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Strada delle 52 Gallerie: itinerario, difficoltà, storia e consigli per il trekking sul Pasubio

La Strada delle 52 Gallerie, o Strada della Prima Armata, è una storica mulattiera militare del Monte Pasubio: circa 6,5 km di salita tra roccia, passaggi esposti e 52 tunnel scavati durante la Prima Guerra Mondiale. Questa guida raccoglie dati tecnici, storia, accesso, attrezzatura, sicurezza, rientro dagli Scarubbi e informazioni pratiche per organizzare l’escursione con maggiore consapevolezza.

Guida aggiornata al 2026. Le condizioni in montagna e l’accessibilità del percorso possono cambiare: prima della partenza verifica sempre gli avvisi locali e lo stato dei sentieri.
52Gallerie scavate nella roccia
6,5 kmSviluppo della strada storica
2,3 kmCirca, complessivamente in galleria
≈ 784 mDislivello in salita indicato dal CAI Schio
EEDifficoltà CAI: escursionisti esperti
Scheda tecnica

Strada delle 52 Gallerie: lunghezza, dislivello, tempi e difficoltà

La Strada delle 52 Gallerie parte da Bocchetta Campiglia, circa 1.216 m, e raggiunge le Porte del Pasubio e il Rifugio Achille Papa, 1.928 m. Il sentiero CAI 366 è classificato EE – Escursionisti Esperti. Il CAI Schio indica circa tre ore per la salita; per l’anello con discesa dalla Strada degli Scarubbi è prudente prevedere diverse ore in più, soste escluse.

Voce Dato indicativo Cosa significa sul campo
Partenza Bocchetta Campiglia, 1.216 m Accesso classico dal Passo Xomo, con parcheggi a pagamento nella zona.
Arrivo della salita Porte del Pasubio / Rifugio Achille Papa, 1.928 m Punto naturale per la sosta prima del rientro o di eventuali estensioni.
Lunghezza strada storica Circa 6,5 km È la sola salita delle 52 Gallerie, non la lunghezza dell’intero anello.
Sviluppo in galleria Circa 2,3 km Una parte significativa del percorso si svolge al buio, su fondo spesso umido.
Dislivello Circa 750-800 m Salita continua e fisicamente impegnativa, soprattutto se non si è allenati.
Tempo di salita Circa 3 ore Stima CAI: aggiungi margine per fotografie, affollamento, gallerie e condizioni del terreno.
Difficoltà EE Non è una semplice passeggiata turistica: servono esperienza, passo sicuro e attrezzatura adeguata.
Rientro classico Sentiero 370, Strada degli Scarubbi Itinerario di difficoltà E, generalmente utilizzato in discesa per chiudere l’anello.

Da non confondere: i circa 6,5 km sono lo sviluppo della Strada delle 52 Gallerie in salita. Se scendi dagli Scarubbi, la giornata complessiva diventa sensibilmente più lunga. Distanza e dislivello totali variano in base alle scorciatoie, alle estensioni e al punto esatto di partenza.

Questa distinzione è importante perché molte descrizioni online mostrano valori diversi: alcune misurano la sola Strada delle Gallerie, altre l’anello completo, altre ancora includono deviazioni verso la Zona Sacra, Cima Palon o i Denti Italiano e Austriaco. Prima di confrontare chilometri e tempi, controlla quindi sempre quale itinerario è stato effettivamente registrato.

Per approfondire come interpretare distanza, profilo e dislivello prima di seguire un file digitale, può essere utile la guida DEMON su come leggere una traccia GPX: dislivello, tempi e punti critici.

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Percorso passo per passo

Itinerario della Strada delle 52 Gallerie: da Bocchetta Campiglia al Rifugio Papa

L’itinerario classico segue il sentiero CAI 366 da Bocchetta Campiglia alle Porte del Pasubio. La salita alterna tratti esterni e gallerie scavate nella roccia, alcune lunghe, curve e completamente buie. Raggiunto il Rifugio Achille Papa, il rientro più comune avviene lungo la Strada degli Scarubbi, sentiero CAI 370.

1. Partenza da Bocchetta Campiglia

La partenza classica è a Bocchetta Campiglia, sopra il Passo Xomo. È qui che l’escursione cambia subito carattere: dopo i primi tornanti si entra nel sistema della storica mulattiera militare, con la montagna che si apre in cenge, guglie, canaloni e pareti. Il primo tratto permette di capire immediatamente perché la Strada delle 52 Gallerie non vada valutata soltanto in base ai chilometri.

La progressione è costante. Anche quando la pendenza non sembra estrema, il dislivello si accumula e il ritmo può essere rallentato dalla presenza di altri escursionisti, dalla necessità di accendere e spegnere la lampada, dalle fotografie e dai passaggi umidi all’interno delle gallerie. Conviene partire con un passo regolare, senza “bruciare” energie nella prima ora.

2. Il ritmo delle prime gallerie

Le prime gallerie introducono il tratto più caratteristico dell’escursione: pochi minuti alla luce, ingresso nella roccia, adattamento degli occhi al buio, uscita su un nuovo balcone naturale e poi di nuovo dentro la montagna. Il percorso ha una forte componente sensoriale: luce, temperatura, umidità e percezione dello spazio cambiano continuamente.

In questo tratto una lampada frontale è molto più pratica della torcia del telefono. Lascia libere le mani, permette di illuminare il terreno in modo continuo e non consuma la batteria dello smartphone, che può servire per mappe, comunicazioni e gestione di eventuali imprevisti. Una piccola luce di riserva o batterie cariche aggiungono margine.

3. La parte centrale: continuità e concentrazione

Nella parte centrale la salita continua tra opere scavate nella roccia e tratti aperti. Non serve tecnica alpinistica, ma occorre mantenere attenzione: il fondo può essere irregolare, bagnato o scivoloso, mentre all’esterno ci sono punti esposti dove è necessario procedere con passo controllato e senza distrazioni.

Questa è anche la parte in cui l’escursionista comprende meglio la logica militare della strada. Il tracciato non cerca semplicemente la linea più breve verso l’alto: sfrutta la morfologia del versante per mantenersi protetto, entra nella montagna, torna all’esterno e guadagna quota con soluzioni ingegneristiche che ancora oggi sorprendono.

4. Verso le Porte del Pasubio

Negli ultimi tratti la quota si avvicina ai 2.000 metri. Il paesaggio diventa più aperto e severo; vento, nuvole e temperatura possono essere molto diversi rispetto al parcheggio. Non è raro che una giornata calda a valle richieda comunque uno strato aggiuntivo in quota o all’interno delle gallerie.

Le ultime gallerie conducono alle Porte del Pasubio e quindi al Rifugio Generale Achille Papa. Il rifugio non è soltanto la “fine della salita”: è uno snodo importante della rete di sentieri del Pasubio e un punto di riferimento per chi prosegue verso la Zona Sacra o altri itinerari.

5. Rientro dalla Strada degli Scarubbi

Per chi vuole compiere l’anello classico, la discesa avviene normalmente lungo la Strada degli Scarubbi, sentiero CAI 370. Il CAI Schio la classifica E e la descrive come il percorso abitualmente utilizzato in discesa dagli escursionisti che hanno raggiunto le Porte del Pasubio attraverso le 52 Gallerie.

La discesa può sembrare mentalmente più semplice perché si è fuori dalle gallerie, ma arriva quando gambe e concentrazione sono già affaticate. Non ridurre troppo l’attenzione: ghiaia, scorciatoie, fondo irregolare e stanchezza possono incidere sulla stabilità. Conservare energia per il rientro è parte della pianificazione.

SalitaSentiero CAI 366 · 52 Gallerie · difficoltà EE.
SostaPorte del Pasubio · Rifugio Achille Papa · 1.928 m.
DiscesaSentiero CAI 370 · Strada degli Scarubbi · difficoltà E.

Se usi il telefono per orientarti, scarica prima le mappe offline e non affidarti a una singola app. La guida DEMON dedicata alle app trekking, mappe offline, GPS e tracce GPX spiega perché una traccia digitale è uno strumento utile ma non sostituisce la verifica delle condizioni reali.

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Dentro la montagna

Le 52 gallerie del Pasubio: quali sono le più famose e cosa aspettarsi

Le gallerie non sono una sequenza uniforme di tunnel uguali. Cambiano lunghezza, pendenza, andamento, luminosità e forma. Alcune si attraversano rapidamente, altre richiedono più tempo e attenzione. Tutte fanno parte della logica della mulattiera militare, progettata per far transitare uomini, materiali e animali da soma lungo un versante ripido e protetto dal tiro avversario.

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Galleria n. 1: l’ingresso nella storia

La prima galleria segna il vero ingresso nel sistema della Strada della Prima Armata. È il passaggio che introduce alla successione di opere scavate nella roccia e ai pannelli che aiutano a leggere il contesto storico del percorso.

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Galleria n. 19: la più lunga e spettacolare

La n. 19, dedicata a Vittorio Emanuele III, è generalmente indicata come la galleria più lunga, circa 320 metri. Il suo sviluppo elicoidale, con tornanti interni, permette di guadagnare quota all’interno di un torrione roccioso. È uno dei punti più iconici dell’intero itinerario e richiede una buona lampada.

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Galleria n. 20: ancora una soluzione elicoidale

Anche la galleria successiva sfrutta la roccia per superare un notevole dislivello con un andamento avvolto su sé stesso. È un’altra dimostrazione di come il percorso sia stato progettato non soltanto scavando, ma adattando la geometria della strada alla struttura del monte.

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Il tratto alto: quota, vento e panorama

Verso la parte finale della strada si raggiungono le quote più elevate del percorso, attorno ai 2.000 metri. Qui l’escursione cambia nuovamente volto: aumenta l’esposizione agli elementi e le aperture sulla montagna diventano più ampie. È un buon momento per controllare energie, meteo e orario prima di proseguire verso il rifugio.

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Le ultime gallerie e l’arrivo alle Porte del Pasubio

Le ultime opere accompagnano verso le Porte del Pasubio. L’uscita dal sistema delle gallerie ha un forte impatto perché conclude una salita lunga e molto particolare, ma la giornata non è finita: restano la sosta, l’eventuale estensione e soprattutto il rientro.

Curiosità storica: le attuali 52 gallerie non corrispondono esattamente al primo elenco redatto durante la guerra. Le opere poi numerate 49 e 50 furono realizzate in una fase successiva; questo dettaglio aiuta a capire che il tracciato continuò a essere completato e adattato anche dopo la partenza della 33ª Compagnia Minatori.

Perché la luce dello smartphone non è la scelta migliore

La luce del telefono può essere utile come emergenza, ma non dovrebbe essere la fonte principale. Nelle gallerie lunghe hai bisogno di vedere il fondo con continuità, mantenere le mani libere e conservare la batteria del dispositivo per la navigazione o le comunicazioni. Una frontale affidabile, con carica verificata prima della partenza, è molto più adatta.

Umidità, altezza del soffitto e passaggio di altri escursionisti

All’interno il fondo può essere umido e la volta può cambiare altezza. Evita di camminare fissando soltanto i piedi: alterna lo sguardo tra terreno e spazio davanti a te, soprattutto nei tratti curvi. Quando incroci o raggiungi altri escursionisti, riduci il ritmo e non abbagliarli direttamente con la frontale.

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Grande Guerra

Storia della Strada delle 52 Gallerie: perché fu costruita nel 1917

La Strada delle 52 Gallerie fu realizzata nel 1917 per creare un collegamento protetto tra le retrovie italiane e la zona sommitale del Pasubio. La strada esistente degli Scarubbi era più esposta al tiro austro-ungarico; la nuova mulattiera sfruttava invece il versante meridionale e lunghi tratti scavati nella roccia.

Il Monte Pasubio fu uno dei settori più duramente contesi del fronte alpino durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo l’offensiva austro-ungarica del 1916, garantire rifornimenti, munizioni, materiali e movimenti verso le posizioni italiane in quota diventò una necessità strategica. La logistica di montagna, già difficile per neve, pendenze e clima, era resa ancora più complessa dalla possibilità di essere osservati e colpiti.

Un’opera costruita in pochi mesi

I lavori iniziarono il 6 febbraio 1917 e furono portati avanti nel corso dello stesso anno. La realizzazione è legata soprattutto alla 33ª Compagnia Minatori del Genio, affiancata da centurie di lavoratori. La rapidità dell’esecuzione, rapportata alla lunghezza della strada e alla quantità di roccia scavata, è uno dei motivi per cui l’opera viene ancora oggi considerata un capolavoro di ingegneria militare.

La progettazione non rispondeva a criteri turistici o panoramici. Ogni tornante, galleria e taglio nella roccia aveva una funzione pratica: mantenere la via il più possibile defilata, superare ostacoli morfologici, contenere le pendenze e permettere il transito di uomini e salmerie. Oggi proprio questa funzione originaria crea l’esperienza escursionistica unica del percorso.

Giuseppe Zappa e Corrado Picone

Tra le figure legate ai lavori compaiono il tenente Giuseppe Zappa e il capitano Corrado Picone. Le dediche delle gallerie, le targhe e la documentazione storica trasformano la salita in un vero itinerario della memoria. Non si cammina soltanto “dentro 52 tunnel”: si attraversa un’infrastruttura militare in cui ogni opera è parte di un sistema più ampio.

Dal fronte alla memoria

Dopo la guerra il Pasubio è diventato un grande paesaggio storico. Trincee, strade militari, cimiteri, gallerie e resti di baraccamenti costituiscono oggi una rete di testimonianze che permette di leggere il territorio oltre la sua bellezza naturale. La Strada delle 52 Gallerie è probabilmente l’elemento più noto di questo patrimonio, ma acquista ancora più significato se collegata alla Zona Sacra e agli altri luoghi del massiccio.

Il modo migliore per percorrerla è quindi con un doppio sguardo: tecnico, perché resta un itinerario di montagna classificato EE; storico, perché il tracciato è nato da esigenze belliche e dal lavoro di uomini che operarono in condizioni estremamente dure. Questo equilibrio evita di trasformare il luogo in una semplice attrazione scenografica.

Un museo all’aperto: la Provincia di Vicenza e l’Ecomuseo della Grande Guerra valorizzano il Pasubio come parte di un sistema di luoghi storici delle Prealpi Vicentine. Leggere i pannelli e le dediche durante il cammino restituisce profondità a ciò che si osserva.

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Preparazione e sicurezza

Quanto è difficile la Strada delle 52 Gallerie? Cosa significa EE

Il CAI Schio classifica il sentiero 366 come EE – Escursionisti Esperti. Non richiede attrezzatura da ferrata lungo la strada ordinaria, ma presenta ambiente impervio, tratti esposti, gallerie buie e umide, dislivello importante e condizioni che richiedono esperienza, equipaggiamento adeguato e capacità di valutare il meteo.

Definire il percorso semplicemente “medio” può essere fuorviante. La difficoltà tecnica dei singoli passi non è estrema, ma la combinazione di fattori richiede attenzione: continuità della salita, buio, terreno irregolare, soffitti variabili, tratti aerei, possibile affollamento, quota e rientro lungo. Una persona allenata e abituata ai sentieri alpini può percepirlo come gestibile; chi non ha esperienza in montagna può trovarlo molto più impegnativo del previsto.

I cinque fattori da valutare prima di partire

  • Passo sicuro: devi muoverti con tranquillità su fondo roccioso e in alcuni tratti esposti, senza bisogno di parapetti continui.
  • Buio: alcune gallerie sono lunghe e curve; la lampada frontale non è un accessorio opzionale.
  • Allenamento: 750-800 metri circa di salita, seguiti dalla discesa, richiedono resistenza e gestione delle energie.
  • Meteo: vento, temporali, pioggia, nebbia e residui nevosi possono cambiare radicalmente la difficoltà.
  • Autonomia: abbigliamento, acqua, alimentazione, navigazione e margine orario vanno pianificati prima della partenza.

Attrezzatura consigliata

Essenziale

Scarpe da trekking con buona aderenza, lampada frontale affidabile, acqua, strato caldo, guscio antivento/antipioggia, telefono carico, mappa o traccia offline.

Utile come margine

Seconda luce o batterie, power bank compatto, bastoncini per il rientro se li usi abitualmente, piccolo kit di primo soccorso, protezione solare e copricapo.

In galleria è facile sottovalutare la differenza di temperatura rispetto ai tratti al sole. Portare uno strato leggero aggiuntivo consente di gestire meglio il passaggio continuo tra esterno e interno. Allo stesso modo, un guscio impermeabile non serve soltanto in caso di pioggia: può essere utile contro vento e rapido raffreddamento in quota.

Errori comuni sulla Strada delle 52 Gallerie

  1. Partire tardi e consumare il margine orario già in salita.
  2. Usare solo la torcia del telefono, riducendo autonomia della batteria.
  3. Guardare soltanto i chilometri e non considerare dislivello, fondo e rientro.
  4. Sottovalutare il meteo perché il cielo è sereno al parcheggio.
  5. Portare poca acqua confidando in rifornimenti non verificati.
  6. Accelerare in discesa quando gambe e concentrazione sono già affaticate.
  7. Entrare in deviazioni o cavità laterali che non fanno parte del percorso escursionistico principale.

Se vuoi approfondire gli errori di pianificazione più frequenti, DEMON ha pubblicato anche una guida su perché aumentano i soccorsi in montagna e quali errori evitare.

Biciclette: il transito è vietato

La Strada delle 52 Gallerie è un itinerario escursionistico da percorrere a piedi. Il transito in bicicletta è vietato; il divieto è legato alla conformazione del tracciato e a gravi incidenti avvenuti in passato. Non va quindi trattata come un percorso MTB o gravel, anche se alcune mappe digitali possono mostrare strade militari nell’area.

Regola pratica: una traccia GPX o una mappa online non autorizzano il transito e non certificano la percorribilità. Per divieti, chiusure temporanee e manutenzioni fanno fede gli avvisi e le indicazioni locali aggiornate.

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Stagione e condizioni

Quando fare la Strada delle 52 Gallerie: periodo migliore, neve e meteo

Il periodo più favorevole coincide normalmente con la stagione escursionistica senza neve, ma non esiste una data fissa valida ogni anno. Sul Pasubio possono restare neve o ghiaccio agli imbocchi e nei tratti in ombra, mentre temporali, vento e nebbia possono rendere il percorso inadeguato anche in piena estate.

Fine primavera

È la fase in cui bisogna essere più prudenti con l’idea che “a valle è già estate”. Residui di neve possono persistere in quota o presso gli ingressi delle gallerie. La reale percorribilità dipende dall’inverno trascorso, dall’esposizione e dalle temperature delle settimane precedenti. Prima di partire verifica le informazioni locali, non soltanto la previsione del comune a fondovalle.

Estate

L’estate è il periodo di massima frequentazione. Le giornate lunghe aiutano a gestire l’orario, ma aumentano affollamento e rischio di partire nelle ore più calde. Un avvio mattutino offre in genere più margine e riduce la probabilità di affrontare la parte alta nelle ore in cui possono svilupparsi temporali pomeridiani.

Inizio autunno

Può offrire giornate limpide e meno affollate, ma luce disponibile e temperature diminuiscono. Diventa ancora più importante calcolare tempi realistici e portare strati caldi. Il fatto che il rifugio o il parcheggio siano accessibili non significa automaticamente che ogni tratto del sentiero sia nelle condizioni ideali.

Inverno e condizioni nevose

Con neve, ghiaccio o condizioni invernali la natura del percorso cambia completamente. Le gallerie possono avere accessi parzialmente ostruiti, i tratti esterni diventano più delicati e il normale equipaggiamento da trekking estivo non è sufficiente. In queste condizioni non va improvvisato un tentativo “perché la strada è famosa e segnata”.

Per il meteo della montagna veneta è preferibile consultare un bollettino specifico come Dolomiti Meteo di ARPAV, oltre agli avvisi locali sull’accessibilità. Il bollettino generale di una città vicina non descrive necessariamente ciò che accade a quasi 2.000 metri.

Aggiornamento 2026: il Comune di Valli del Pasubio ha pubblicato anche chiusure temporanee per lavori di manutenzione nel corso dell’anno. Questo è un promemoria concreto: la strada può essere soggetta a provvedimenti temporanei, quindi il controllo prima della partenza è parte dell’escursione.

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Logistica

Come arrivare alla Strada delle 52 Gallerie e dove parcheggiare

Il punto di riferimento è Passo Xomo. Da qui si prosegue verso Bocchetta Campiglia, dove si trovano i parcheggi utilizzati per l’accesso alla Strada delle 52 Gallerie. Il portale turistico di Valli del Pasubio indica l’accesso dalla SS46, con deviazione in località Ponte Verde verso Passo Xomo e quindi Bocchetta Campiglia.

La strada di accesso in montagna è più stretta e tortuosa rispetto a una normale viabilità urbana. Nei fine settimana estivi e nelle giornate di bel tempo l’affluenza può essere elevata. Arrivare presto non serve soltanto a trovare parcheggio: permette di iniziare con più margine orario e di affrontare la salita prima delle ore più calde.

Parcheggio a Bocchetta Campiglia

Le fonti locali indicano un parcheggio a pagamento a Bocchetta Campiglia. Tariffe e modalità di pagamento possono cambiare, quindi è meglio non basare l’organizzazione su informazioni datate viste in recensioni o tracce caricate anni fa. Porta comunque un metodo di pagamento alternativo e verifica le indicazioni presenti sul posto.

È possibile partire dal Passo Xomo?

Sì, esistono collegamenti escursionistici tra Passo Xomo e Bocchetta Campiglia, ma il punto classico da cui viene descritta la Strada delle 52 Gallerie è Bocchetta Campiglia. Se parti più in basso, ricordati che aumentano distanza e tempo totale della giornata.

Accessibilità aggiornata

VisitSchio consiglia espressamente di verificare in anticipo le condizioni e l’accessibilità contattando le realtà locali, tra cui CAI Schio e Rifugio Papa. È una buona pratica soprattutto a inizio stagione, dopo periodi di maltempo o quando sono in corso manutenzioni.

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Punto d’appoggio

Rifugio Achille Papa: quota, apertura e cosa sapere

Il Rifugio Generale Achille Papa si trova alle Porte del Pasubio, a 1.928 metri, nel punto di arrivo della Strada delle 52 Gallerie. È un rifugio CAI della Sezione di Schio e rappresenta il principale punto d’appoggio dell’itinerario.

Per il 2026 il CAI Schio indica apertura quotidiana dal 29 maggio al 18 ottobre, con ulteriori aperture nel fine settimana dal 23 ottobre all’8 novembre. Le date cambiano di anno in anno: se stai leggendo questa guida in una stagione successiva, controlla sempre il calendario ufficiale.

Il rifugio è il luogo naturale per una pausa, ma non deve diventare l’unico piano per acqua, cibo o gestione dell’emergenza. Può essere affollato, può essere chiuso fuori stagione e in montagna le condizioni operative possono cambiare. Parti quindi con una dotazione adeguata alla durata dell’intera escursione.

Se vuoi organizzare meglio l’idratazione in base a durata, caldo e dislivello, leggi anche la guida DEMON su quanta acqua portare in montagna e come pianificare i rifornimenti.

Posso portare il cane al Rifugio Papa?

La pagina ufficiale del Rifugio Papa riporta attualmente “animali non ammessi”. Se vuoi percorrere la zona con un cane, verifica in anticipo sia le regole del rifugio sia eventuali indicazioni locali sul percorso. A prescindere dalle regole, buio, fondo roccioso, affollamento e tratti esposti rendono necessaria una valutazione molto prudente dell’idoneità dell’animale.

Consiglio: se desideri pernottare, non dare per scontata la disponibilità. Prenota direttamente attraverso i canali ufficiali del rifugio e verifica le condizioni dell’itinerario prima del viaggio.

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Video e traccia

Guarda il percorso e studia la traccia prima dell’escursione

Un video aiuta a capire la morfologia del percorso, mentre una traccia digitale è utile per leggere distanza e profilo. Nessuno dei due sostituisce però la verifica delle condizioni attuali, della segnaletica e degli eventuali divieti.

Traccia sull’app Komoot: Strada delle 52 Gallerie
Occhiali da montagna per trekking ed escursionismo

Un’escursione lunga, luminosa e ricca di passaggi in ombra richiede protezione, comfort e visione stabile.

Una traccia non è una garanzia di sicurezza

Le piattaforme outdoor contengono itinerari registrati da utenti, guide o organizzazioni. Possono essere preziose per pianificare, ma i dati variano in base al dispositivo e alla variante seguita. Verifica sempre se la traccia include la sola salita, l’anello con gli Scarubbi o estensioni verso la Zona Sacra.

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Paesaggio alpino

Paesaggio, flora e fauna del Monte Pasubio

Uno dei motivi per cui la Strada delle 52 Gallerie lascia un ricordo così forte è il contrasto tra l’origine militare dell’opera e il paesaggio che oggi la circonda. Il tracciato attraversa il versante meridionale del Pasubio tra pareti calcaree, canaloni, cenge, prati e aperture panoramiche sulle Prealpi Vicentine.

La natura cambia con quota, esposizione e stagione. Nei tratti più bassi il paesaggio è più vegetato; salendo, roccia e praterie montane diventano dominanti. In primavera e in estate la fioritura delle specie alpine aggiunge colore ai versanti, mentre in autunno la luce più radente accentua forme e stratificazioni della montagna.

Fauna: osservare senza inseguire

Nel massiccio del Pasubio è possibile osservare fauna tipica dell’ambiente prealpino e alpino. Gli avvistamenti non sono garantiti e dipendono da orario, stagione, disturbo e fortuna. Il comportamento corretto è mantenere distanza, non inseguire gli animali e non usare cibo per attirarli.

Flora: un ambiente delicato

Le specie vegetali di quota vivono in condizioni difficili, tra suoli sottili, vento e forti variazioni di temperatura. Restare sui percorsi e non raccogliere fiori aiuta a proteggere habitat che possono sembrare robusti ma sono spesso fragili. Il valore del Pasubio non è soltanto storico: è anche geologico, paesaggistico e naturalistico.

Luce e roccia

Le pareti chiare e le aperture improvvise creano forti contrasti tra zone esterne luminose e interno delle gallerie.

Silenzio e memoria

Fuori dai momenti di maggiore affluenza, il paesaggio aiuta a percepire il rapporto tra natura, opera umana e storia del fronte.

Perché visitare la Strada delle 52 Gallerie almeno una volta

Perché combina elementi che raramente si trovano insieme con la stessa intensità: un percorso fisicamente significativo, un’opera di ingegneria militare fuori dal comune, un ambiente di montagna spettacolare e una memoria storica ancora leggibile direttamente nel territorio. L’escursione non è soltanto “bella”: è un’esperienza che acquista valore quanto più la si prepara e la si comprende.

Il Pasubio è anche protagonista di eventi e itinerari sportivi contemporanei. Per chi è interessato al rapporto tra corsa, territorio e storia, può essere interessante l’approfondimento DEMON sulla Maratona Alpina 2026 e il passaggio sulla Strada delle 52 Gallerie.

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Comfort visivo in escursione

Protezione degli occhi sulla Strada delle 52 Gallerie: luce, vento e cambi di luminosità

Il percorso alterna continuamente sole, ombra e buio. All’esterno, soprattutto nelle ore centrali, luce intensa e riflessi sulla roccia possono affaticare gli occhi. All’interno delle gallerie, invece, la priorità diventa leggere bene il terreno con la lampada frontale.

Un occhiale sportivo da montagna deve prima di tutto offrire protezione UV, stabilità sul viso e comfort durante molte ore di cammino. Su itinerari con forte variabilità di luce, l’utente può preferire una lente versatile; la scelta dipende però dalle condizioni reali, dalla sensibilità personale e dal tipo di utilizzo.

Nei tratti aperti

Una lente con protezione UV aiuta a schermare la radiazione solare e ridurre il fastidio da luce intensa, vento e pulviscolo.

Nelle gallerie

La lampada frontale resta indispensabile. Se la lente è troppo scura per il tratto interno, valuta con attenzione la gestione dell’occhiale senza compromettere stabilità e sicurezza.

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Dubbi frequenti

Strada delle 52 Gallerie con bambini, cane o persone che soffrono il buio

È adatta ai bambini?

La classificazione EE, il dislivello, i tratti esposti e le gallerie buie indicano che non è una semplice passeggiata per famiglie. L’idoneità dipende dall’età, dall’esperienza reale del ragazzo e dalla sua capacità di camminare in autonomia per diverse ore mantenendo attenzione. Passeggini e soluzioni che limitano la visibilità o l’equilibrio dell’adulto non sono coerenti con la natura del percorso.

È adatta a chi soffre di claustrofobia?

Alcune gallerie sono lunghe, curve e completamente buie. Chi prova disagio marcato in spazi chiusi dovrebbe considerare seriamente questo aspetto prima di partire. Non è possibile “saltare” in modo semplice e sicuro tutte le gallerie restando sul normale itinerario.

Si può andare con il cane?

Oltre a verificare eventuali regole locali, bisogna valutare buio, rumore, affollamento, fondo roccioso e tratti esposti. Inoltre il Rifugio Achille Papa indica attualmente che gli animali non sono ammessi. Se l’obiettivo comprende una sosta o un pernottamento, questa informazione va considerata già in fase di pianificazione.

È adatta a chi soffre di vertigini?

La strada presenta tratti esposti e visuali aperte su pendii ripidi. Il grado di esposizione percepito è soggettivo: chi ha una forte paura del vuoto può trovarsi in difficoltà anche se il fondo è largo. Se non conosci la tua reazione su sentieri di questo tipo, è meglio scegliere prima un itinerario più semplice o farsi accompagnare da una persona qualificata.

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Informazioni utili

Domande frequenti sulla Strada delle 52 Gallerie

Quanto tempo ci vuole per fare la Strada delle 52 Gallerie?

Il CAI Schio indica circa 3 ore per il sentiero 366 da Bocchetta Campiglia al Rifugio Papa. Per l’anello con discesa dagli Scarubbi serve più tempo: considera soste, affollamento, condizioni del terreno e livello del gruppo.

Quanto è lunga la Strada delle 52 Gallerie?

La strada storica misura circa 6,5 km. Di questi, circa 2,3 km si sviluppano complessivamente all’interno delle gallerie. L’anello completo con rientro dagli Scarubbi è più lungo.

Qual è il dislivello della Strada delle 52 Gallerie?

Si considerano normalmente circa 750-800 metri di salita. La scheda del CAI Schio per il sentiero 366 indica 784 m di salita complessiva e 72 m di discesa lungo il tracciato fino al Rifugio Papa.

Serve una torcia per le 52 Gallerie?

Sì. Una lampada frontale affidabile è indispensabile perché alcune gallerie sono lunghe, curve e prive di luce naturale. È consigliabile avere anche una fonte luminosa di riserva.

Qual è la galleria più lunga?

La galleria n. 19, Vittorio Emanuele III, è indicata come la più lunga con circa 320 metri di sviluppo. È famosa anche per il percorso elicoidale con tornanti interni.

La Strada delle 52 Gallerie è difficile?

È classificata EE – Escursionisti Esperti dal CAI Schio. Non richiede ferrata lungo l’itinerario ordinario, ma combina dislivello, buio, fondo irregolare, tratti esposti e ambiente di montagna.

Si può fare in bicicletta?

No. Il transito in bicicletta sulla Strada delle 52 Gallerie è vietato. L’itinerario va percorso a piedi nel rispetto delle indicazioni locali.

Dove si parcheggia per le 52 Gallerie?

Il parcheggio classico è a Bocchetta Campiglia, raggiungibile dal Passo Xomo. È un’area a pagamento e può essere molto frequentata nei fine settimana e in estate.

Quando è aperto il Rifugio Achille Papa?

Le date cambiano ogni anno. Per il 2026 il CAI Schio indica apertura quotidiana dal 29 maggio al 18 ottobre, con aperture aggiuntive nel fine settimana fino all’8 novembre. Verifica sempre il calendario ufficiale dell’anno in corso.

Qual è il rientro più comune?

Dopo il Rifugio Papa, il rientro classico avviene lungo la Strada degli Scarubbi, sentiero CAI 370, normalmente utilizzata in discesa per tornare verso Bocchetta Campiglia.

La Strada delle 52 Gallerie è aperta tutto l’anno?

No: l’accessibilità reale dipende da neve, ghiaccio, meteo e provvedimenti temporanei. Le fonti locali raccomandano di verificare sempre le condizioni prima della partenza.

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Verifica prima di partire

Fonti ufficiali e aggiornate per la Strada delle 52 Gallerie

Per una guida evergreen è importante distinguere i dati storici dalle informazioni che possono cambiare. Prima dell’escursione controlla sempre condizioni, eventuali chiusure, calendario del rifugio e meteo attraverso fonti istituzionali o direttamente responsabili del territorio.

Prima di partire: controlla meteo, condizioni del percorso, orari e aperture. Se i dati di una traccia o di un articolo non coincidono con un avviso recente dell’ente locale, prevale l’informazione aggiornata.

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In sintesi

Perché la Strada delle 52 Gallerie è uno dei trekking più memorabili del Veneto

La Strada delle 52 Gallerie non è soltanto un percorso spettacolare scavato nella roccia. È un itinerario in cui storia, ingegneria, montagna e memoria si sovrappongono per oltre sei chilometri di salita. Ogni galleria spiega qualcosa del terreno e delle esigenze per cui la strada fu progettata; ogni tratto esterno ricorda quanto il Pasubio sia un ambiente alpino da rispettare.

Per viverla bene servono preparazione e tempo. Una frontale affidabile, calzature adeguate, acqua, strati per il freddo, una previsione meteo specifica e un margine orario generoso sono più importanti di qualsiasi “record” di percorrenza. La classificazione EE va presa sul serio: l’assenza di passaggi alpinistici complessi non trasforma il sentiero in una passeggiata.

Se pianificata con consapevolezza, la salita da Bocchetta Campiglia al Rifugio Papa e il rientro dagli Scarubbi compongono una delle giornate escursionistiche più complete delle Prealpi Vicentine. La soddisfazione non deriva soltanto dall’arrivare alla fine, ma dal comprendere ciò che si attraversa.

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