Lavaredo Ultra Trail: guida completa a gare, percorsi, risultati 2026 e edizione 2027
La Lavaredo Ultra Trail, oggi La Sportiva Lavaredo Ultra Trail by UTMB®, è uno degli appuntamenti di trail running più conosciuti delle Dolomiti. Nata nel 2007 e sviluppata tra Cortina d’Ampezzo, Auronzo di Cadore e alcuni dei paesaggi più iconici delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, propone cinque distanze: 10K, 20K, 50K, 80K e 120K.
Non esiste però una sola “Lavaredo”: cambiano distanza, dislivello, tempo massimo, tecnicità, gestione del materiale, requisiti di accesso e quantità di ore trascorse in montagna. La 10K è la porta d’ingresso più accessibile; la 120K, con 120 km e 5.800 m di dislivello positivo, è la prova regina e richiede esperienza reale nell’ultra trail.
Indice dell’articolo
Una guida pensata sia per chi vuole capire l’evento, sia per chi sta valutando concretamente una delle cinque gare.
Cos’è la Lavaredo Ultra Trail e perché è diventata un riferimento internazionale
In breve: la Lavaredo Ultra Trail è un evento di trail running nato nel 2007 a Cortina d’Ampezzo. Oggi fa parte dell’UTMB World Series e comprende cinque gare da 10 a 120 km, tutte ambientate nelle Dolomiti. La distanza simbolo è la Lavaredo 120K, 120 km con circa 5.800 m di dislivello positivo.
La Lavaredo Ultra Trail si svolge a fine giugno nel cuore delle Dolomiti e combina ciò che rende il trail alpino particolarmente selettivo: lunghi dislivelli, sentieri rocciosi, boschi, passaggi in quota, cambi di temperatura, discese tecniche e un ambiente che richiede attenzione continua.
La notorietà dell’evento non dipende soltanto dai chilometri. Il suo carattere nasce soprattutto dal territorio. Cortina d’Ampezzo è il centro logistico e simbolico della manifestazione; la 80K parte invece dalla Val Marzon, nel territorio di Auronzo di Cadore. La 120K porta i concorrenti verso le Tre Cime di Lavaredo nelle ore dell’alba, uno dei passaggi più riconoscibili dell’intera gara. Il risultato è un’esperienza nella quale il paesaggio non è semplice scenografia: diventa parte della difficoltà tecnica e della gestione mentale.
La manifestazione attuale propone cinque livelli di impegno molto diversi. È importante sottolinearlo perché parlare genericamente di “Lavaredo Ultra Trail” può creare confusione: una 10K da 300 m+ con due ore di tempo massimo e una 120K da 5.800 m+ con trenta ore di tempo massimo appartengono allo stesso evento, ma richiedono preparazione, autonomia e capacità di gestione profondamente differenti.
Rocce, ghiaia, single track, boschi, tratti aperti e discese richiedono lettura del terreno e adattamento costante.
Sulle distanze lunghe la qualità decisiva è distribuire sforzo, alimentazione, idratazione, materiale e concentrazione nel tempo.
Dalla 10K alla 120K, ogni distanza permette di vivere l’evento con un livello di impegno diverso e progressivo.
Per chi arriva dalla corsa su strada, il dato da guardare non è soltanto la distanza nominale. Nel trail contano il dislivello positivo, la pendenza, la tecnicità delle discese, la quota, la possibilità di affrontare ore notturne e la capacità di proseguire in modo efficiente quando il passo di corsa si alterna alla camminata veloce. Una 50K di montagna, per esempio, non può essere interpretata come una semplice maratona allungata.
Per chi è già trail runner, la Lavaredo rappresenta invece un banco di prova completo: correre bene significa conoscere il proprio passo sostenibile, saper mangiare e bere mentre si procede, usare l’attrezzatura senza esitazioni, affrontare il maltempo e mantenere precisione nei movimenti quando la fatica aumenta.
Lavaredo Ultra Trail 2027: date, orari e programma delle cinque gare
La prossima La Sportiva Lavaredo Ultra Trail by UTMB® è programmata dal 23 al 27 giugno 2027. La 10K apre il programma mercoledì 23 giugno; seguono 20K il 24, 50K e 120K il 25, e 80K il 26 giugno.
La data è particolarmente utile per chi sta pianificando l’iscrizione con largo anticipo: al momento dell’aggiornamento di questa guida, agosto 2026, l’edizione 2026 è già terminata e la pagina ufficiale ha pubblicato sia il calendario 2027 sia la finestra di preiscrizione per quattro delle cinque distanze.
| Gara | Data 2027 | Ora | Partenza | Tempo massimo |
|---|---|---|---|---|
| Lavaredo 10K | 23 giugno | 19:00 | Cortina d’Ampezzo | 2 ore |
| Lavaredo 20K | 24 giugno | 17:00 | Cortina d’Ampezzo | 4 ore |
| Lavaredo 50K | 25 giugno | 08:00 | Cortina d’Ampezzo | 12 ore |
| Lavaredo 120K | 25 giugno | 23:00 | Cortina d’Ampezzo | 30 ore |
| Lavaredo 80K | 26 giugno | 07:00 | Val Marzon, Auronzo di Cadore | 22 ore |
Da sapere: date, percorsi, materiale e orari operativi possono essere aggiornati dall’organizzazione. Prima della partenza è sempre necessario verificare la scheda ufficiale della propria distanza e il runner guide dell’edizione corrente.
Il calendario crea anche cinque esperienze molto diverse dal punto di vista della luce. La 10K e la 20K partono nel tardo pomeriggio; la 120K scatta alle 23 e introduce immediatamente una lunga fase notturna; 50K e 80K partono al mattino. Questo dettaglio influenza equipaggiamento, temperatura percepita, gestione del sonno e scelta delle lenti per chi utilizza occhiali sportivi.
Per la 120K, la partenza notturna non è un elemento folcloristico ma parte integrante della gara. Significa affrontare le prime ore con lampada frontale, gestire un ritmo prudente quando l’adrenalina della partenza può spingere a esagerare e arrivare alle prime luci del giorno con ancora una parte molto ampia della prova da completare.
La 80K presenta invece una caratteristica logistica unica: è l’unica gara in linea della manifestazione. La partenza avviene in Val Marzon ad Auronzo di Cadore e l’arrivo in Corso Italia a Cortina d’Ampezzo. Chi la sceglie deve quindi considerare con attenzione anche trasferimenti, ritiro pettorale, tempi prima della partenza e indicazioni organizzative sulla logistica.
Perché la Lavaredo Ultra Trail è così speciale
La particolarità della Lavaredo Ultra Trail non è soltanto la distanza, ma l’alternanza continua tra tratti corribili, salite lunghe, discese tecniche, single track, passaggi in quota e panorami aperti sulle Dolomiti. Ogni sezione del percorso richiede una gestione attenta dello sforzo: partire troppo forte può compromettere le ore successive, mentre mantenere ritmo, lucidità e alimentazione costante diventa decisivo.
Nei percorsi più lunghi il cambio di luce, la temperatura in quota e la fatica muscolare rendono la gara ancora più selettiva. Per questo motivo la preparazione non riguarda solo la corsa, ma anche la capacità di muoversi in montagna, gestire il materiale obbligatorio, affrontare condizioni meteo variabili e mantenere concentrazione sui tratti tecnici.
Dolomiti: il terreno detta il ritmo
Su un percorso alpino il ritmo non è lineare. I runner alternano corsa, camminata efficiente in salita, rilanci su tratti più corribili e fasi di controllo in discesa. Il passo al chilometro perde quindi molto del significato che possiede su strada: una strategia realistica deve ragionare per intensità, profilo altimetrico, punti di ristoro, condizioni del fondo e durata prevista.
La roccia dolomitica, la ghiaia e i sentieri irregolari richiedono inoltre precisione. Quando la stanchezza cresce, un errore di appoggio che all’inizio sarebbe facile da correggere può diventare più difficile da gestire. Per questo la tecnica di discesa non va lasciata alle ultime settimane: deve essere allenata insieme alla resistenza.
Un altro aspetto importante è l’autonomia mentale. Su una lunga ultra si attraversano fasi molto diverse: entusiasmo, stanchezza, calo di attenzione, ripresa, tratti in cui sembra di procedere bene e altri in cui il passo rallenta. La capacità di ridurre il problema al segmento successivo — un ristoro, una salita, un tratto di discesa — è spesso più utile che pensare continuamente alla distanza totale ancora da percorrere.
Tre Cime di Lavaredo e passaggi iconici
La 120K è legata in modo particolare al passaggio alle Tre Cime di Lavaredo nelle ore dell’alba. La 80K passa invece sotto le pareti nord delle Tre Cime. È uno dei motivi per cui il nome della gara è diventato riconoscibile anche oltre il pubblico degli specialisti: l’ambiente è immediatamente identificabile e rende il racconto sportivo inseparabile dal paesaggio.
Non bisogna però confondere “spettacolare” con “facile”. Nei tratti più panoramici la tentazione di alzare il ritmo o distrarsi è reale, mentre il terreno continua a chiedere attenzione. Per un atleta l’obiettivo è godersi il contesto senza perdere precisione nel movimento, soprattutto in discesa e nelle ore di maggiore affaticamento.
Chi si prepara lontano dalle montagne può comunque costruire una base utile lavorando su forza, scale, tapis roulant inclinato, ripetute in salita su brevi rampe e circuiti muscolari. Per approfondire, può essere utile la guida DEMON su come allenarsi in salita anche vivendo in pianura.
Gare della Lavaredo Ultra Trail: quale distanza scegliere
Il programma comprende cinque gare, pensate per livelli di esperienza differenti. La scelta corretta non dipende dal desiderio di “fare più chilometri”, ma dalla combinazione tra esperienza su sentieri, dislivello già affrontato, autonomia, capacità di muoversi di notte e disponibilità ad allenarsi con continuità nei mesi precedenti.
Lavaredo 10K: 10 km e 300 m+
È la distanza più corta e accessibile del programma. Partenza e arrivo sono in Corso Italia, a Cortina d’Ampezzo, e il percorso viene corso al tramonto. È adatta a chi vuole vivere l’atmosfera dell’evento con un impegno più contenuto, ma resta una gara trail: fondo irregolare, dislivello e capacità di correre su sentiero richiedono comunque preparazione.
La 10K viene disputata in autosufficienza lungo il percorso: la pagina ufficiale indica che non sono previsti ristori intermedi, ma soltanto all’arrivo. Questo rende ancora più importante partire con l’acqua necessaria in funzione delle condizioni della giornata e seguire le indicazioni aggiornate dell’organizzazione.
Lavaredo 20K: 20 km e 1.000 m+
La distanza raddoppia, ma il dislivello cresce molto più rapidamente: 1.000 metri positivi in circa 20 km cambiano completamente il tipo di sforzo. L’organizzazione la descrive come breve ma particolarmente “cattiva”, con salite ripide e discese tecniche. È quindi una prova interessante per runner veloci che possiedono anche una buona base tecnica in montagna.
Un dettaglio regolamentare da non trascurare è l’uso dei bastoncini: sulla 20K non sono consentiti. Se in allenamento sei abituato a usarli, devi prepararti a gestire l’intero dislivello senza questo supporto. La scelta di scarpe, grip e tecnica di discesa assume quindi un peso ancora maggiore.
Lavaredo 50K: 50 km e 2.600 m+
La 50K rappresenta un passaggio netto verso la lunga distanza. Il percorso è un anello con partenza e arrivo a Cortina e abbraccia le montagne intorno alla conca ampezzana. Cinquanta chilometri con 2.600 metri positivi richiedono una vera strategia di alimentazione e idratazione, oltre alla capacità di continuare a muoversi con efficienza quando le gambe iniziano a perdere freschezza.
Per molti runner è la distanza ideale per scoprire cosa significa affrontare una giornata intera di trail alpino senza entrare ancora nella dimensione notturna tipica della 120K. Il tempo massimo di 12 ore consente profili di prestazione molto diversi, ma non elimina la necessità di conoscere bene il proprio ritmo sostenibile.
Lavaredo 80K: 80 km e 4.600 m+
È l’unica gara in linea: si parte dalla Val Marzon ad Auronzo di Cadore e si arriva in centro a Cortina. Il percorso passa sotto le pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo e, con 4.600 metri positivi, entra pienamente nel territorio dell’ultra trail. La gestione della fatica muscolare in discesa diventa centrale tanto quanto la capacità aerobica.
La differenza rispetto alla 50K non è “solo” di 30 chilometri. Il dislivello aumenta di circa 2.000 metri, il tempo massimo sale a 22 ore e cresce la probabilità di dover affrontare fasi di buio a seconda del proprio tempo di gara. Per questo è una scelta coerente soprattutto per chi possiede già esperienza su trail lunghi e non deve scoprire in gara come reagisce il corpo dopo molte ore.
Lavaredo 120K: 120 km e 5.800 m+
È la gara regina. Si parte alle 23 da Corso Italia a Cortina e si torna nello stesso punto dopo 120 km e circa 5.800 metri di dislivello positivo. Il passaggio alle Tre Cime nelle ore dell’alba è uno degli elementi simbolici della corsa, ma la vera difficoltà è costruire una prestazione sostenibile per un’intera notte, il giorno successivo e, per molti concorrenti, parte della notte seguente.
La 120K richiede preparazione specifica: lunghi con dislivello, esperienza notturna, materiale già collaudato, capacità di alimentarsi anche quando l’appetito diminuisce, gestione delle discese a muscoli stanchi e consapevolezza dei propri segnali di fatica. Non è una distanza da scegliere come semplice “passo successivo” dopo una maratona su strada.
Distanze e dislivelli della Lavaredo Ultra Trail
La tabella seguente concentra i dati ufficiali più utili per confrontare le cinque prove. È un punto di partenza: per scegliere davvero la distanza bisogna aggiungere esperienza personale, tempo disponibile per prepararsi e capacità di affrontare il tipo di terreno previsto.
| Gara | Distanza | Dislivello positivo | Tempo massimo | Running Stones | Profilo ideale |
|---|---|---|---|---|---|
| Lavaredo 10K | 10 km | circa 300 m+ | 2 ore | — | Runner che vogliono vivere l’evento su una distanza accessibile. |
| Lavaredo 20K | 20 km | circa 1.000 m+ | 4 ore | 1 | Chi ha già esperienza nella corsa in salita e in discesa. |
| Lavaredo 50K | 50 km | circa 2.600 m+ | 12 ore | 2 | Trail runner allenati su lunghe distanze e sentieri alpini. |
| Lavaredo 80K | 80 km | circa 4.600 m+ | 22 ore | 3 | Runner esperti, abituati a molte ore di gara. |
| Lavaredo 120K | 120 km | circa 5.800 m+ | 30 ore | 4 | Ultra-runner preparati a una prova lunga, tecnica e mentale. |
Il punto chiave
Più aumenta la distanza, più diventa importante correre con regolarità, alimentarsi prima della crisi, proteggersi da vento e raggi UV e mantenere lucidità nelle discese tecniche. Nelle Dolomiti il panorama è spettacolare, ma il terreno richiede attenzione continua.
Come leggere correttamente il dislivello
Il dislivello positivo rappresenta la somma delle salite affrontate. Non dice tutto sulla difficoltà, ma aiuta a capire quanta parte della gara richiederà lavoro contro gravità. Due percorsi con la stessa distanza possono essere completamente diversi se uno ha salite lunghe e regolari e l’altro concentra molti metri verticali in rampe ripide e discese tecniche.
Per questo conviene allenarsi non solo a “fare D+”, ma a riprodurre la struttura dello sforzo: salire a intensità controllata, ripartire dopo la cima, scendere con precisione e poi correre ancora quando le gambe sono già affaticate. Il trail premia la continuità più dei picchi isolati di performance.
Tempo massimo: non è un obiettivo di ritmo
Il tempo massimo serve a definire la finestra entro cui completare la gara, ma non deve diventare l’unico riferimento strategico. Pianificare di stare appena dentro il limite senza margine significa esporsi a problemi in caso di meteo, rallentamenti, code sui sentieri, difficoltà alimentari o una fase di stanchezza più lunga del previsto. Una preparazione adeguata dovrebbe lasciare un margine realistico rispetto ai cancelli orari intermedi indicati nel regolamento e nel runner guide.
Risultati Lavaredo Ultra Trail 2026: vincitori e numeri dell’evento
L’edizione 2026 offre un riferimento concreto per capire il livello internazionale della manifestazione. Le classifiche UTMB riportano Hannes Namberger vincitore della 120K in 11:45:31 e Sunmaya Budha prima donna in 13:33:18. Sulla 80K hanno vinto Bart Przedwojewski ed Elísa Kristinsdóttir; sulla 50K Daniel Pattis e Malen Osa Ansa; sulla 20K Andrea Rostan e Anna Hofer.
| Gara 2026 | Vincitore uomini | Tempo | Vincitrice donne | Tempo |
|---|---|---|---|---|
| 120K | Hannes Namberger | 11:45:31 | Sunmaya Budha | 13:33:18 |
| 80K | Bart Przedwojewski | 07:40:30 | Elísa Kristinsdóttir | 08:59:57 |
| 50K | Daniel Pattis | 04:00:51 | Malen Osa Ansa | 04:46:23 |
| 20K | Andrea Rostan | 01:32:59 | Anna Hofer | 01:51:55 |
Il dato più interessante non è soltanto il tempo dei vincitori. I numeri LiveTrail mostrano quanto ampia sia la platea dell’evento: migliaia di atleti distribuiti su cinque gare, con una quota significativa di ritiri. In una manifestazione di montagna è un promemoria utile: completare il percorso non dipende esclusivamente dalla velocità, ma dalla capacità di arrivare preparati e prendere decisioni corrette durante la gara.
Le classifiche sono anche un buon riferimento per evitare confronti impropri. Gli atleti élite che competono per la vittoria rappresentano un livello prestativo molto distante dalla maggioranza dei partecipanti. Per un amatore la metrica utile non è replicare i loro ritmi, ma costruire un piano coerente con il proprio storico di allenamento, il proprio UTMB Index quando richiesto e il tempo realistico previsto sulle varie sezioni del percorso.
Iscrizioni Lavaredo Ultra Trail 2027: date, sorteggio, età e UTMB Index
Per l’edizione 2027, le preiscrizioni a 120K, 80K, 50K e 20K sono previste dal 7 al 14 settembre 2026. L’esito del primo sorteggio sarà consultabile dal 15 settembre su MyUTMB; i pettorali non confermati potranno essere riassegnati con una seconda estrazione dal 22 settembre.
Questa è una delle sezioni più importanti da verificare direttamente sul sito ufficiale, perché procedure, finestre temporali e disponibilità possono cambiare di edizione in edizione. I dati qui riportati sono aggiornati ad agosto 2026 e riguardano la prossima edizione 2027.
La finestra ufficiale indicata per entrare nel sorteggio riguarda 120K, 80K, 50K e 20K. È necessario utilizzare il proprio account MyUTMB e rispettare i requisiti della distanza scelta.
L’organizzazione indica di controllare direttamente la dashboard MyUTMB: l’esito non viene inviato via e-mail come comunicazione sostitutiva.
I runner sorteggiati devono completare iscrizione e pagamento entro la scadenza prevista.
I pettorali non confermati vengono rimessi a disposizione con una nuova estrazione per gli atleti in waiting list.
Età minima e certificato medico
Per il 2027 possono partecipare gli atleti che abbiano compiuto 18 anni alla data dell’evento. La pagina ufficiale delle iscrizioni indica inoltre l’obbligo del certificato medico agonistico per l’atletica leggera per tutte le distanze, con procedure e scadenze specifiche in base alla nazionalità. Per gli atleti italiani, il certificato deve risultare valido al 27 giugno 2027 e va caricato nella dashboard personale entro la scadenza indicata dall’organizzazione.
È importante non rimandare questo aspetto alle ultime settimane. Un certificato non corretto, scaduto o caricato fuori tempo può compromettere la partecipazione anche dopo aver ottenuto il pettorale. La soluzione più semplice è inserire la scadenza nel proprio calendario appena l’iscrizione viene confermata.
Quale UTMB Index serve per la Lavaredo?
L’UTMB Index misura il livello di performance di un trail runner nelle categorie previste dal circuito. Per la Lavaredo viene utilizzato anche come requisito di esperienza sulle distanze più lunghe. Per l’edizione 2027 la pagina ufficiale indica:
| Gara | Requisito UTMB Index | MyUTMB |
|---|---|---|
| 120K | Index valido 100K o 100M | Necessario |
| 80K | Index valido 50K, 100K o 100M | Necessario |
| 50K | Index valido 20K, 50K, 100K o 100M | Necessario |
| 20K | Non obbligatorio | Necessario |
| 10K | Non obbligatorio | Necessario |
Il requisito non va interpretato come un semplice ostacolo burocratico: sulle gare lunghe serve a dimostrare un minimo di esperienza recente in competizioni comparabili. Un Index valido non garantisce che l’atleta sia pronto a ogni aspetto della Lavaredo, ma riduce il rischio che una 120K o una 80K diventino il primo vero contatto con una lunga gara di montagna.
Nota sulla 10K: la pagina di iscrizione 2027, al momento dell’aggiornamento, dettaglia la finestra di preiscrizione per 120K, 80K, 50K e 20K. Per modalità e apertura della 10K è quindi corretto consultare direttamente la pagina ufficiale senza dare per scontata la stessa procedura.
Pagina ufficiale: iscrizioni Lavaredo Ultra Trail by UTMB®.
Materiale obbligatorio Lavaredo Ultra Trail: cosa cambia tra 120K, 80K, 50K, 20K e 10K
L’organizzazione può modificare l’elenco del materiale obbligatorio fino a 12 ore prima della partenza in funzione delle condizioni meteo. La lista presente in questa guida è quindi una sintesi orientativa: per la verifica finale fa sempre fede la pagina ufficiale dell’edizione corrente.
Il materiale non è un peso da ridurre a ogni costo. In montagna rappresenta autonomia. L’obiettivo è trovare un kit sufficientemente leggero da non ostacolare la corsa, ma completo, testato e facilmente accessibile quando serve. Un capo impermeabile sepolto sul fondo dello zaino o una frontale mai provata in discesa sono esempi di materiale formalmente presente ma gestito male.
120K e 80K: il kit più completo
Per le due distanze più lunghe la lista ufficiale comprende, tra gli altri elementi, zaino da gara, maglia a maniche lunghe, pantaloni lunghi o calzamaglia, cappello o bandana, guanti caldi e impermeabili, almeno un litro d’acqua, bicchiere personale, telo termico, fischietto, telefono acceso, giacca impermeabile con cappuccio conforme ai requisiti indicati, lampada frontale con batterie di ricambio o due lampade, calzature adatte al terreno dolomitico, alimenti solidi e benda elastica.
La presenza della frontale è particolarmente importante. Sulla 120K è ovvia fin dalla partenza alle 23, ma anche sulla 80K il tempo massimo può portare gli atleti nelle ore serali e notturne. Il consiglio pratico è allenarsi almeno alcune volte con lo stesso fascio luminoso e la stessa configurazione di batterie prevista per la gara.
50K: simile alle lunghe, ma senza la frontale nella lista base
La 50K mantiene una dotazione ampia: zaino, strati caldi, giacca impermeabile, un litro d’acqua, telo termico, fischietto, telefono, bicchiere, alimenti, calzature adatte e altri elementi indicati dall’organizzazione. La lista ufficiale corrente non include la lampada frontale tra gli obblighi base della 50K, ma il materiale può essere adattato prima dell’evento in funzione del meteo.
20K: meno materiale, ma non è una corsa “leggera” in senso assoluto
Per la 20K la dotazione viene semplificata: pettorale visibile, telefono acceso, almeno mezzo litro di liquidi in camelbag o portaborraccia, giacca antipioggia/antivento, telo termico, fischietto, tazza o borraccia e calzature adeguate. I bastoncini non sono consentiti.
10K: pettorale e telefono obbligatori, autonomia consigliata
Per la 10K la pagina ufficiale indica come obbligatori pettorale e telefono acceso. Sono consigliati anche maglia a maniche lunghe, almeno mezzo litro d’acqua, telo termico e fischietto. Non essendoci ristori lungo il percorso, la gestione dell’acqua va programmata prima della partenza.
| Elemento | 120K / 80K | 50K | 20K | 10K |
|---|---|---|---|---|
| Riserva d’acqua | almeno 1 L | almeno 1 L | almeno 0,5 L | 0,5 L consigliati |
| Giacca protettiva | obbligatoria, requisiti tecnici specifici | obbligatoria, requisiti tecnici specifici | giacca vento/antipioggia | verificare aggiornamenti pre-gara |
| Lampada frontale | obbligatoria | non nella lista base corrente | non nella lista base corrente | non nella lista base corrente |
| Bastoncini | consentiti | consentiti | non consentiti | consultare regolamento corrente |
La lista completa deve essere letta una seconda volta pochi giorni prima della gara e una terza volta dopo l’eventuale comunicazione meteo dell’organizzazione. La regola delle 12 ore è importante: ciò che era sufficiente durante la preparazione può non esserlo il giorno dell’evento se le condizioni previste cambiano.
Per organizzare un kit più ampio e non limitato alla sola Lavaredo, trovi anche la guida DEMON su quale attrezzatura scegliere per il trail running.
Preparazione e consigli per affrontare la Lavaredo Ultra Trail
Preparare una gara come la Lavaredo Ultra Trail significa costruire resistenza, forza muscolare e capacità di adattamento. Non basta correre tanti chilometri: è importante allenare salite lunghe, discese tecniche, tratti su fondo roccioso e uscite con zaino, bastoncini e materiale simile a quello che verrà usato in gara.
Cosa curare prima della gara
- Dislivello: inserire allenamenti in salita e discesa per abituare gambe, caviglie e schiena.
- Alimentazione: provare gel, barrette, sali e liquidi in allenamento, evitando esperimenti il giorno della gara.
- Materiale: testare scarpe, calze, zaino, giacca, lampada frontale e occhiali in condizioni reali.
- Gestione del ritmo: partire in controllo, soprattutto sulle distanze lunghe, per non consumare energie troppo presto.
- Protezione dagli elementi: sole, vento, polvere, sbalzi termici e luce intensa possono influire sul comfort durante molte ore di corsa.
Un aspetto spesso sottovalutato è la gestione della vista. Nei percorsi trail si passa rapidamente da bosco a tratto aperto, da ombra a pieno sole, da sentiero polveroso a cresta esposta. Avere una visione stabile aiuta a leggere meglio gli appoggi, proteggere gli occhi e mantenere sicurezza soprattutto quando la stanchezza aumenta.
1. Costruire una base aerobica prima del dislivello specifico
La prima fase della preparazione non dovrebbe essere una collezione di uscite estreme. Serve continuità: settimane regolari, volume progressivo, giorni facili e una struttura che permetta di assorbire il lavoro. L’errore più comune è cercare troppo presto il lungo “epico” perché assomiglia alla gara. Una singola uscita enorme può dare soddisfazione, ma non sostituisce mesi di allenamento sostenibile.
Per una 10K o 20K la base può essere più orientata alla qualità, alla forza in salita e alla tecnica. Per 50K, 80K e 120K cresce invece l’importanza del tempo trascorso in movimento, della capacità di correre con stanchezza accumulata e dell’organizzazione del recupero tra allenamenti impegnativi.
2. Allenare la salita senza trasformare ogni salita in una gara
Una buona salita da ultra non è necessariamente veloce. È economica. Il runner deve imparare a distinguere quando correre e quando passare a una camminata potente, mantenendo una respirazione controllabile. Sulla 120K e sulla 80K, sprecare energie per “non camminare mai” nelle pendenze più severe può diventare una scelta costosa nelle ore successive.
In allenamento è utile alternare sedute più brevi e intense a lunghi in cui la priorità è l’efficienza. Chi non dispone di salite lunghe può accumulare verticalità su rampe ripetute, scale o tapis roulant inclinato, integrando esercizi di forza per glutei, quadricipiti, polpacci e catena posteriore.
3. La discesa va allenata quando si è freschi e quando si è stanchi
La discesa tecnica ha un doppio problema: richiede abilità e genera un forte carico muscolare eccentrico. Essere bravi nei primi venti minuti non garantisce di esserlo dopo cinque, dieci o quindici ore. Per questo una preparazione completa deve includere sia sedute tecniche, in cui si lavora sulla qualità degli appoggi, sia lunghi nei quali si impara a scendere dopo aver già accumulato dislivello.
Approfondisci postura, traiettorie e controllo nella guida DEMON dedicata a come correre in discesa nel trail running.
4. Per le ultra, allenare anche la notte
Per la 120K la partenza alle 23 rende la notte inevitabile. La frontale modifica la percezione del terreno, riduce l’ampiezza visiva e può alterare il ritmo. È consigliabile effettuare allenamenti notturni controllati su sentieri conosciuti, imparando a gestire lampada, batterie, riflessi, appannamento delle lenti e variazione della temperatura.
L’obiettivo non è simulare trenta ore di gara, ma eliminare le sorprese evitabili. Sapere come si apre la tasca delle batterie con i guanti, dove si trova un capo nello zaino o come reagiscono gli occhi al passaggio dalla notte all’alba riduce il numero di decisioni da prendere quando la fatica sarà alta.
5. Inserire settimane di scarico e recupero
Il progresso non avviene soltanto nelle giornate più dure. Avviene quando il corpo riesce ad assimilare quelle giornate. Un piano intelligente alterna carico e recupero, riduce il volume quando compaiono segnali persistenti di stanchezza e non tenta di recuperare sedute perse comprimendo più allenamenti duri nella stessa settimana.
Strategia Lavaredo Ultra Trail: ritmo, alimentazione, ristori e gestione mentale
La strategia migliore è quella che riduce il numero di crisi evitabili. In una gara lunga non si controlla tutto: il meteo cambia, il terreno può essere più lento del previsto, un tratto può risultare più duro di quanto appariva sulla carta. Ma si possono controllare il ritmo iniziale, l’ordine del materiale, la frequenza con cui si mangia e si beve e la disciplina nel non inseguire atleti che hanno un passo diverso.
Partire più piano di quanto suggerisce l’adrenalina
Le partenze della Lavaredo hanno un’atmosfera intensa, soprattutto in Corso Italia. Proprio per questo la prima fase è rischiosa: ci si sente freschi, si corre in gruppo e il ritmo degli altri può sembrare naturale. Sulla 120K, spendere troppo nelle prime ore notturne significa pagare l’errore quando il percorso è ancora molto lungo.
Una strategia efficace prevede un limite di intensità nelle prime salite. Se il respiro è già impegnato e si sente il bisogno di “tenere il gruppo”, probabilmente il costo è eccessivo. L’obiettivo delle prime ore non è guadagnare posizioni, ma arrivare alla parte centrale della gara con risorse ancora disponibili.
Alimentazione: niente esperimenti il giorno della gara
Gel, bevande, barrette e cibi solidi devono essere provati durante i lunghi. La tolleranza gastrointestinale è individuale e può cambiare con intensità, caldo, freddo e durata. È più utile costruire un piano semplice e ripetibile che inseguire una strategia teoricamente perfetta ma mai testata.
Diventa fondamentale anche conoscere i propri segnali: fame improvvisa, calo di concentrazione, difficoltà a mantenere il passo o irritabilità possono comparire quando l’apporto energetico diventa insufficiente, ma non sono indicatori abbastanza precisi da sostituire una routine programmata. Per indicazioni generali puoi consultare anche l’approfondimento DEMON su cosa mangiare prima di una gara di running.
Ristori: entrare con un obiettivo, uscire senza perdere tempo inutile
Il ristoro può essere un aiuto o una trappola. Arrivarci senza sapere cosa fare porta a minuti persi cercando cibo, riordinando lo zaino o decidendo sul momento. Meglio avere una micro-routine: riempire acqua, assumere ciò che è stato pianificato, controllare rapidamente materiale e condizioni fisiche, poi ripartire.
Sulle distanze più lunghe i minuti passati fermi si sommano. Tuttavia “non fermarsi mai” non è un valore assoluto: se serve sistemare un problema a un piede, aggiungere uno strato o mangiare con calma, pochi minuti ben usati possono evitare una perdita molto maggiore più avanti.
Gestire il caldo e il freddo come due problemi diversi
Le Dolomiti possono offrire condizioni molto diverse nella stessa giornata. Un tratto al sole può essere caldo, mentre vento, quota, pioggia e ore notturne possono abbassare rapidamente la sensazione termica. L’abbigliamento a strati e la possibilità di accedere facilmente alla giacca diventano parte della strategia, non soltanto del rispetto del regolamento.
La regola pratica è intervenire presto: coprirsi prima di essere già molto freddi, togliere uno strato prima di surriscaldarsi, bere con regolarità senza aspettare una sete intensa e adattare il ritmo quando il meteo aumenta il costo dello sforzo.
Spezzare mentalmente la gara
Pensare “mancano 80 chilometri” può essere psicologicamente pesante. È spesso più efficace lavorare per sezioni: prossimo ristoro, prossima salita, discesa successiva. Questa frammentazione non significa ignorare il quadro generale; significa trasformare una prova enorme in una serie di compiti gestibili.
Mangia, bevi, regola gli strati e controlla il materiale quando sei ancora lucido.
Riduci il problema: rallenta, alimentati se previsto, rivaluta temperatura e concentrati sul prossimo punto utile.
Non recuperare il tempo perso accelerando bruscamente. Torna gradualmente al ritmo sostenibile.
In ogni caso la sicurezza viene prima della classifica. Dolore acuto, sintomi importanti, ipotermia, confusione o condizioni che rendono insicuro proseguire richiedono una valutazione prudente e, quando necessario, l’intervento dell’organizzazione o dell’assistenza medica.
Occhiali da running e trail running: perché sono importanti in montagna
Durante una gara come la Lavaredo Ultra Trail, gli occhiali non sono soltanto un accessorio. Servono a proteggere gli occhi da raggi UV, vento, insetti, polvere, piccoli detriti e riflessi intensi. In quota la luce può essere più forte, mentre nei boschi e nei tratti tecnici è fondamentale mantenere una visione chiara del sentiero.
Per il trail running sono particolarmente importanti leggerezza, stabilità sul viso, ventilazione e ampiezza del campo visivo. Un occhiale adatto deve restare fermo anche in discesa, non creare fastidi sotto cappello o fascia e offrire protezione senza limitare la percezione del terreno.
Caratteristiche utili per il trail
- Lenti protettive contro raggi UV e luce intensa.
- Montatura leggera e stabile durante la corsa.
- Buona ventilazione per ridurre l’appannamento.
- Campo visivo ampio per leggere sentiero, ostacoli e discese.
- Comfort prolungato per allenamenti lunghi e gare di molte ore.
Perché le condizioni di luce cambiano così tanto
Un trail alpino alterna bosco e terreno aperto, ombra profonda e sole, versanti diversi e, sulle distanze lunghe, ore notturne, alba e pieno giorno. L’occhio deve adattarsi continuamente. Se la lente è troppo scura nei boschi si perde dettaglio; se è troppo chiara nei tratti aperti può aumentare il fastidio da luce intensa.
Per questa ragione le lenti fotocromatiche sono una soluzione interessante quando si cercano versatilità e transizioni automatiche tra condizioni diverse. Non eliminano la necessità di valutare la categoria e il campo di utilizzo, ma possono ridurre il bisogno di cambiare lente durante un’uscita con luce variabile.
120K: notte, alba e giorno nello stesso evento
La 120K è il caso più evidente: si parte alle 23, si corre di notte con la frontale e si entra progressivamente nella luce dell’alba. In questa situazione la gestione degli occhiali va provata prima. Alcuni runner preferiscono partire senza lente scura e indossare l’occhiale con l’aumentare della luce; altri utilizzano una soluzione fotocromatica molto chiara. Ciò che conta è aver già testato la combinazione tra frontale, sudore, temperatura e lente.
Il dettaglio ufficiale: occhiali da sole tra il materiale consigliato
Nella lista ufficiale del materiale consigliato per 120K, 80K e 50K compaiono anche gli occhiali da sole. È un’indicazione coerente con la natura della gara: lunghe ore all’aperto, esposizione al vento, terreno polveroso e passaggi molto luminosi. Non significa che un singolo tipo di lente sia ideale per tutti, ma conferma che la protezione visiva va considerata nel kit e non aggiunta all’ultimo momento.
Qualunque modello si scelga, la prova pratica è semplice: indossarlo nei lunghi, in salita e in discesa, con cappello o fascia, con sudore e con zaino. Se dopo due ore devi continuamente sistemarlo, dopo dieci ore il problema sarà molto più evidente.
Gli errori più comuni nella preparazione di una gara come la Lavaredo
1. Scegliere la distanza in base all’ego
La distanza più lunga non è automaticamente l’esperienza migliore. Una 50K preparata bene può essere più gratificante e formativa di una 120K affrontata senza base sufficiente. La scelta dovrebbe partire dalle ore di allenamento realmente disponibili, dal dislivello già gestito e dalla storia recente di gare.
2. Accumulare chilometri ma non dislivello
Un grande volume su strada costruisce resistenza, ma non prepara completamente alla meccanica della salita e soprattutto della discesa. Serve progressivamente inserire terreno simile a quello di gara oppure sostituti credibili quando le montagne non sono disponibili.
3. Comprare materiale nuovo a ridosso dell’evento
Scarpe, zaino, frontale, giacca, bastoncini e occhiali devono essere collaudati. “Nuovo” non significa “migliore” il giorno della gara. Una cucitura innocua in negozio può diventare un problema dopo molte ore; una tasca poco accessibile può far perdere tempo ogni volta che serve mangiare.
4. Sottovalutare le discese
Molti runner allenano le salite perché sono chiaramente faticose e trattano la discesa come recupero. In realtà le discese lunghe e tecniche possono distruggere i quadricipiti e compromettere la parte finale. Tecnica e resistenza eccentrica sono parte integrante della preparazione.
5. Avere un piano alimentare troppo complesso
Più una gara dura, più il piano deve essere facile da eseguire quando la lucidità diminuisce. Troppi prodotti, orari rigidi e combinazioni mai provate aumentano il carico mentale. Meglio una struttura semplice, flessibile e testata in allenamento.
6. Interpretare il materiale obbligatorio come una checklist da spuntare una sola volta
La lista può cambiare fino a 12 ore prima della partenza. Il controllo va ripetuto e il materiale deve essere realmente funzionante. Una frontale scarica o una giacca non conforme non diventano utili perché erano presenti nello zaino.
7. Correre i primi chilometri al ritmo degli altri
L’errore è quasi invisibile all’inizio perché si sta bene. Su una ultra il conto arriva molto più tardi. Imparare a lasciar andare un gruppo troppo veloce è una competenza strategica, non un segnale di debolezza.
8. Trascurare sonno e recupero prima della partenza
Soprattutto sulla 120K, la partenza notturna rende utile arrivare alla settimana di gara senza un debito di sonno costruito nei giorni precedenti. Non esiste una formula perfetta per “fare scorta” di sonno, ma proteggere la routine e ridurre stress inutili è più sensato che arrivare stanchi per preparativi dell’ultimo minuto.
FAQ sulla Lavaredo Ultra Trail
Quando si svolge la Lavaredo Ultra Trail 2027?
L’edizione 2027 è programmata dal 23 al 27 giugno. La 10K si corre il 23 giugno, la 20K il 24, 50K e 120K il 25 e la 80K il 26 giugno.
Quali sono le distanze della Lavaredo Ultra Trail?
Le cinque distanze ufficiali sono 10K, 20K, 50K, 80K e 120K. I dislivelli positivi indicati dall’organizzazione sono rispettivamente circa 300, 1.000, 2.600, 4.600 e 5.800 metri.
La Lavaredo Ultra Trail è adatta anche ai principianti?
La 10K è la distanza più accessibile e può essere un modo per vivere l’evento con un impegno contenuto. 20K, 50K, 80K e soprattutto 120K richiedono progressivamente più esperienza, dislivello e autonomia. “Principiante” nel trail non significa comunque poter affrontare il percorso senza preparazione.
Qual è la gara più impegnativa?
La 120K è la prova regina: 120 km, circa 5.800 m+, partenza alle 23 e tempo massimo di 30 ore. Unisce lunghezza, passaggi notturni, dislivello, tratti tecnici e grande impegno mentale.
Serve un UTMB Index per iscriversi?
Sì per 120K, 80K e 50K: la categoria minima richiesta varia in base alla distanza. Per 20K e 10K l’UTMB Index non è obbligatorio, ma è necessario avere un account MyUTMB.
Quando aprono le iscrizioni per il 2027?
Per 120K, 80K, 50K e 20K la pagina ufficiale indica una finestra di preiscrizione dal 7 al 14 settembre 2026, seguita dal sorteggio. Per la 10K è opportuno verificare direttamente la pagina ufficiale, perché la stessa finestra non è indicata nel blocco di preiscrizione corrente.
È obbligatorio il certificato medico?
Per l’edizione 2027 la pagina ufficiale indica il certificato medico agonistico per l’atletica leggera come obbligatorio per tutte le distanze. Procedure, validità e scadenze vanno controllate in base alla propria nazionalità.
I bastoncini sono consentiti?
Sono consentiti su 120K, 80K e 50K. Sulla 20K non sono consentiti. Per ogni edizione conviene comunque verificare il regolamento aggiornato della propria gara.
Che tipo di terreno si incontra?
I percorsi alternano sentieri alpini, salite, discese tecniche, fondo roccioso, ghiaia, boschi e sezioni aperte. La tecnicità varia tra le distanze, ma la capacità di correre su terreno irregolare è importante in tutto il programma.
Dove parte la Lavaredo 80K?
La 80K è l’unica gara in linea della manifestazione: parte dalla Val Marzon ad Auronzo di Cadore e termina in Corso Italia a Cortina d’Ampezzo.
Ci sono ristori sulla Lavaredo 10K?
La pagina ufficiale indica che la 10K si corre in autosufficienza e non prevede ristori lungo il percorso, ma soltanto all’arrivo. È consigliata una riserva d’acqua di almeno mezzo litro.
Chi ha vinto la Lavaredo 120K nel 2026?
Hannes Namberger ha vinto la classifica maschile in 11:45:31; Sunmaya Budha è stata la prima donna in 13:33:18.
Perché proteggere gli occhi durante una gara trail?
In montagna gli occhi sono esposti a raggi UV, vento, polvere, insetti e cambi di luce frequenti. Una protezione adeguata aiuta a mantenere comfort visivo e una lettura più stabile del terreno, soprattutto nei tratti tecnici.
Guide correlate per preparare meglio trail e gare in montagna
Se stai costruendo una preparazione per la Lavaredo, questi approfondimenti completano gli aspetti più tecnici senza appesantire questa pagina con ripetizioni.
Fonti ufficiali e aggiornamento dei dati
Le informazioni variabili — date, dislivelli, tempi massimi, requisiti di iscrizione, materiale e risultati — sono state verificate sulle pagine ufficiali Lavaredo by UTMB®, UTMB e LiveTrail disponibili al momento dell’aggiornamento. Per gli aspetti operativi fa sempre fede l’ultima versione pubblicata dall’organizzazione.
- Sito ufficiale La Sportiva Lavaredo Ultra Trail by UTMB® — calendario, distanze e schede gara.
- Iscrizioni ufficiali — preiscrizioni 2027, requisiti, certificato medico e sorteggio.
- Materiale obbligatorio — liste aggiornate per le cinque distanze.
- Regolamento ufficiale — definizione delle gare e norme di partecipazione.
- LiveTrail 2026 — statistiche su partenti, finisher e ritiri.
- Classifica UTMB Index Lavaredo 120K 2026 — risultati ufficiali della gara regina.
Ultimo controllo editoriale: agosto 2026. Le informazioni future sono soggette ad aggiornamento da parte dell’organizzazione.
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