Guida tecnica alla pesca sportiva

Pesca a Eging: tecnica, attrezzatura ed egi per calamari e seppie

L’eging è la pesca dei cefalopodi con esche artificiali chiamate egi. Per praticarla con metodo servono un’attrezzatura leggera e sensibile, una corretta scelta della velocità di affondamento e un recupero fatto di richiami, pause e cadute controllate. Questa guida spiega come impostare canna, mulinello, trecciato e finale, come scegliere le totanare e come riconoscere un attacco senza strappare i tentacoli.

Pescatore che pratica la pesca a eging per calamari e seppie
Risposta immediata

Come si pesca a eging?

Si lancia l’egi, lo si lascia affondare fino alla quota scelta e lo si anima con uno o più richiami della canna. Segue una pausa durante la quale l’esca ricade: è proprio in questa fase che avvengono molti attacchi. Il filo deve restare controllato, senza essere completamente teso né lasciato in una grande pancia, per percepire arresti, deviazioni e improvvisi aumenti di peso.

Principi della tecnica

Cos’è l’eging e perché non è soltanto pescare con la totanara

L’eging è una tecnica nata in Giappone per insidiare i cefalopodi con artificiali bilanciati che imitano soprattutto gamberi e piccoli pesci. Il nome deriva da egi, l’esca, e dal suffisso inglese “-ing”, che richiama l’azione di pesca.

La differenza rispetto a un recupero casuale della totanara è il controllo sistematico di quattro elementi: quota di lavoro, velocità di affondamento, ritmo dei richiami e durata delle pause. L’obiettivo non è muovere l’esca il più possibile, ma farla apparire credibile e mantenerla nello strato d’acqua frequentato dai cefalopodi.

Da riva si parla spesso di shore eging. Dalla barca esistono approcci collegati ma più specifici, come il tip run, la pesca verticale e il tataki con più artificiali. In questa pagina il focus rimane sull’eging classico da riva e sulle applicazioni semplici dalla barca, evitando di confondere tecniche con attrezzature e montature differenti.

Contatto con l’esca

Trecciato sottile e canna sensibile aiutano a leggere fondo, corrente, caduta e variazioni di tensione.

Ricerca per strati

Seppie, calamari e totani non lavorano sempre alla stessa quota: bisogna esplorare fondo e colonna d’acqua.

Adattamento continuo

Dimensione, assetto, colore e pausa vanno scelti in base a profondità, luce, corrente e attività delle prede.

Lettura del fondale durante una sessione di pesca sportiva in mare
Ridurre i riflessi superficiali può aiutare a osservare ostacoli, fondale, cambi di colore e direzione della corrente durante le ore di luce.

Per approfondire le specie: questa guida tratta soprattutto il metodo di pesca. Per stagioni, habitat e differenze operative tra i due target principali consulta la guida Demon alla pesca di seppie e calamari.

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Setup equilibrato

Attrezzatura da eging: canna, mulinello, trecciato e finale

Nell’eging non serve una potenza eccessiva. È più importante avere un insieme bilanciato, capace di lanciare correttamente l’egi, animarlo senza affaticare il polso e assorbire la trazione di tentacoli delicati. I dati seguenti sono riferimenti generali: la compatibilità dichiarata dal produttore della canna resta il primo parametro da rispettare.

Lunghezza canna 2,40–2,70 m da riva
Taglia mulinello 2500–3000
Trecciato PE 0.4–0.8
Fluorocarbon 0,22–0,30 mm

Canna specifica da eging

Una canna specifica indica normalmente le misure di egi compatibili, per esempio 2.0–3.5 o 2.5–4.0, e il range di trecciato PE. Da riva sono diffuse lunghezze intorno a 8’3”–8’9”, equivalenti a circa 2,50–2,67 metri.

  • Vetta sensibile: legge la caduta e le trattenute senza risultare fragile.
  • Fusto reattivo: trasmette i richiami all’egi con precisione.
  • Curva progressiva: accompagna il recupero e limita le slamature.
  • Peso contenuto: riduce l’affaticamento durante molte animazioni consecutive.

Per capire meglio potenza, azione e lunghezza puoi consultare la guida alla scelta della canna da pesca.

Mulinello e frizione

Un mulinello 2500 o 3000 è sufficiente per la maggior parte degli assetti costieri. La taglia 4000 può avere senso con canne più robuste, vento, corrente, egi pesanti o necessità di maggiore capacità, ma non è una scelta obbligatoria.

  • Frizione fluida: deve cedere senza partenze brusche.
  • Bobina regolare: un buon avvolgimento aiuta i lanci con trecciati sottili.
  • Recupero medio: offre controllo senza raccogliere troppo filo a ogni giro.
  • Peso bilanciato: evita che il complesso risulti troppo pesante verso il calcio.

Per scelta, imbobinamento e manutenzione leggi anche l’approfondimento sui mulinelli da pesca.

Trecciato PE

Il trecciato trasmette bene le variazioni dell’esca perché ha un allungamento ridotto. Un PE sottile migliora distanza e sensibilità, ma soffre maggiormente abrasioni, vento e contatto con ostacoli.

  • PE 0.4–0.6: adatto a eging leggero, acqua calma e fondali puliti.
  • PE 0.8: scelta più prudente con rocce, posidonia, corrente o artificiali pesanti.
  • Colore visibile: aiuta a osservare deviazioni e arresti del filo durante la caduta.

Leader in fluorocarbon

Il finale protegge il trecciato dallo sfregamento e introduce una piccola capacità di assorbimento. Una lunghezza tra circa 1 e 2,5 metri copre molte situazioni costiere.

  • 0,22–0,25 mm: acqua limpida e fondali relativamente puliti.
  • 0,26–0,30 mm: rocce, strutture, corrente e maggiore rischio di abrasione.
  • Controllo frequente: dopo incagli e catture va verificato passando le dita sul filo.
Attrezzatura essenziale per la pesca a eging con canna mulinello e totanare
Un setup leggero e coerente con le misure di egi utilizzate offre più controllo di un’attrezzatura sovradimensionata.

Non scegliere la canna soltanto in grammi. Nelle canne da eging la compatibilità viene spesso indicata in misure di egi. Peso, forma e resistenza in acqua cambiano da modello a modello: prima del lancio controlla sempre il range riportato sulla canna.

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Il cuore dell’eging

Come scegliere gli egi: misura, peso, assetto e velocità di affondamento

La misura dell’egi non identifica un peso universale. Due artificiali 3.5 possono avere grammatura, forma e sink rate differenti. Per questo bisogna leggere sempre le specifiche del singolo modello e considerare insieme taglia, peso, assetto in caduta e secondi per metro.

Misura egi Lunghezza indicativa Peso frequente Impiego tipico
2.5 Circa 75 mm Circa 10–12 g Bassi fondali, poca corrente, cefalopodi piccoli o sospettosi, presentazione discreta.
3.0 Circa 90 mm Circa 14–17 g Misura versatile per ricerca da riva, porti, moli e fondali medio-bassi.
3.5 Circa 100–105 mm Circa 18–22 g Distanza, corrente moderata, fondali medi e calamari più attivi.
4.0 Circa 115–120 mm Circa 24–28 g Spot ampi o profondi, corrente, mare formato e ricerca di esemplari importanti.

Le misure e i pesi della tabella sono orientativi e possono variare sensibilmente tra marchi e versioni shallow, normal, deep o fast sinking. Il dato più utile per capire quanto tempo impiega l’esca a scendere è il sink rate dichiarato dal produttore.

Super shallow Caduta molto lenta

Per acqua bassa, ostacoli affioranti e pause lunghe sopra posidonia o roccia.

Shallow Caduta lenta

Per fondali bassi, cefalopodi sospettosi e recuperi controllati vicino alla superficie.

Normal Caduta standard

La soluzione più versatile per iniziare e sondare molte condizioni senza estremizzare l’assetto.

Deep o fast Caduta rapida

Per profondità, vento e corrente, quando un egi normale deriva troppo o perde la quota.

Tempo teorico di discesa = profondità × secondi per metro Esempio: 5 metri × 3 secondi per metro = circa 15 secondi in condizioni ideali.

Il calcolo è solo un punto di partenza. Corrente, vento, diametro del filo, angolo di lancio e traiettoria dell’esca modificano la discesa reale. Conviene ripetere il conteggio nello stesso punto e osservare quando il filo si rilassa, cambia direzione o smette di uscire.

Egi e totanare di misure e colori differenti per la pesca ai cefalopodi
Un piccolo assortimento con misure e velocità di affondamento differenti è più utile di molti artificiali quasi identici.

Kit essenziale per iniziare: una 2.5 shallow, una 3.0 normal, una 3.5 normal e una 3.5 deep coprono molte situazioni. Scegli colori diversi, ma evita di comprare varianti che lavorano tutte alla stessa profondità.

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Visibilità e contrasto

Colori degli egi: naturali, accesi, glow, UV e Keimura

Il colore non va scelto come regola assoluta. Conta il contrasto che l’egi crea rispetto ad acqua, cielo, fondale e luce disponibile. Inoltre molti artificiali combinano un tessuto esterno con un corpo interno o una lamina riflettente: due egi entrambi rosa possono quindi produrre segnali visivi molto diversi.

Condizione Prima scelta Alternativa da provare Obiettivo
Acqua limpida e luce stabile Toni naturali, verde, marrone, blu, traslucidi Contrasto leggero o lamina discreta Imitare il foraggio senza creare un segnale eccessivo.
Acqua velata o cielo coperto Rosa, arancio, rosso, viola Dorso scuro e fianchi chiari Aumentare sagoma e contrasto nella visibilità ridotta.
Alba, tramonto e notte Glow o dettagli luminosi Colori scuri che creano una sagoma netta Rendere l’esca individuabile senza sovraccaricarla di luce.
Cefalopodi che seguono senza attaccare Colore naturale e caduta più lenta Misura più piccola o pausa più lunga Ridurre pressione visiva e movimento aggressivo.

Glow

Il materiale fosforescente accumula energia luminosa e la restituisce per un certo periodo. Va caricato con una fonte luminosa, senza esagerare: un bagliore intenso non è sempre la soluzione migliore.

UV e Keimura

Le finiture fluorescenti reagiscono alla componente ultravioletta e risultano più evidenti quando questa è presente. Non immagazzinano luce come un glow e non continuano a brillare nello stesso modo al buio completo.

Lamine interne

Argento, oro, rosso e altri fondi riflettenti modificano lampi e trasparenza dell’esca. Sono una variabile distinta dal colore del tessuto esterno.

Metodo utile: prima di cambiare colore verifica profondità e tempo di pausa. Un egi del colore giusto che passa due metri sopra una seppia appoggiata sul fondo resta comunque fuori dalla zona utile.

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Lenza semplice e affidabile

Montatura da eging e nodi consigliati

La montatura classica è lineare: trecciato → nodo di giunzione → leader in fluorocarbon → snap dedicato o nodo diretto → egi. Meno componenti significa meno grovigli e una lettura più pulita dell’esca.

Nodo tra trecciato e fluorocarbon

  • FG knot: molto sottile, indicato quando il leader deve attraversare spesso gli anelli.
  • Alberto knot: relativamente compatto e più rapido da apprendere.
  • Uni to uni: semplice, ma più voluminoso; va verificato con diametri molto differenti.

Qualunque nodo tu scelga, eseguilo con ordine, bagnalo prima del serraggio e prova la tenuta prima del lancio. Per istruzioni e impieghi consulta la guida ai nodi da pesca essenziali.

Snap piccolo o nodo diretto?

Uno snap specifico, leggero e privo di girella facilita il cambio dell’egi. Deve però essere proporzionato e non alterare il bilanciamento dell’esca.

  • Snap: pratico quando stai testando misure, colori e sink rate.
  • Nodo diretto: montatura essenziale, utile quando vuoi ridurre ogni elemento vicino all’esca.
  • Girella pesante: generalmente da evitare nell’eging classico perché può modificare assetto e caduta.
Schema di montatura e nodi per collegare trecciato fluorocarbon ed egi
Il terminale deve essere controllato dopo ogni contatto con rocce, strutture, conchiglie o corone dell’egi.

Dopo un incaglio: non limitarti a controllare il nodo. Passa il leader tra pollice e indice per cercare abrasioni o schiacciamenti; se senti ruvidità, elimina il tratto danneggiato.

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Azione di pesca

Come pescare a eging passo dopo passo

L’azione più efficace non è necessariamente la più spettacolare. Il risultato nasce dal controllo della discesa e dalla capacità di ripetere la stessa sequenza alla quota in cui arrivano le tocche.

Scegli un egi compatibile con spot e canna

Valuta profondità, vento e corrente. Se l’esca non raggiunge la fascia utile o il filo forma una grande pancia, passa a un modello più stabile o con caduta più rapida; se incaglia subito, riduci sink rate o tempo di discesa.

Lancia e controlla il primo affondamento

Dopo il lancio accompagna il filo senza frenare bruscamente l’esca. Conta i secondi e osserva la lenza. Il primo lancio serve anche a stimare profondità, corrente e presenza di ostacoli.

Esegui uno, due o tre richiami

I richiami possono essere ampi e lenti oppure brevi e rapidi. Recupera il filo in eccesso senza trascinare continuamente l’egi: la canna crea l’azione, il mulinello ristabilisce il contatto.

Lascia ricadere l’esca

Durante la pausa mantieni il filo sotto controllo. Una caduta completamente libera offre naturalezza ma trasmette meno; una tensione eccessiva fa avanzare o sollevare l’esca. Cerca una condizione intermedia, adattata alla corrente.

Ripeti per fasce d’acqua

Parti vicino al fondo quando cerchi seppie, poi accorcia i tempi di discesa per esplorare quote intermedie. Quando trovi una tocca, ripeti la sequenza e il conteggio prima di cambiare artificiale.

Recupera la cattura senza strappi

Aumenta la trazione in modo progressivo, mantieni la canna in curva e recupera con continuità. Evita pompate aggressive e filo molle. Su moli alti o scogliere usa un guadino adeguato.

Tre recuperi di base

Lift and fall

Uno o due sollevamenti, recupero del filo e nuova caduta. È il recupero più semplice per imparare a controllare la quota.

Jerk e pausa

Richiami più rapidi per far sbandare l’egi, seguiti da una pausa netta. Adatto a calamari attivi e ricerca nella colonna d’acqua.

Recupero lento sul fondo

Movimenti contenuti e pause più lunghe, controllando gli ostacoli. Utile per seppie su sabbia, fango e margini della posidonia.

Pescatore che controlla la lenza e l’azione dell’esca durante l’eging
Guardare il filo è importante quanto sentire la canna: molti attacchi si riconoscono prima visivamente che attraverso una trazione netta.

Regola di diagnosi: cambia una variabile alla volta. Prima quota e pausa, poi sink rate, misura e infine colore. Modificare tutto insieme impedisce di capire quale elemento ha prodotto il risultato.

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La fase più delicata

Come riconoscere l’abboccata di calamaro o seppia

Il cefalopode non sempre produce una “botta”. Può afferrare l’egi durante la caduta, accompagnarlo, spostarlo lateralmente o semplicemente impedirgli di continuare a scendere. La lettura del filo è quindi fondamentale.

Segnali frequenti

  • Il filo si arresta prima del tempo previsto.
  • La lenza accelera o devia lateralmente.
  • La punta si carica lentamente, come se l’esca fosse diventata più pesante.
  • Il contatto scompare all’improvviso perché il cefalopode sale verso l’alto.
  • Durante il recupero compare una trazione elastica e continua.

Come reagire

  1. Recupera il filo in eccesso senza strattonare.
  2. Aumenta gradualmente la pressione sollevando la canna.
  3. Regola la frizione perché lavori sulle partenze.
  4. Mantieni la lenza sempre in tensione durante il recupero.
  5. Guadina la preda senza sollevarla di peso da grande altezza.

Ferrata progressiva: una ferrata violenta, adatta ad alcuni pesci predatori, può lacerare i tentacoli. Nell’eging è preferibile accompagnare il peso e mantenere una trazione continua.

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Dove far lavorare l’egi

Spot, profondità, vento e corrente nell’eging

Uno spot è adatto all’eging quando permette di raggiungere una fascia frequentata dai cefalopodi e di controllare l’esca. Porti autorizzati, moli, scogliere, spiagge profonde, imboccature e transizioni di fondale possono essere produttivi, ma richiedono scelte diverse di egi e recupero.

Porti e moli consentiti

Offrono spesso profondità e luce artificiale, ma anche cime, reti, piloni e ostacoli. Lavora i margini tra luce e ombra, verifica i divieti e prepara un guadino sufficientemente lungo.

Scogliere

Consentono di sondare fondali misti e cigliate, ma aumentano rischio di incaglio e difficoltà di recupero. Calzature, mare e vie di uscita vengono prima della scelta dell’esca.

Spiagge e canaloni

Cerca variazioni di profondità, scuri del fondale, margini di posidonia e canali. Su acqua bassa sono utili egi shallow; con fondale che degrada rapidamente serve maggiore controllo della discesa.

Situazione Problema principale Adattamento tecnico
Vento laterale Pancia nel filo e perdita di sensibilità Abbassa la canna, riduci il filo libero e usa un egi più stabile o più rapido.
Corrente moderata L’esca deriva fuori dalla zona Lancia a monte della corrente, aumenta il sink rate e accorcia le pause.
Fondale basso con posidonia Incagli e foglie sulle corone Egi shallow, conteggio breve e richiami che mantengano l’esca sopra la vegetazione.
Acqua profonda Tempi lunghi e scarso contatto Egi deep, trecciato sottile compatibile e ricerca per fasce ripetibili.
Lettura di vento corrente e profondità in uno spot di pesca in mare
Vento e corrente non determinano da soli il risultato, ma possono rendere impossibile controllare un egi troppo leggero o lento.

Per imparare a valutare accessi, fondale, correnti e presenza di foraggio puoi leggere la guida su come individuare uno spot di pesca in acqua salata.

Diario di pesca: annota spot, orario, profondità stimata, vento, corrente, trasparenza, misura dell’egi, sink rate, conteggio e quota della tocca. Dopo più uscite avrai dati specifici del luogo, più utili di una regola generica.

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Adattare la stessa tecnica

Seppia, calamaro e totano: come cambia l’azione dell’egi

L’eging può intercettare più cefalopodi, ma non vanno trattati come un unico bersaglio. La quota e il ritmo di recupero devono seguire il comportamento prevalente della specie presente nello spot.

Seppia

È spesso più legata al fondo. Funzionano recuperi lenti, pause più lunghe e passaggi vicini a sabbia, fango, roccia bassa e margini della posidonia. L’attacco può sembrare un semplice aumento di peso.

Calamaro

Può cacciare a mezz’acqua e reagire a richiami più rapidi. Conviene sondare più quote e osservare minutaglia, luci, cambi di corrente e seguimenti dell’esca.

Totano

È frequentemente più pelagico e profondo. L’eging costiero può funzionare in situazioni favorevoli, ma per habitat, montature e tecniche verticali consulta la guida specifica alla pesca del totano.

Pesca a eging dedicata a seppie calamari e altri cefalopodi
La stessa totanara può lavorare in modo molto diverso cambiando conteggio, profondità e durata della pausa.
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Diagnosi dei problemi

Errori comuni nella pesca a eging e come correggerli

Errore Conseguenza Correzione
Cambiare continuamente colore Non capisci se il problema è la quota Prima varia conteggio, pausa e velocità di affondamento.
Recuperare sempre sul fondo Perdi calamari sospesi e aumenti gli incagli Esplora la colonna d’acqua accorciando progressivamente il conteggio.
Tenere il filo completamente molle Molti attacchi passano inosservati Mantieni una caduta controllata e osserva la direzione della lenza.
Usare una ferrata violenta Aumentano lacerazioni e slamature Recupera il lasco e carica la canna progressivamente.
Frizione troppo chiusa La trazione arriva direttamente ai tentacoli Regola la frizione prima di pescare e testala tirando il filo.
Sottovalutare il guadino Perdita della cattura sotto il molo o sulla roccia Usa un manico adatto all’altezza e prepara il guadino prima del primo lancio.
Ignorare abrasioni e corone Rotture, catture perse e agganci inefficaci Controlla leader, nodo, snap e punte dopo urti e incagli.
Tecnica di pesca a eging per calamari e seppie dalla costa
Un’azione ordinata e ripetibile permette di capire perché una sequenza funziona, invece di attribuire tutto al colore dell’esca.

Prima di comprare nuovi egi: verifica se quelli che possiedi coprono davvero profondità e sink rate differenti. Spesso il limite non è il numero di colori, ma l’assenza di un artificiale adatto a corrente, acqua bassa o fondale profondo.

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Pesca responsabile

Sicurezza, rispetto dello spot e normative

Moli, porti e scogliere possono diventare pericolosi con buio, vento e mare in aumento. La sessione va pianificata considerando accessi, vie di rientro, altezza sul livello dell’acqua e possibilità di usare il guadino in sicurezza.

Prima dell’uscita

  • Controlla previsioni marine, vento e altezza d’onda.
  • Verifica accessi, orari, ordinanze e zone interdette.
  • Comunica lo spot a una persona quando peschi da solo.
  • Porta torcia frontale e una luce di riserva.

Durante la pesca

  • Usa calzature con buona aderenza.
  • Non voltare le spalle alle onde su scogliere esposte.
  • Proteggi gli occhi durante lancio e disincaglio.
  • Maneggia con attenzione le corone degli egi.

Rispetto dell’ambiente

  • Recupera fili, confezioni e artificiali danneggiati.
  • Non ostacolare passaggi e attività portuali.
  • Rispetta limiti, misure, divieti e aree protette.
  • Tratta rapidamente e correttamente eventuali catture da rilasciare.

Prima di pescare consulta le disposizioni aggiornate. Sul blog Demon trovi sia la panoramica su licenze e normative della pesca in Italia, sia l’approfondimento sulle normative della pesca in mare nel 2026. Il regolamento ufficiale, l’ordinanza portuale e le disposizioni dell’area in cui peschi restano sempre il riferimento operativo.

In porto non dare nulla per scontato: la presenza di altri pescatori non dimostra che la pesca sia consentita. Controlla sempre segnaletica, ordinanze della Capitaneria e limitazioni temporanee.

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Preparazione pratica

Checklist per una battuta di eging

Attrezzatura principale

  • Canna compatibile con le misure di egi.
  • Mulinello con frizione controllata.
  • Trecciato senza abrasioni o parrucche.
  • Leader in fluorocarbon già collegato.

Egi

  • Almeno due misure differenti.
  • Shallow, normal e deep secondo lo spot.
  • Colori naturali e ad alto contrasto.
  • Corone dritte, pulite e protette nel trasporto.

Accessori

  • Guadino con manico adeguato.
  • Pinza, forbice e leader di ricambio.
  • Torcia frontale e batterie di riserva.
  • Panno, acqua e contenitore per la cattura.

Sicurezza e regole

  • Previsioni marine verificate.
  • Calzature adatte allo spot.
  • Accesso e ordinanze controllati.
  • Rifiuti e fili da riportare a casa.
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Domande frequenti

FAQ sulla pesca a eging

Qual è la misura di egi migliore per iniziare?

Una 3.0 normal è spesso il compromesso più semplice tra lancio, controllo e versatilità. Aggiungi una 2.5 shallow per acqua bassa e una 3.5 normal o deep per vento, corrente e maggiore profondità.

Posso usare una canna da spinning per l’eging?

Per iniziare può funzionare una canna leggera con casting compatibile, ma una canna specifica da eging gestisce meglio misura dell’esca, richiami e recupero progressivo. Evita fusti troppo rigidi o pesanti, che affaticano e aumentano il rischio di slamatura.

L’egi deve sempre arrivare sul fondo?

No. Il fondo è importante soprattutto per la ricerca delle seppie, ma calamari e totani possono trovarsi a mezz’acqua. Dopo aver stimato la profondità, esplora quote differenti riducendo il tempo di discesa.

Qual è il trecciato più adatto?

PE 0.4–0.8 copre molti assetti da riva. I diametri più sottili aumentano sensibilità e distanza; quelli più robusti offrono maggiore margine con ostacoli e corrente. Segui sempre il range dichiarato sulla canna.

Quanto deve essere lungo il finale?

Circa 1–2,5 metri è un intervallo pratico. Un leader più lungo aumenta la protezione e separa maggiormente il trecciato dall’esca; uno più corto semplifica lancio e controllo. Adatta lunghezza e diametro allo spot.

Meglio snap o nodo diretto?

Uno snap piccolo e specifico velocizza il cambio degli egi. Il nodo diretto riduce al minimo i componenti. In entrambi i casi evita accessori pesanti che possono modificare la caduta dell’artificiale.

Glow e UV sono la stessa cosa?

No. Il glow accumula luce e continua a emetterla per un periodo; le finiture UV o Keimura fluorescono quando ricevono radiazione ultravioletta. Possono essere efficaci in condizioni diverse.

Come capisco che il cefalopode ha preso l’egi?

Osserva se il filo si ferma, accelera, devia o si alleggerisce. Puoi anche percepire un peso crescente invece di un colpo. Recupera il lasco e aumenta la pressione progressivamente.

Qual è l’orario migliore per pescare a eging?

Alba, tramonto e notte sono spesso favorevoli, ma non esiste un orario universale. Profondità, foraggio, corrente, trasparenza e caratteristiche locali possono rendere produttive anche le ore diurne.

Gli occhiali polarizzati servono nell’eging?

Di giorno possono ridurre i riflessi superficiali e aiutare a osservare ostacoli, cambi di fondale, corrente e seguimenti dell’esca. Non permettono però di vedere a qualsiasi profondità e non sostituiscono prudenza e lettura del filo.

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Cluster pesca sportiva

Approfondimenti consigliati

Questi articoli del blog Demon completano la guida senza duplicarne il focus tecnico.

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