fortificazioni italiane Territorio storico e montano, da affrontare senza inseguire ritmi da strada.
Passo Campedello Luogo dei combattimenti del giugno 1916 Una delle tappe che lega il percorso alla memoria della Grande Guerra.
Monte Rione Presenza di un fortino italiano Prosegue la traversata del sistema del Novegno.
Monte Spin e Monte Alba Passaggi storici dell’itinerario Terreno di collegamento verso Passo Xomo e il Pasubio.
Passo Xomo e Bocchetta Campiglia Accesso al settore delle 52 Gallerie Qui cambia il carattere del percorso e aumenta il valore tecnico e storico.
Strada delle 52 Gallerie Capolavoro di ingegneria militare Cambi di luce, fondo roccioso e gallerie richiedono concentrazione.
Cimon del Soglio Rosso Punto più elevato indicato, circa 2.000 m La quota e l’accumulo di fatica diventano determinanti.
Rifugio Achille Papa Passaggio a Porte del Pasubio, quota 1.928 m È un punto iconico del percorso, ma non il traguardo.
Strada degli Eroi Discesa verso le retrovie storiche La fatica muscolare in discesa può diventare più importante della fatica cardiovascolare.
Val di Fieno – Pian delle Fugazze Tratto finale e arrivo Serve conservare lucidità e controllo fino alla conclusione.

Perché 42 km qui “pesano” più di 42 km su strada

Il tempo necessario per completare un percorso alpino dipende da molti fattori: livello dell’atleta, passo in salita, capacità tecnica in discesa, condizioni del fondo, meteo, pause e gestione dell’alimentazione. Con 3.150 metri di dislivello positivo, la velocità media ha un significato molto diverso rispetto a una maratona asfaltata.

Per questo la preparazione dovrebbe abituare il corpo non soltanto a correre, ma anche a camminare forte in pendenza, scendere con controllo quando i quadricipiti sono affaticati, mangiare e bere in movimento e restare concentrati dopo molte ore. La prestazione migliore non nasce da una partenza aggressiva, ma dalla capacità di conservare efficienza.

Il GPX è uno strumento di orientamento e preparazione, non una sostituzione della segnaletica, delle indicazioni dell’organizzazione o della capacità di leggere il terreno. Prima dell’evento confronta sempre la traccia che utilizzi con quella indicata dal G.E.S. per l’edizione in corso.
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I luoghi storici attraversati: Novegno, Pasubio e memoria della Grande Guerra

Una delle ragioni per cui la Maratona Alpina è così riconoscibile è il rapporto diretto con la storia. Il percorso attraversa luoghi che durante la Prima Guerra Mondiale ebbero un ruolo militare decisivo. Le mulattiere, le fortificazioni e le gallerie non sono una scenografia costruita per l’evento: sono infrastrutture nate per esigenze belliche e oggi integrate nella rete escursionistica del territorio.

Monte Novegno e Monte Pasubio

Il G.E.S. ricorda che furono aree di massimo avanzamento austro-ungarico durante la Strafexpedition del maggio-giugno 1916.

Coletto di Velo e Monte Brazome

Il percorso passa attraverso fortificazioni italiane che mostrano ancora oggi il valore strategico di questi rilievi.

Passo Campedello

Fu teatro di combattimenti particolarmente duri il 12 e 13 giugno 1916.

Monte Rione

Qui sorge un fortino italiano, ulteriore testimonianza della struttura difensiva dell’area.

Strada delle 52 Gallerie

Realizzata nel 1917 per garantire collegamenti e rifornimenti al settore sommitale del Pasubio.

Strada degli Eroi

Il tratto ricorda dodici decorati con Medaglia d’Oro al Valor Militare attraverso lapidi lungo il percorso.

Muoversi in questi luoghi richiede un approccio rispettoso. La memoria storica non è un elemento accessorio della Maratona Alpina, ma una delle sue identità principali. Il valore dell’esperienza cresce quando si comprende che una strada apparentemente perfetta per il trail o l’escursionismo fu costruita in condizioni drammatiche e con finalità completamente diverse da quelle sportive di oggi.

Questo è anche uno dei maggiori elementi di information gain rispetto a molte guide generiche sulle maratone di montagna: la Maratona Alpina non può essere descritta soltanto con distanza, dislivello e allenamento. Per comprenderla davvero bisogna leggere insieme geografia e storia, perché il tracciato moderno segue un sistema di opere militari che ha definito la viabilità del Pasubio.

Percorso completo della Maratona Alpina nelle Piccole Dolomiti
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Strada delle 52 Gallerie: il passaggio simbolo della Maratona Alpina

La Strada delle 52 Gallerie è uno dei passaggi più iconici del percorso. Secondo la descrizione ufficiale del G.E.S. misura circa 6,5 km, dei quali 2.335 metri si sviluppano all’interno delle 52 gallerie scavate nella roccia, costruite tra febbraio e novembre 1917.

La strada fu progettata per permettere il collegamento e il trasporto dei rifornimenti dalle retrovie italiane verso il settore sommitale del Pasubio. Oggi è un itinerario escursionistico straordinario, ma conserva caratteristiche che richiedono attenzione: fondo roccioso, gallerie, curve, passaggi con luce molto variabile e tratti dove la percezione dello spazio cambia rapidamente.

Durante la Maratona Alpina, questo segmento arriva quando nelle gambe è già presente una quantità significativa di dislivello. È quindi facile commettere un errore tipico: considerare la bellezza del luogo come una pausa dalla difficoltà. In realtà la concentrazione deve restare alta. Quando la fatica cresce, la precisione dell’appoggio può peggiorare e i continui passaggi tra luce esterna e zone buie richiedono adattamento visivo.

Cosa rende le 52 Gallerie tecnicamente particolari

  • Alternanza luce-buio: l’occhio deve adattarsi ripetutamente tra ambiente aperto e galleria.
  • Fondo irregolare: pietra e roccia richiedono attenzione a dove si posa il piede.
  • Umidità: in alcuni punti il terreno può risultare più scivoloso rispetto ai tratti aperti.
  • Spazi stretti e curve: è importante procedere con controllo, soprattutto in presenza di altri partecipanti.
  • Quota e fatica accumulata: la precisione tecnica deve essere mantenuta quando l’organismo è già sotto stress da molte ore.
Una lampada frontale affidabile non è un accessorio “da trail notturno”: in un percorso che attraversa numerose gallerie può diventare uno strumento essenziale per leggere il fondo e muoversi con sicurezza. Verifica sempre il materiale richiesto dal regolamento dell’edizione in corso.

Anche la protezione degli occhi assume un significato pratico. Un occhiale da trail stabile e ben ventilato può aiutare contro vento, polvere, piccoli detriti e variazioni di luce. Nei percorsi che alternano bosco, gallerie e tratti esposti, una lente fotocromatica può essere utile perché evita di dover gestire continuamente occhiali diversi. La scelta deve comunque partire dalla visibilità reale e dalle condizioni della giornata, non dall’estetica.

Altimetria del percorso Maratona Alpina
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Rifugio Achille Papa e arrivo a Pian delle Fugazze: la parte finale

Il Rifugio Achille Papa, a 1.928 metri, è uno dei passaggi più noti della Maratona Alpina, ma non è il traguardo finale. Dopo Porte del Pasubio il percorso prosegue in discesa lungo la Strada degli Eroi e la Val di Fieno fino a Pian delle Fugazze.

Questa distinzione è importante perché cambia completamente la strategia. Arrivare al Rifugio Achille Papa non significa poter considerare conclusa la parte impegnativa. Dopo un lungo accumulo di salita, la discesa mette sotto pressione soprattutto la muscolatura eccentrica dei quadricipiti e richiede precisione, equilibrio e lucidità.

Il punto più elevato indicato nella descrizione ufficiale della Strada delle 52 Gallerie è in corrispondenza del Cimon del Soglio Rosso, intorno ai 2.000 metri. La strada termina poi a Porte del Pasubio, davanti al Rifugio Achille Papa, a quota 1.928 metri.

Il rifugio sorge sulle fondamenta di baracche italiane costruite durante il conflitto e fu inaugurato nel 1922. Da qui la Maratona Alpina entra nella sua fase finale: si percorre la Strada degli Eroi, che aggira la testata della Val Canale, si attraversa la galleria dedicata al generale d’Havet e si prosegue sulla strada della Val di Fieno fino al passo alpino di Pian delle Fugazze.

L’errore da evitare: “ormai è tutta discesa”

Nei percorsi lunghi di montagna, una discesa finale può essere fisicamente più difficile di quanto suggerisca il profilo altimetrico. Dopo ore di salita e cammino, i quadricipiti devono continuare a frenare il corpo a ogni appoggio. Se la muscolatura non è stata allenata al lavoro eccentrico, la sensazione di rigidità può aumentare rapidamente.

Per questo la preparazione specifica dovrebbe includere discese lunghe e progressive, non soltanto allenamenti in salita. Se vuoi approfondire l’aspetto tecnico, nel blog DEMON trovi una guida dedicata a come correre in discesa nel trail running, utile per lavorare su postura, appoggi, controllo e resistenza muscolare.

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Storia della Maratona Alpina: dal 1975 alla 50ª edizione

La Maratona Alpina nasce nel 1975. È un dettaglio che merita attenzione perché colloca la manifestazione molto prima dell’esplosione moderna del trail running. In quegli anni il linguaggio dello sport outdoor era diverso: l’idea stessa di trasformare una lunga traversata alpina in un appuntamento organizzato e ricorrente aveva un carattere pionieristico.

La continuità dell’evento è uno dei suoi maggiori patrimoni. Nel 2026 il G.E.S. celebra la 50ª edizione, mantenendo al centro il rapporto tra partecipante e montagna. Anche quando vengono pubblicati ordini di arrivo o tempi, l’identità dichiarata dagli enti locali rimane quella di una manifestazione non competitiva: la logica principale non è battere un avversario, ma completare un itinerario impegnativo attraversando un territorio di grande valore.

Perché la storia del percorso conta ancora oggi

Molte strade militari del Novegno e del Pasubio furono create per muovere uomini, materiali e rifornimenti in un ambiente difficilissimo. Oggi la loro esistenza rende possibile un tipo di fruizione completamente diverso: escursionismo, memoria, turismo storico, allenamento in montagna. Il contrasto tra origine bellica e utilizzo contemporaneo è uno degli elementi più forti dell’esperienza.

La Strada delle 52 Gallerie è l’esempio più evidente. I lavori iniziarono il 6 febbraio 1917 e terminarono nel novembre dello stesso anno. La mulattiera misura circa 6.500 metri e comprende 52 gallerie scavate nella roccia, per un totale di 2.335 metri sotterranei secondo il G.E.S. Non è soltanto un tratto spettacolare: è un’opera di ingegneria militare pensata per garantire un collegamento protetto verso la zona sommitale del Pasubio.

La Strada degli Eroi aggiunge un ulteriore livello di memoria. Lungo il tragitto sono ricordati dodici militari decorati con Medaglia d’Oro al Valor Militare. Attraversare questi luoghi durante una manifestazione sportiva richiede quindi anche una forma di consapevolezza: il terreno su cui oggi ci muoviamo per scelta è stato, poco più di un secolo fa, teatro di condizioni estreme.

La Maratona Alpina è particolarmente interessante perché mette insieme tre dimensioni che spesso vengono raccontate separatamente: prestazione fisica, paesaggio e storia. È proprio questa combinazione a distinguerla da molti eventi di lunga distanza in montagna.
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Quanto è difficile la Maratona Alpina?

La Maratona Alpina è impegnativa soprattutto per la combinazione di 42 km, 3.150 m D+, fondo montano e lunga durata. Per affrontarla bene servono resistenza aerobica, forza in salita, capacità di discesa, tolleranza a molte ore in movimento e buona gestione di alimentazione, attrezzatura e meteo.

La domanda “quanto è difficile?” non ha una risposta unica, perché dipende dalla storia sportiva della persona. Un maratoneta stradale può avere un’ottima resistenza ma poca esperienza su terreno tecnico. Un escursionista molto abituato alla montagna può gestire bene dislivello e ambiente ma non avere la velocità o l’economia di movimento di un runner. Un trail runner esperto parte avvantaggiato, ma deve comunque rispettare la durata e l’altimetria.

Le cinque difficoltà reali

  1. Dislivello: 3.150 metri positivi significano molte ore di salita cumulativa. Serve imparare a cambiare ritmo e, quando necessario, passare dalla corsa alla camminata efficiente.
  2. Durata: anche a intensità moderata, stare in movimento per molte ore richiede una base aerobica solida e una strategia nutrizionale provata in allenamento.
  3. Discesa: l’affaticamento eccentrico può compromettere la precisione degli appoggi proprio nella parte finale.
  4. Terreno: sentieri, roccia, mulattiere e gallerie richiedono coordinazione e attenzione costante.
  5. Ambiente alpino: temperatura, vento, pioggia e visibilità possono modificare rapidamente la difficoltà percepita.

A chi è adatta?

È adatta a persone che hanno già costruito una buona abitudine a uscite lunghe e dislivello. Non serve necessariamente interpretarla come una gara da correre tutta: proprio perché è non competitiva, è più corretto pensare in termini di gestione personale. Camminare nelle salite ripide può essere una scelta efficiente e intelligente, non un segnale di cedimento.

Chi proviene soltanto dalla corsa su strada dovrebbe inserire con anticipo sentieri, escursioni lunghe e discese tecniche. Chi vive in pianura può comunque costruire molte qualità utili attraverso tapis roulant inclinato, scale, step-up, lavori di forza e camminata veloce in salita simulata. Sul blog DEMON trovi anche una guida dedicata a come allenarsi in salita quando si vive in pianura.

Il miglior indicatore di preparazione non è il tempo su una 10 km o una mezza maratona: è la capacità di sostenere un’uscita lunga con dislivello mantenendo controllo tecnico, alimentazione regolare e lucidità anche nelle ultime ore.
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Attrezzatura per la Maratona Alpina: cosa portare davvero

Per una traversata alpina di 42 km l’attrezzatura deve rispondere a tre criteri: sicurezza, praticità e affidabilità. Ogni oggetto dovrebbe essere già stato utilizzato in allenamento. Il giorno dell’evento non è il momento giusto per testare scarpe, zaino, bastoncini, frontale, calze o alimenti nuovi.

  • Scarpe da trail con grip adatto al terreno e calzata già collaudata.
  • Zaino o gilet stabile, capace di contenere acqua, alimenti e strati aggiuntivi.
  • Lampada frontale affidabile per gallerie e condizioni di luce ridotta.
  • Giacca antivento/impermeabile coerente con il meteo e le richieste del regolamento.
  • Abbigliamento a strati per gestire differenze tra fondovalle e quota.
  • Acqua e alimentazione già sperimentate nelle uscite lunghe.
  • Telefono e navigazione con batteria adeguata, senza dipendere esclusivamente dal dispositivo.
  • Kit personale essenziale per piccole emergenze e gestione delle vesciche.
  • Bastoncini, se ammessi e se già integrati nella tecnica personale.
  • Occhiali sportivi stabili, protettivi e adatti ai cambi di luce.

Scarpe: grip prima di tutto

Una scarpa da strada può essere eccellente sull’asfalto e inadatta su roccia, ghiaia o fondo umido. Per la Maratona Alpina conta la capacità della suola di offrire trazione, ma anche la stabilità laterale e il comfort dopo molte ore. Una calzatura troppo rigida può stancare, una troppo morbida può risultare imprecisa sui tratti tecnici.

La scelta migliore è quella già testata su uscite lunghe con terreno simile. Anche calze e allacciatura meritano attenzione: una piccola frizione trascurabile in un’ora può diventare un problema dopo molte ore di movimento.

Abbigliamento: prepararsi alle variazioni

Tra Schio e il Pasubio si attraversano quote e ambienti differenti. La temperatura percepita può cambiare con vento, esposizione, ombra, quota e umidità. Un sistema a strati permette di regolare il comfort senza riempire lo zaino di capi inutili. La regola pratica è scegliere elementi leggeri e funzionali che possano essere indossati o rimossi rapidamente.

Occhiali per trail running e cambi di luce

Nel trail gli occhiali non servono soltanto contro il sole. Possono proteggere da vento, polvere, insetti, vegetazione e piccoli detriti. Sulla Maratona Alpina c’è inoltre il tema delle gallerie e dell’alternanza tra zone illuminate e ombra. Per questo può essere utile una lente capace di lavorare in condizioni variabili, purché non comprometta la visibilità nei tratti più bui.

Le lenti fotocromatiche per running e trail running sono pensate proprio per adattarsi ai cambiamenti di luce. Per chi necessita di correzione visiva, esistono anche soluzioni da vista per running e trail running. La priorità resta sempre una visione stabile, pulita e compatibile con le condizioni reali del percorso.

Prima della partenza controlla il regolamento 2026 del G.E.S. per distinguere ciò che è semplicemente consigliato da ciò che viene eventualmente indicato come obbligatorio. Il regolamento dell’organizzazione prevale sempre su una guida editoriale.
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Come prepararsi alla Maratona Alpina: allenamento per 42 km e 3.150 m D+

La preparazione ideale combina quattro qualità: base aerobica, forza resistente in salita, controllo eccentrico in discesa e capacità di restare efficienti per molte ore. L’allenamento deve essere progressivo e specifico, con un aumento graduale di durata, dislivello e tecnicità.

Una delle semplificazioni più comuni è pensare che basti “fare tanti chilometri”. Per una prova come la Maratona Alpina il chilometraggio è soltanto una parte del problema. Due allenamenti da 20 km possono avere un impatto completamente diverso se uno è pianeggiante e l’altro contiene 1.500 metri di salita e discesa su sentiero.

La preparazione deve quindi ragionare in termini di tempo in movimento, dislivello e specificità del terreno. Non è necessario replicare 42 km e 3.150 m D+ ogni fine settimana: sarebbe spesso troppo stressante. È più utile costruire progressivamente la capacità di sostenere uscite lunghe e abbinarla a lavori mirati.

1. Costruisci prima la base aerobica

La base aerobica permette di muoversi a lungo senza trasformare ogni salita in uno sforzo eccessivo. Le corse facili, le camminate veloci e le escursioni a intensità controllata costruiscono la capacità di utilizzare energia in modo efficiente e di recuperare tra gli allenamenti.

Un errore frequente è fare i giorni facili troppo forte. Se ogni uscita diventa un test, accumuli fatica senza aumentare davvero la resistenza specifica. Il lavoro facile deve restare abbastanza controllato da permettere continuità settimanale.

2. Allena la salita come gesto specifico

Su 3.150 metri di dislivello positivo, la salita non è una fase occasionale: è una parte strutturale della giornata. Serve imparare a cambiare passo, accorciare la falcata, usare il busto in modo economico e accettare la camminata vigorosa quando la pendenza rende inefficiente correre.

Le ripetute in salita migliorano forza e capacità cardiovascolare; le salite lunghe insegnano a dosare lo sforzo. Chi usa i bastoncini dovrebbe allenarli durante le uscite lunghe, perché coordinazione e ritmo non si improvvisano.

3. Non trascurare la discesa

La discesa richiede muscoli freschi, ma in gara arriva quando freschi non lo sono più. Per questo l’allenamento deve includere tratti in discesa dopo salite lunghe, in modo progressivo. L’obiettivo non è correre sempre più veloce: è mantenere controllo, fluidità e appoggi precisi con fatica accumulata.

4. Inserisci forza e stabilità

Squat, affondi, step-up, calf raise, esercizi monopodalici e lavoro per il core possono migliorare la capacità di mantenere tecnica e stabilità quando aumenta la fatica. La forza va inserita con gradualità e deve supportare il lavoro sul sentiero, non sottrarre energie a tutte le uscite specifiche.

Particolare attenzione merita il lavoro eccentrico dei quadricipiti, fondamentale nella discesa. Anche semplici step-down controllati e discese brevi affrontate con buona tecnica possono essere efficaci se inseriti con progressione.

5. Allena il tempo in movimento

Per una prova lunga, il corpo deve abituarsi non soltanto allo sforzo ma alla durata complessiva della giornata. Le escursioni-corsa, in cui alterni corsa facile e cammino in salita, sono molto utili perché simulano meglio la realtà della Maratona Alpina rispetto a una lunga corsa uniforme su asfalto.

Queste uscite sono anche il momento ideale per provare zaino, frontale, bastoncini, alimentazione, vestiti e gestione delle pause. Ogni dettaglio testato prima riduce le decisioni da prendere il giorno dell’evento.

Esempio di progressione in 12 settimane

La tabella seguente è un modello generale per persone già abituate a correre o camminare in montagna. Non sostituisce un programma personalizzato e va adattata al livello individuale, alla disponibilità di terreno e alla capacità di recupero.

Fase Settimane Obiettivo Contenuti principali
Base 1-3 Continuità e resistenza Corse facili, camminata veloce, forza generale, un’uscita lunga controllata.
Costruzione 4-6 Aumentare dislivello Salite più lunghe, prime discese tecniche, lavoro di forza specifica.
Specificità 7-9 Simulare il terreno Uscite lunghe con D+, alimentazione in movimento, attrezzatura completa.
Picco 10 Ultimo richiamo lungo Uscita più specifica, senza cercare necessariamente distanza completa.
Scarico 11-12 Ridurre fatica mantenendo sensazioni Meno volume, brevi richiami di salita e tecnica, recupero e sonno.

Simulare il percorso senza esagerare

Allenarsi su parti del tracciato può essere molto utile per capire fondo, pendenze e tempi. Tuttavia non serve trasformare ogni weekend in una simulazione completa. Una strategia migliore è isolare le qualità: un giorno salita lunga, un altro discesa tecnica, un altro ancora uscita di durata con alimentazione.

Se sei della zona, anche un’uscita di trail sul Monte Summano può essere utile per costruire confidenza con il terreno delle Prealpi vicentine e accumulare dislivello in un ambiente vicino a Schio.

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Strategia: ritmo, alimentazione, idratazione e gestione mentale

La Maratona Alpina premia la gestione. Su un itinerario così lungo, molti errori non producono conseguenze immediate: diventano evidenti ore dopo. Partire troppo forte, bere in modo irregolare, rimandare continuamente il cibo o affrontare le prime discese in modo aggressivo può sembrare sostenibile all’inizio e diventare costoso nella seconda metà.

Partenza controllata

La prima parte dovrebbe sembrare quasi troppo facile. L’obiettivo non è “guadagnare tempo” nei primi chilometri, ma evitare di consumare prematuramente energia muscolare e mentale. In salita usa uno sforzo che ti permetta di mantenere respirazione gestibile e gesto pulito. Se una pendenza rende più economico camminare, cammina.

Alimentazione: prova tutto prima

Non esiste un alimento perfetto per tutti. Gel, barrette, cibi morbidi, bevande energetiche o alimenti più solidi devono essere scelti in base a tolleranza personale e durata. La regola più utile è semplice: nulla di nuovo il giorno dell’evento.

Durante gli allenamenti lunghi prova non soltanto il prodotto, ma anche la frequenza con cui riesci a mangiare mentre cammini o corri. Se aspetti di avere molta fame, potresti essere già in ritardo. Una strategia regolare riduce le decisioni da prendere quando la stanchezza mentale cresce.

Idratazione: adattarla alle condizioni

Il fabbisogno di liquidi cambia con temperatura, vento, sudorazione, intensità e durata. Bere troppo poco può compromettere la prestazione, ma anche bere in modo meccanico senza ascoltare le condizioni non è una buona strategia. L’obiettivo è arrivare alla partenza con una routine già sperimentata in allenamento.

Controlla inoltre i ristori e le indicazioni dell’organizzazione: sapere in anticipo dove puoi rifornirti permette di evitare sia carichi eccessivi nello zaino sia il rischio opposto di restare senza liquidi.

Gestione mentale: dividere il percorso in blocchi

Quarantadue chilometri con grande dislivello possono sembrare enormi se pensati tutti insieme. È spesso più efficace dividere la giornata in segmenti: partenza, prima grande salita, settore del Novegno, avvicinamento al Pasubio, 52 Gallerie, Rifugio Papa, discesa finale. Ogni blocco ha un compito diverso.

Questa strategia aiuta a mantenere il focus sul problema immediato: bere, mangiare, regolare l’abbigliamento, affrontare una discesa con prudenza. Pensare continuamente alla distanza mancante può aumentare la percezione di fatica senza offrire una soluzione pratica.

Un buon piano non cerca di eliminare la fatica: cerca di farla arrivare il più tardi possibile e in una forma gestibile. Ritmo prudente, alimentazione regolare e tecnica controllata sono spesso più importanti di qualche minuto guadagnato all’inizio.
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Sicurezza in montagna: meteo, gallerie, orientamento e capacità di rinunciare

La Maratona Alpina si svolge in un ambiente montano autentico. Essere dentro una manifestazione organizzata riduce alcuni problemi logistici, ma non elimina i rischi legati a meteo, fondo, quota, stanchezza e perdita di lucidità. La preparazione migliore include anche la capacità di prendere decisioni conservative.

Controlla il meteo più volte

Una previsione vista giorni prima non basta. In montagna il quadro può cambiare e la differenza tra Schio e la zona sommitale del Pasubio può essere significativa. Verifica le comunicazioni dell’organizzazione e prepara un abbigliamento coerente con le condizioni previste.

Gestisci le gallerie come un tratto tecnico

Entrare in una galleria con una luce non pronta, occhiali troppo scuri o passo troppo veloce aumenta inutilmente il rischio. Anticipa il cambio di condizioni: rallenta prima dell’ingresso, accendi il frontale quando serve e lascia che la vista si adatti.

Non affidarti soltanto allo smartphone

Una traccia GPX è molto utile, ma batteria, segnale e schermo non sono infallibili. Conoscere la sequenza dei punti principali, seguire la segnaletica e prestare attenzione alle indicazioni dei volontari è sempre più robusto che dipendere da un unico dispositivo.

La rinuncia è una competenza

Se compaiono problemi fisici importanti, peggioramento marcato del meteo, difficoltà di orientamento o incapacità di mantenere un passo sicuro, insistere non è necessariamente determinazione. In montagna la capacità di fermarsi, chiedere aiuto o seguire le indicazioni dell’organizzazione è parte della competenza.

Le informazioni di questa guida hanno finalità editoriali e di preparazione generale. Per requisiti di partecipazione, materiale obbligatorio, sicurezza e modifiche al percorso fanno fede esclusivamente le comunicazioni ufficiali del G.E.S.
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Errori comuni da evitare prima e durante la Maratona Alpina

Molti problemi nelle prove lunghe non derivano da un singolo errore clamoroso, ma da una sequenza di piccole decisioni sbagliate. Riconoscerle in anticipo è uno dei modi più semplici per aumentare sicurezza e probabilità di completare il percorso con buone sensazioni.

Partire con il ritmo della strada

Su 3.150 m D+ il ritmo al chilometro è poco utile. Guarda sforzo, pendenza e durata.

Allenare solo la salita

La discesa finale può distruggere i quadricipiti se non hai costruito tolleranza eccentrica.

Provare equipaggiamento nuovo

Scarpe, zaino, bastoncini e alimentazione devono essere già stati testati.

Saltare l’alimentazione

Aspettare fame o calo evidente significa spesso reagire troppo tardi.

Sottovalutare le gallerie

Cambi di luce e fondo richiedono frontale, prudenza e visione adeguata.

Considerare il Rifugio Papa come arrivo

Dopo il rifugio resta la discesa lungo Strada degli Eroi e Val di Fieno fino a Pian delle Fugazze.

Un altro errore è allenarsi sempre in condizioni perfette. Non significa cercare volutamente maltempo o situazioni rischiose, ma acquisire esperienza con terreno bagnato, vento moderato, freddo e gestione degli strati. La competenza nasce anche dall’aver già affrontato piccoli imprevisti in contesti controllati.

Infine, evita di trasformare ogni allenamento lungo in una prova massimale. La preparazione funziona quando alterna stress e recupero. Accumulare stanchezza profonda settimana dopo settimana può ridurre la qualità degli allenamenti specifici e aumentare il rischio di arrivare all’evento già affaticati.

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FAQ sulla Maratona Alpina di Schio

Quando si svolge la Maratona Alpina 2026?

La 50ª edizione della Maratona Alpina di Schio è in programma sabato 12 settembre 2026, secondo il sito ufficiale del Gruppo Escursionisti Scledensi.

Quanto è lunga la Maratona Alpina?

Per l’edizione 2026 l’organizzazione indica un percorso di 42 km con 3.150 metri di dislivello positivo.

La Maratona Alpina è una gara competitiva?

No. La Maratona Alpina di Schio è storicamente presentata come una manifestazione escursionistica non competitiva. La sfida è soprattutto personale e legata al completamento dell’itinerario alpino.

Dove parte la Maratona Alpina 2026?

La partenza è indicata dal Faber Box di Schio, in Via Tito Livio 23.

Dove arriva la Maratona Alpina?

Il traguardo è a Pian delle Fugazze. Il Rifugio Achille Papa è uno dei passaggi più importanti del percorso, ma non è il punto di arrivo.

La Maratona Alpina passa per la Strada delle 52 Gallerie?

Sì. Il percorso ufficiale passa da Bocchetta Campiglia e prosegue lungo la celebre Strada delle 52 Gallerie del Monte Pasubio prima di raggiungere Porte del Pasubio e il Rifugio Achille Papa.

Qual è il punto più alto del percorso?

La descrizione ufficiale della Strada delle 52 Gallerie indica il punto più elevato in corrispondenza del Cimon del Soglio Rosso, circa 2.000 metri.

Serve il certificato medico per il 2026?

Il sito G.E.S. indica che la partecipazione 2026 è subordinata alla consegna di un certificato medico valido prima del 12 settembre 2026. Verifica comunque la documentazione ufficiale più recente.

Le iscrizioni 2026 sono ancora aperte?

Alla data di aggiornamento di questa guida, 12 agosto 2026, il sito ufficiale segnala le iscrizioni come chiuse. Essendo un’informazione temporale, controlla sempre il sito del G.E.S. per eventuali aggiornamenti.

È meglio correre o camminare nelle salite?

Dipende dalla pendenza, dal livello e dalla strategia. Su una prova di 42 km e 3.150 m D+ la camminata vigorosa nelle salite più ripide può essere molto efficiente e aiutare a conservare energia per le ore successive.

Che tipo di occhiali sono utili sul percorso?

Un occhiale da trail stabile, leggero e protettivo è utile contro UV, vento, polvere e piccoli detriti. Vista l’alternanza tra zone aperte, bosco e gallerie, una lente adatta a condizioni di luce variabile può aumentare il comfort visivo.

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Approfondimenti utili per preparare la Maratona Alpina

Per costruire una preparazione più completa, questi contenuti del blog DEMON approfondiscono tre aspetti direttamente collegati al percorso: discesa tecnica, allenamento della salita e terreno delle Prealpi vicentine.

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Maratona Alpina 2026: perché è molto più di una maratona in montagna

La Maratona Alpina di Schio è difficile da racchiudere in una sola definizione. È lunga come una maratona, ha un dislivello da vera traversata alpina, attraversa sentieri e mulattiere tecniche e conduce nel cuore di uno dei paesaggi storici più significativi delle Prealpi vicentine.

La 50ª edizione del 12 settembre 2026 aggiunge un valore particolare: mezzo secolo di storia per una manifestazione nata nel 1975 e cresciuta mantenendo il proprio carattere non competitivo. I 42 km e i 3.150 metri di dislivello positivo raccontano soltanto una parte dell’esperienza. Il resto è fatto di luce che cambia nelle gallerie, salite lunghe, silenzio, volontari, memoria della Grande Guerra, fatica e capacità di continuare a muoversi con lucidità.

Prepararla bene significa rispettarne la natura. Costruisci la base aerobica, allena salita e discesa, prova ogni elemento dell’attrezzatura, studia il percorso e non lasciare alimentazione e meteo al caso. La giornata migliore non sarà necessariamente quella più veloce, ma quella in cui riuscirai a conservare abbastanza energie per vivere davvero il percorso fino a Pian delle Fugazze.

Prima dell’evento consulta sempre la pagina ufficiale della Maratona Alpina del G.E.S. per eventuali modifiche al percorso, alla logistica o al regolamento.

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